Questo articolo di approfondimento รจ focalizzato su come si รจ svolta l’inchiesta giornalistica che nel 2017 mi ha portato a collegare Joe Bevilacqua (1935 – 2022) ai casi di omicidi seriali attribuiti ai cosiddetti Zodiac e Mostro di Firenze.
Ne racconto i successivi sviluppi fino a oggi.
VIDEOS ON THE JOURNALISTIC INVESTIGATION IN ENGLISH (COMING SOON)
RASSEGNA STAMPA RELATIVA AI CASI ZODIAC E MOSTRO DAL 1943 AL 2021
Questo post รจ una ricostruzione documentata di fatti realmente accaduti, in parte vissuti in prima persona, che corredo con i risultati di un’attivitร investigativa giornalistica di quasi otto anni.

L’ultima tappa citata risale al 2024 e cita l’indagine italiana e statunitense scaturita dalla trasmissione del profilo genetico di Bevilacqua da parte mia alla polizia americana nel novembre 2023.
L’indagine, attualmente in corso (inizio 2025), รจ condotta dalla Procura di Firenze, dal dipartimento dello Sceriffo della Contea di Napa, dei dipartimenti di polizia di San Francisco e Vallejo.
Nel 2023, dopo aver ricevuto un’autorizzazione dal sostituto procuratore Nicola Marini (Procura di Siena) tramite l’avvocato Jacopo Pepi, con l’aiuto del ricercatore Daniele Trinchieri ho trasmesso il suo profilo del DNA alla polizia americana per un controllo con i campioni del caso Zodiac.
Prima del 2023, il DNA di Bevilacqua, acquisito nel 2020 su iniziativa del pm Marini, non era stato mai messo a confronto con i profili estratti dai campioni del caso Zodiac o inserito per una verifica nel database dell’FBI.
Un’eventuale compatibilitร sarebbe stata importante anche per l’esito del processo per diffamazione su querela di Bevilacqua portato avanti dalla Procura di Firenze.
L’accusa, perรฒ, ha deciso di non dare al giudice alcun elemento di prova a mio discarico e nel dicembre 2024 sono stato condannato per diffamazione in primo grado al pagamento di una multa.
Non farรฒ ricorso in Cassazione, ma chiederรฒ la revisione della sentenza per un’assoluzione nel merito.

INDICE
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INTRODUZIONE
1. ZODIAC E IL MOSTRO
2. INIZIO DELLA RICERCA
3. DIFFERENZE E SOMIGLIANZE
4. LA FIRMA DEL SERIAL KILLER
5. JOE BEVILACQUA
6. I COLLOQUI DEL 2017
7. CONNESSIONE “MIKADO”
8. APPUNTI, CID E COLLEGHI
9. UNDERCOVER
10. KHAKI MAFIA
11. LA STRANA COINCIDENZA DI RIVERSIDE
12. LA TEORIA DELL’ACQUA
13. “NON BERE L’ACQUA”
14. PARAD-ICE
15. “VUOI ROMPERE I COGLIONI AL MOSTRO?”
16. ULISSE
17. SUGGERIMENTI
18. AMMISSIONE DI COLPA
19. LA DENUNCIA
20. L’INDAGINE. BEVILACQUA E PACCIANI
21. ALTRI ACCERTAMENTI
22. ARCHIVIAZIONE E MORTE DI BEVILACQUA
23. EPILOGO
CONCLUSIONE: DECIFRAZIONI
POSTILLA: IL DEPISTAGGIO
INTRODUZIONE
Durante la mia inchiesta giornalistica sulla connessione Bevilacqua – Mostro di Firenze – Zodiac durata sette anni (2017 – 2024), ho raccolto molte informazioni utili ai fini investigativi. Non sono state rese pubbliche nella loro interezza in questi anni per evitare di dare informazioni a Bevilacqua.

Queste informazioni, in larga parte inoltrate alle autoritร statunitensi, sono state da me allegate a due denunce nei confronti di Bevilacqua per omicidio e detenzione illegale di arma da fuoco (2018, 2020) e a quattro integrazioni (2019, 2021).
In seguito sono state depositate nel mio processo per diffamazione attualmente in corso.
La loro messa agli atti presso la Procura di Firenze risale al periodo 2018 – 2021, cioรจ a tempo prima del decesso dell’87enne americano nel dicembre 2022.
I verbali degli inquirenti che attestano il deposito di tale documentazione, gli accertamenti dei Carabinieri nell’indagine su Bevilacqua per gli omicidi del Mostro scaturita dalla mia denuncia del 2018 archiviata nel 2021 e, da ultimo, le segnalazioni alle forze dell’ordine statunitensi competenti per il caso Zodiac vengono messi a disposizione del lettore su questa pagina.
I messaggi di Zodiac tradotti si trovano qui.

L’articolo che segue รจ focalizzato su come si รจ svolta l’inchiesta giornalistica che mi ha portato nel 2017 a Joe Bevilacqua, raccontandone i successivi sviluppi fino al novembre 2023 (ultima tappa).
Contiene solo un breve riepilogo dei casi Zodiac e Mostro di Firenze.
Ho inserito a questo link una serie di siti web e forum che approfondiscono i due casi.
I libri su entrambe le vicende riempirebbero piรน scaffali. Ne citerรฒ alcuni, non tutti quelli che ho letto e sono stati utili.
1. ZODIAC E IL MOSTRO
Gennaio 2017
Mi interesso al caso Mostro per un sogno (ne parlerรฒ separatamente, cosรฌ come di altri fatti correlati alla vicenda).
Qualche settimana dopo propongo un reportage sul Mostro ad Alessandro Giuli, direttore del settimanale Tempi fondato da mio padre Luigi.
Come molti ricercatori il mio interesse รจ l’esistenza di una possibile veritร alternativa a quella giudiziaria.
Nel 2000, le accuse al contadino Pietro Pacciani e la sentenza di condanna definitiva dei cosiddetti “compagni di merende”, Mario Vanni e Giancarlo Lotti, per alcuni degli omicidi attribuiti al “maniaco delle coppie”, hanno infatti prodotto una veritร giudiziaria parziale.

Molti conoscitori della vicenda, magistrati compresi, nutrono dubbi sull’esito di quei processi. Fra i togati scettici ci sono: Francesco Ferri, presidente della Corte d’Assise che ha assolto Pacciani in appello nel ’96. Piero Tony, sostituto procuratore generale, e Daniele Propato, procuratore generale, che hanno rappresentato l’accusa in appello chiedendo l’assoluzione dei “compagni di merende” per gli omicidi del Mostro.
Dall’altra parte, il procuratore della repubblica Piero Luigi Vigna e il pm Paolo Canessa, entrambi convinti di essere sulla strada giusta.

Zodiac
Dopo le prime verifiche, sospetto che dietro al Mostro, la cui attivitร principale nella provincia di Firenze risale agli ’80, possa celarsi “Zodiac”, un serial killer statunitense reso famoso dalle lettere e i messaggi cifrati che inviava alla stampa.
Zodiac ha colpito nell’area di San Francisco sul finire degli anni ’60. Come il Mostro, ha aggredito coppie appartate in cerca di intimitร in zone isolate, stradine sterrate e piazzole di campagna, le cosiddette lovers’ lane.
In piรน di mezzo secolo, le forze dell’ordine di San Francisco, Vallejo, delle contee di Solano e Napa hanno indagato decine di persone ma non sono mai arrivate al nome di un sospettato solido e condiviso (il piรน noto รจ Arthur Leigh Allen), tanto meno a un processo, a differenza del caso Mostro.
Nonostante la quantitร di lettere spedite alla stampa, nรฉ l’esperto calligrafico Sherwood Morrill nรฉ i suoi successori sono riusciti a individuare un soggetto con una grafia interamente compatibile con quella di Zodiac.

Il Mostro e Zodiac sono cronologicamente compatibili.
La loro attivitร riscontrata dalle forze dell’ordine si svolge in due periodi distinti.
- 1968 – 1974 โ Zodiac (altri omicidi sospetti fra il ’62 e il ’70);
- 1974 – 1985 โ Mostro (collegato alle prove di un crimine del ’68, altri omicidi sospetti a partire dal ’72).
Gli attacchi certi di Zodiac sono quattro, distribuiti a San Francisco e a nord della Baia. Uno risalente al 20 dicembre 1968. L’unico a cui non รจ seguita alcuna rivendicazione immediata. Gli altri tre si sono registrati fra il luglio e l’ottobre del ’69.

Il serial killer all’epoca รจ un giovane uomo con un etร compresa tra i 25 e i 45 anni stando alle testimonianze oculari. ร tozzo e ha una faccia grande, dice la prima vittima sopravvissuta, Michael Mageau, a Ed Rust, ufficiale della polizia di Vallejo.
Ha un fisico corpulento e uno stomaco prominente dichiara Bryan Hartnell nella sua intervista a John Robertson (Napa County Sheriff’s Department), come viene messo in risalto nella bozza del suo identikit (immagine precedente).
Le testimonianze di tre teenager a San Francisco sintetizzate in un rapporto dell’agente Armand Pelissetti (San Francisco Police Department) confermano statura e corporatura, ma ancora una volta cambia il colore dei capelli, che ora sono “castano rossicci”, mentre a Vallejo erano “quasi biondi” e al Lago Berryessa “castano scuri”. Forse usa una tintura di qualche tipo.
In un’intervista al canale KPIX, Hartnell sostiene che la statura di Zodiac sia medio-bassa. Secondo i detective di Vallejo e San Francisco (prossima immagine) รจ alto 5′ 8”, circa 1.73 cm. Gli ufficiali dello Sceriffo della contea di Napa alzano la sua statura di qualche pollice.

Le lettere che il serial killer spedisce, soprattutto al San Francisco Chronicle, sono una ventina e si concludono nel ’74.
I suoi omicidi potrebbero essere molti di piรน di quelli accertati. ร lui stesso nei suoi messaggi a fornire via via conteggi di gran lunga maggiori, anche se la polizia crede che esageri per darsi importanza. Nell’ultima lettera ne rivendica 37.
Esistono collegamenti o analogie con almeno tre omicidi non attribuiti (al 2023), due localizzati nel sud della California (capitoli “Riverside” e “Teoria dell’acqua”), e uno sul lago Tahoe (capitolo “Parad-ice”). In un caso (Riverside), conferma di esserne l’autore. In un altro (lago Tahoe), potrebbe alludere a una sua responsabilitร in una cartolina. In entrambi i casi, i riscontri risalgono a due messaggi del marzo 1971. Gli ultimi prima di una lunga pausa di tre anni e della lettera “di addio” del ’74.

L’attivitร riscontrata di Zodiac si puรฒ suddividere cosรฌ.
- 1968
– Duplice omicidio di Betty Lou Jensen e David Faraday, Lake Herman Road, Benicia - 1969
– Aggressione di Darlene Ferrin e Michael Mageau (sopravvissuto), Blue Rocks Spring park, Vallejo
– Aggressione di Cecilia Shepard e Bryan Hartnell (sopravvissuto), lago Berryessa
– Omicidio di Paul Stine, Washington e Cherry Street, San Francisco
– Varie lettere a partire da luglio - 1970
– Lettere fra aprile e ottobre - 1971
– Due lettere a marzo - 1972 – 1973
– Nessuna attivitร riscontrata - 1974
– Unica e ultima lettera a gennaio
Il 31 luglio 1969, viene recapitato il primo messaggio cifrato di Zodiac diviso in tre parti, allegato ad altrettante lettere, a tre giornali della San Francisco Bay Area, il Vallejo Times-Herald, il San Francisco Examiner e il Chronicle, che รจ il principale destinatario della sua corrispondenza.
Il testo, decrittato dai coniugi Bettye e Donald Harden recita cosรฌ:
โMi piace uccidere la gente perchรฉ รจ molto divertente รจ piรน divertente che uccidere la selvaggina nella foresta perchรฉ lโuomo รจ lโanimale piรน pericoloso di tutti / uccidere mi dร lโesperienza piรน eccitante / รจ anche meglio che scopare con una ragazza / la parte migliore รจ che quando morirรฒ rinascerรฒ in paradiso e tutte le che ho ucciso (sic) diventeranno mie schiave / non vi darรฒ il mio nome perchรฉ cerchereste di rallentare o fermare la mia collezione di schiavi per l'aldilร โฆ Ebeorietemethhpiti.โ
Ho decifrato l’anagramma finale utilizzando la parola chiave “paradice”.
Fra il ’71 e il ’74, Zodiac rimane in silenzio. Il suo ultimo messaggio attribuito รจ affrancato 29 gennaio 1974.
Non si fa piรน chiamare “Zodiac” ma cela la sua identitร in un indovinello, un brano su un annegamento tratto dal “Mikado” di Gilbert e Sullivan (capitolo “Firma”).

Due lettere anonime inviate nei mesi successivi vengono considerate potenzialmente sue in due analisi dell’FBI del ’74.
- 3 febbraio, l’autore si fa chiamare “un amico”;
- 8 maggio, l’anonimo si firma “un cittadino”.
Nell’analisi della seconda lettera, l’FBI cita una terza missiva inviata a luglio firmata “red phantom” che, secondo gli esperti del Bureau, probabilmente non รจ di Zodiac.

Nel ’91, il detective in pensione di Vallejo George Bawart (fonte) contatta lo psichiatra Larry Ankrom della celebre unitร comportamentale dellโFBI che verrร consultata anche del caso Mostro (capitolo “Inizio della ricerca”).
Ankrom, parafrasato da un rapporto della polizia, afferma che Zodiac:
"...probabilmente ottiene piacere nel ridicolizzare la polizia riguardo ai suoi omicidi tanto quanto nell'uccidere e rivivere gli omicidi".
E aggiunge che gli omicidi “stanno continuando”. Gli unici motivi che riesce a immaginare per cui potrebbe non essere cosรฌ sono che:
"...si รจ trasferito dalla zona, o รจ morto, o la polizia รจ arrivata molto vicino a catturarlo."

Mostro di Firenze
I delitti del Mostro sono sette duplici omicidi ai danni di coppie appartate nella provincia di Firenze, commessi con la stessa arma da fuoco calibro .22, probabilmente una pistola Beretta.

Segue l’attivitร criminale accertata del Mostro.
- 1974
– Omicidi di Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore, Fontanine di Rabatta - 1975 – 1980
– Nessuna attivitร riscontrata - 1981
– Omicidi di Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi, Mosciano
– Omicidi di Susanna Cambi e Stefano Baldi, Calenzano - 1982
– Omicidi di Antonella Migliorini e Paolo Mainardi, Baccaiano - 1983
– Omicidi di Wilhelm Friedrich Horst Meyer e Uwe Jens Rรผsch, Via dei Giogoli, Firenze - 1984
– Omicidi di Pia Rontini e Claudio Stefanacci, Vicchio - 1985
– Omicidi di Nadine Mauriot e Jean-Michel Kraveichvili, Via Scopeti, San Casciano
– Messaggio a Silvia Della Monica da San Piero a Sieve dopo l’ultimo delitto
La data del primo delitto dell’ ’81 cela un anagramma
Dal ’74 all’ ’81, il Mostro rimane misteriosamente inattivo. Torna a uccidere una coppia il 6 giugno 1981. L’omicidio รจ accomunato al precedente del ’74 dall’uso della stessa pistola e dalle deturpazioni sul corpo della vittima femminile.
Nel primo delitto del ’74, il Mostro provoca quasi un centinaio di tagli sulla pelle della ragazza uccisa. Negli anni ’80, quando puรฒ, asporta il pube; negli ultimi due casi, anche la mammella sinistra.
ร possibile che le mutilazioni siano ispirate al film “Maniac” (approfondisco qui).
La data del ritorno del Mostro nell’ ’81, pochi mesi prima che il centro sportivo “Zodiac” apra i battenti a Tavarnuzze, non sembra scelta casualmente. ร infatti un anagramma del numero della targa fiorentina dell’auto delle vittime, “986116” (scoperta del 2025 di Adriano Giannini, studioso del caso Mostro).
In ambito matematico, considerando tutte le combinazioni di sei cifre da 0 a 9, c’รจ solo 1 probabilitร su circa 5.556 (0,018%) di estrarre casualmente 986116 o una combinazione che contenga gli stessi numeri in ordine diverso.
Adattare questo procedimento alla realtร fisica ha dei limiti, ma il risultato matematico รจ talmente netto da rendere piรน ragionevole dell’idea di una mera coincidenza l’ipotesi che il serial killer abbia scelto di aggredire la coppia il 6 giugno 1981 proprio perchรฉ era un anagramma della targa della loro auto.

Il collegamento del ’68
Nell’estate dell’ ’82, dopo il quarto attacco noto del Mostro, alla serie omicidiaria viene collegata l’uccisione di una coppia di amanti, Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, in una strada di Signa la notte del 22 agosto 1968.
Il piccolo figlio di lei, Natale Mele, sdraiato sul sedile posteriore dell’auto attinta dai colpi di una pistola calibro .22 insieme alla coppia, รจ sorpavvissuto incolume all’agguato.
Dopo l’aggressione, “Natalino” si รจ allontanato camminando dalla scena del crimine arrivando a una casa nei paraggi.

L’omicidio รจ maturato in un ambiente di emigrati di origine sarda. Locci aveva molti amanti ed รจ consolidata l’ipotesi che il movente sia stato la gelosia.
La connessione, che dร origine alla cosiddetta “pista sarda”, nasce dal ritrovamento di cinque bossoli e cinque proiettili sparati dalla pistola del serial killer in uno dei faldoni che compongono il fascicolo del reo confesso Stefano Mele, marito di Barbara Locci. Il processo Mele si รจ concluso con un secondo appello a Perugia nel ’73.

Il ritrovamento dei bossoli e dei proiettili di Signa non รจ cosรฌ anomalo. Un esperto legale nel 2018 mi dirร che ogni tanto capita di trovare buste con prove di piccole dimensioni, anche proiettili e bossoli, nei vecchi fascicoli penali nei tribunali italiani.
Nello specifico del caso Mostro, l’importanza che riveste il ritrovamento, in grado di dare una direzione alle indagini collegando una serie di omicidi a un precedente, rende necessarie verifiche accurate.
Il fatto che i reperti si trovino fra le carte processuali e non nell’ufficio corpi di reato, dove avrebbero dovuto essere custoditi, significa che per un periodo di tempo indeterminato fra il ’68 e l’ ’82 sono stati alla mercรฉ di chiunque abbia consultato il fascicolo, comprese le parti e, volendo, anche l’imputato. Il dubbio sulla loro provenienza รจ legittimo e non puรฒ essere preso alla leggera.
Sono davvero i bossoli e i proiettili del ’68? O qualcuno li ha sostituiti con i reperti del Mostro?
La perizia balistica del duplice omicidio di Signa non contiene foto al microscopio che diano certezze sull’identitร dei reperti, ma descrizioni generiche. Sarebbe necessario un confronto con bossoli e proiettili rinvenuti nel fascicolo per verificare o escludere l’ipotesi di un depistaggio.
Questo controllo risulta essere effettuato solo a livello “informale”. Nessun parere verrร redatto da un consulente balistico a tal proposito (al 2023).


La scoperta delle prove
Come gli inquirenti arrivino nell’estate dell’ ’82 a ipotizzare il collegamento non sarร mai chiarito del tutto.
La versione ufficiale vuole che un maresciallo dei Carabinieri di stanza a Firenze, Francesco Fiori, abbia ricordato il delitto e ne abbia messo a conoscenza i colleghi. Alcuni dei quali si sono occupati del caso, come il colonnello Olinto Dell’Amico.
Al contrario, una richiesta del giudice istruttore Vincenzo Tricomi datata 29 ottobre 1982 attribuisce l’origine del collegamento a uno scrivente anonimo.
I Carabinieri smentiscono.
Nel 2002, a domanda del cronista della Nazione Mario Spezi (autore con Douglas Preston del libro “Dolci colline di sangue”), Tricomi aggiungerร alcuni dettagli alla sua versione, affermando che Fiori gli avrebbe portato all’attenzione un biglietto anonimo, anzi un ritaglio di giornale con una scritta.
Spezi e Preston scrivono:
"Puรฒ anche essere che quel maresciallo si sia ricordato del delitto del โ68, ma la veritร รจ che ricevemmo unโinformazione precisaโ.
โUnโinformazione? E da chi? Che tipo dโinformazione?โ lo incalzai, annusando una notizia clamorosa.
โArrivรฒ un bigliettoโ, riprese Tricomi per nulla agitato โun biglietto anonimo, scritto in stampatello. Anzi, la scritta era su un vecchio ritaglio di giornale che parlava dellโomicidio del โ68. Si leggeva: Perchรฉ non andate a rivedere il processo di Perugia contro Stefano Mele?โ


A rafforzare la versione di Tricomi sarร una scoperta del ricercatore De Gothia.
Il 20 luglio 1982, poco prima che i reperti siano ufficialmente scoperti, sulla Nazione viene rivolto un appello niente meno che dal comando del nucleo investigativo dei Carabinieri che indaga sul Mostro, nei confronti di un anonimo che si sarebbe firmato “Un cittadino amico”, il quale avrebbe aiutato gli inquirenti. In che modo non รจ spiegato. Ma deve essere considerato importante da chi conduce le indagini.
La coincidenza cronologica fra la pubblicazione l’appello al Cittadino Amico e la ricerca del fascicolo Mele รจ un dato di fatto. La deduzione che se ne trae รจ spontanea.
Il cittadino amico รจ l’anonimo che ha diretto i Carabinieri su Signa.

“Un amico” e “un cittadino” sono le firme che Zodiac potrebbe avere utilizzato nelle lettere del 3 febbraio e dell’8 maggio 1974, prima di scomparire definitivamente da San Francisco.
In quel periodo il fascicolo Mele veniva trasmesso a Firenze, a un anno dalla sentenza definitiva.


La pistola รจ passata di mano?
L’indagine originata dal collegamento con Signa viene archiviata nell’ ’89 con il proscioglimento dei sospetti complici di Mele, suo fratello Giovanni, Piero Mucciarini, i fratelli Francesco e Salvatore Vinci.
Il Mostro li ha scagionati tutti con i suoi delitti, continuando a colpire via via che sono stati arrestati o messi sotto sorveglianza. Lo ricorda il giudice Francesco Ferri nelle motivazioni della sentenza d’appello del processo Pacciani, che esclude dal novero dei crimini del Mostro il delitto del ’68.
Il mistero della pistola, perรฒ, rimane.
Il giudice istruttore Mario Rotella, nella sentenza di proscioglimento ipotizza un trasferimento dell’arma dall’autore/autori dell’omicidio del ’68 al Mostro.
Sarร cosรฌ?
Quale che sia la risposta, il processo Mele non รจ mai stata revisionato e nessuna sentenza definitiva a oggi attribuirร il delitto del ’68 al serial killer.
Occorre far notare che la soluzione di quello che viene definito “un enigma allucinante” in un’intervista a Enzo Biagi dal sostituto procuratore Francesco Fleury, titolare del fascicolo sul Mostro negli anni ’80 insieme ai colleghi Piero Luigi Vigna e Paolo Canessa, potrebbe essere un’altra.

Interruzione della catena di custodia
L’ipotetico passaggio dell’arma di Signa impedisce di scartare a priori indagati con un alibi per il caso del ’68. Rimangono comunque forti perplessitร su come questo trasferimento possa essere avvenuto.
Dall’altra parte, i possibili indagati del ’68 sono stati scagionati dal Mostro, sebbene qualcuno sospetti che Salvatore Vinci possa avere eluso la sorveglianza dei Carabinieri nell’ ’85, anche se appare poco credibile.
Per districare questo groviglio, bisogna trovare il nodo principale.
Dove puรฒ nascondersi l’errore?
Nelle fondamenta stesse del collegamento. Come si รจ visto, รจ stato dato per scontato, dopo un esame “informale” e non approfondito, che bossoli e proiettili del Mostro trovati nel fascicolo Mele provenissero realmente dalla scena del crimine del ’68.
Le domande e risposte che seguono mettono in luce la gravitร del problema.
- La perizia balistica del ’68 contiene foto al microscopio o altre informazioni che possano escludere con certezza una sostituzione dei reperti? No.
- Chi svolge le indagini sul Mostro sa quando i reperti trovati nel fascicolo Mele sono stati lasciati fra le carte processuali, alla mercรฉ delle parti e di chiunque autorizzato da un magistrato competente? No.
- Sa chi รจ stato a inserirli nel fascicolo? No.
- Sa effettivamente per quanto tempo sono stati nel fascicolo fra il ’68 e l’ ’82? No.
- Ha un elenco (al 2023) dei nominativi di chi ha visionato il fascicolo tra il ’68 all’ ’82? No.
- Puรฒ escludere che un soggetto pericoloso, scaltro e non identificato come il Mostro abbia consultato il fascicolo e manipolato i reperti ivi contenuti allo scopo di depistare le indagini? No.
Nulla esclude un depistaggio.
Proprio per ragioni di cautela, negli Stati Uniti, le prove di Signa non sarebbero ammesse in un processo come prove di un collegamento (link per approfondire).

Gli spostamenti del fascicolo Mele
Alla perizia balistica del ’68 mancano foto al microscopio dei reperti originali. Come si puรฒ quindi avere la certezza che quelli trovati nel fascicolo siano gli stessi?
Per verificare se bossoli e proiettili del Mostro non siano stati inseriti nel fascicolo a posteriori, in sostituzione dei reperti originali, รจ imperativo che gli inquirenti:
- ricostruiscano i passaggi delle prove;
- verifichino accuratamente la compatibilitร dei reperti trovati nel fascicolo con quelli descritti nella perizia del ’68 senza omettere eventuali incongruenze e/o (come chiederanno le parti offese senza essere ascoltate) confrontandoli con un proiettile ritenuto nel corpo della vittima del ’68 Antonio Lo Bianco;
Al 2023, il confronto perizia del ’68 – reperti trovati nel fascicolo sarร stato effettuato solo superficialmente e a livello “informale”, senza un consulto scritto di un esperto.
Nulla esclude che i bossoli e i proiettili del ’68 siano stati sostituiti con reperti simili provenienti dalla pistola del Mostro, che in realtร non ha mai sparato a Signa. Un’arma compatibile a quella ipotizzata dalla perizia balistica del ’68, usata prima per produrre le repliche dei reperti e, in seguito, per uccidere le coppie nei dintorni di Firenze a partire dal 14 settembre 1974.
Approfondisco il tema nella postilla.
Lo sforzo investigativo di ricostruire i trasferimenti dei reperti a cavallo degli anni ’90 – 2000 porterร a scarsi risultati. Il commissario Michele Giuttari e la sua squadra del GIDES, incaricati dell’indagine sul Mostro, riusciranno ad accertare solo che le carte del processo Mele, passate da Perugia per un secondo appello, sono state ritrasmesse a Firenze qualche mese prima dell’inizio certo dei delitti del Mostro, il 1 aprile 1974.
Non c’รจ alcun riferimento ai corpi di reato rinvenuti nel fascicolo otto anni dopo.
Forse erano giร all’interno di uno dei faldoni?
Giuttari รจ uno dei pochi investigatori che abbia preso sul serio l’ipotesi del depistaggio.
Nel 2024, il ricercatore Dario Quaglia scoprirร un dettaglio utile sugli spostamenti del fascicolo.
Il 15 giugno 1972, l’incartamento รจ stato trasmesso al tribunale di Firenze nel corso di un’indagine a carico di Francesco Vinci, al quale era stato sequestrato un revolver calibro .22. Era stato richiesto dal sostituto procuratore di Firenze Carlo Casini, che restituisce gli atti il successivo 28 giugno. Anche in questo caso non ci sarebbero riferimenti alla presenza dei reperti trovati nel fascicolo Mele nell’ ’82.
L’avvocato dei familiari delle vittime dell’ ’85, Vieri Adriani, farร un tentativo per avere lumi dalla Procura sulla scoperta di Quaglia senza ottenere informazioni.

Pacciani e i compagni di merende
Negli anni ’90, la Procura di Firenze indaga dapprima il contadino Pietro Pacciani, morto in attesa di un secondo processo d’appello nel ’98, dopo una condanna e un’assoluzione, poi i cosiddetti “compagni di merende”, Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Entrambi vengono condannati in via definitiva nel 2000, principalmente sulla base delle dichiarazioni auto-incriminanti di Lotti rivelatesi contraddittorie e farraginose alle obiezioni mosse dagli avvocati della difesa Nino Filastรฒ e Antonio Mazzeo.
Al di lร delle ipotesi mai accertate su alcuni possibili oggetti appartenuti alle vittime, nessun corpo di reato verrร mai rinvenuto che colleghi Pacciani e i compagni di merende agli omicidi del Mostro. Nรฉ verrร mai trovata la pistola dei delitti (al 2023).

Vinci era dedito alla piccola delinquenza. Quale pericoloso criminale poteva avercela con lui?
Secondo Giovanni Calamosca, suo conoscente, Vinci รจ stato ucciso perchรฉ conosceva il segreto della pistola del Mostro.
2. INIZIO DELLA RICERCA
Scaltro e abile
Nell’ ’84, la Procura di Firenze affida una cosulenza criminologica un gruppo di esperti dell’Universitร di Modena composto da Francesco De Fazio, Salvatore Luberto e Ivan Galliani.
Le conclusioni della loro perizia criminologica indicano che il serial killer agisce da solo. I suoi crimini motivati dal libidine avrebbero un connotato sadico-sessuale.
Scrivono inoltre:
"La metodicitร , la sistematicitร , la cautela, l'astuzia e la capacitร nel non lasciare tracce di sรจ, ecc. denotano una personalitร sufficientemente organizzata, probabilmente capace di buona integrazione nel contesto ambientale di appartenenza."
Cinque anni dopo, su richiesta della Procura fiorentina, l’FBI invia un profilo stilato da un gruppo di agenti dellโunitร comportamentale (John T. Dunn, Jr., John Galindo, Mary Ellen O’Toole, Fernando M. Rivera, Richard Robley, Charles Wagner con la collaborazione di dell’agente speciale Ronald Walker). Gli agenti confermano che il Mostro conosce bene la zona dei crimini e seleziona i luoghi dove colpire prima di individuare le vittime. Inoltre, suggeriscono gli agenti:
"L'autore del reato potrebbe aver visitato la scena per valutare la portata delle indagini della polizia attraverso contatti indiretti o informali con la polizia."



Non รจ solo la scaltrezza dell’omicida a colpire “l’immaginario popolare”, afferma Corrado Augias in una puntata della trasmissione Rai Telefono Giallo dell’ ’87.
Come fa il Mostro in cinque anni di sfida costante alle forze dell’ordine locali a non farsi prendere? Come fa a non commettere errori che una persona qualunque farebbe al primo tentativo di uccidere?
“Numerosi” telespettatori di telefono giallo, parafrasati da Augias, osservano:
"Troppa perizia, troppa abilitร , troppe nozioni tecniche, deve essere per forza della polizia."
Uno straniero?
Il collegamento del ’68 arriva in una fase delicata delle indagini, distogliendo gli inquirenti da un dato anomalo emerso sin dai primi omicidi degli anni ’80, che aveva portato il giudice istruttore Tricomi e la Procura a chiedere all’Interpol verifiche all’estero su delitti simili.


Vari esperti, a partire dal primo delitto degli anni ’80, dall’antropologo Tullio Seppilli nell’ 81 (immagine in basso) ai consulenti dell’Universitร di Modena interpellati dalla Procura, mettono in evidenza come, stando alla casistica, i duplici omicidi del Mostro rappresentino un’anomalia nel contesto italiano, mentre se ne riscontrano simili in paesi anglosassoni e nord europei.

Mi chiedo se il serial killer possa essere uno straniero.
Secondo le ricerche statistiche dell’Universitร di Radford, quasi il 70 per cento dei serial killer noti รจ di nazionalitร statunitense. E nella provincia di Firenze non mancano residenti stranieri.

Lo verrรฒ a sapere solo nel 2023 da un trafiletto di un giornale tedesco, il Die Welt del 6 agosto 1984, pubblicato da Romina Saderi sul gruppo Facebook “Il mostro di Firenze”, ma รจ obbligatorio segnalarlo.
L’idea di cercare il serial killer nella comunitร fiorentina di residenti stranieri รจ stata anticipata dal rinomato criminologo italiano Franco Ferracuti.
"...Una nuova tesi รจ ora sostenuta dal celebre criminologo italiano Franco Ferracuti. Lui ha il sospetto che l'assassino di coppie possa essere uno straniero che vive a Firenze, dal momento che questi omicidi in Italia sono anomali, mentre appartengono a una categoria di crimini in paesi anglosassoni. Firenze รจ sempre stata la cittร preferita di turisti inglesi e americani. Ferracuti consiglia alla polizia di concentrare le sue ricerche sulla colonia di stranieri fiorentini..."
Curiosamente proprio in memoria di Ferracuti, esperto degli Stati Uniti, รจ stato dedicato il libro “Coniglio il martedรฌ” di Aurelio Mattei, ben noto fra i ricercatori del caso Mostro perchรฉ ha dato origine all’ipotesi del depistaggio.

Successione
Se si esclude il caso di Signa dal novero degli omicidi del Mostro, come fanno le sentenze processuali e Michele Giuttari, detective a capo delle indagini da metร anni ’90, lui e Zodiac si avvicendano nel ’74.
Il serial killer americano si fa sentire per l’ultima volta alla fine del gennaio 1974, spedendo una lettera in cui cita il film “L’esorcista”.
Il Mostro appare nel Mugello, a nord di Firenze, sette mesi e mezzo dopo, uccidendo una coppia appartata in auto, Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini, il 14 settembre. Cinque giorni dopo, a Milano e a Roma, viene proiettata la prima nazionale de “L’esorcista” (capitolo “Firma”).
Trascorsi militari
Nel ’69, vari indizi fanno ritenere ai detective di San Francisco Dave Toschi e William Armstrong che Zodiac, noto ai piรน per i messaggi e i testi cifrati che ha spedito alla stampa, abbia un background militare (immagini successive).
L’ipotesi che Zodiac sia stato un soldato trova d’accordo molti studiosi e appassionati su Reddit nel thread dedicato al serial killer.

In un telegramma dell’FBI del 17 ottobre 1969, vengono citati due indizi che sembrano ricondurre Zodiac a un’ambiente militare.
Nell’aggressione al lago Berryessa del 27 settembre 1969, il serial killer avrebbe usato una baionetta, secondo i detective di San Francisco e i loro colleghi del Napa County Sheriff’s Department guidati dal capitano Don Townsend.


Inoltre, ha lasciato sul terreno impronte di suola che, su indicazione del probation officer H. B. Schotte, i sergenti dello sceriffo della Contea di Napa Kenneth Narlow e Richard Lonergan assistiti da detective dell’OSI dell’aeronautica di stanza alla Travis AFB hanno ricondotto a Wing Walkers, scarponi per salire sulle ali degli aerei venduti di prima mano su ordinazione nelle basi militari.



L’ipotesi di Toschi e Armstrong trova una conferma nel gennaio 1970.
Un documento dell’Army Security Agency (telegramma dell’FBI in basso a destra) consegnato dal distaccamento “anticrimine” dell’esercito (CID) del Presidio di San Francisco, afferma che Zodiac sia stato probabilmente addestrato in crittoanalisi dai militari statunitensi.


Anche nel precedente caso di omicidio di Cheri Josephine Bates, il piรน probabile degli omicidi incerti di Zodiac, le indagini della polizia hanno portato a sospettare un collegamento con i militari.
Sono i detective della polizia di Riverside a ipotizzare per primi un collegamento tra il delitto Bates e Zodiac, anche se la notizia viene divulgata nel ’70 dal giornalista del San Francisco Chronicle Paul Avery (titolo in basso), qualche settimana dopo aver ricevuto una cartolina di Halloween dal serial killer.
Questo scoop rivitalizza le indagini.

In una lettera allo sceriffo della contea di Napa del 20 ottobre 1969, il comandante della polizia di Riverside Lambert Kinkead e il sergente H. L. Homser, a capo della sezione investigativa, alludono a un possibile collegamento dell’omicida con i militari, evidenziando che vicino a Riverside vi รจ la base dell’aeronautica March e sulla scena del crimine รจ stata trovata l’impronta del tacco di uno scarpone usato da varie agenzie del governo americano e dai militari.

Gli investigatori di Riverside non lo riportano nella lettera, ma sulla scena del crimine รจ stato anche rinvenuto un orologio da polso TimeX che la combattiva studentessa ha probabilmente strappato al suo aggressore durante la lotta (prossima immagine a sinistra).
Sul numero di Inside Detective del gennaio 1969 (link), si legge che i detective del CBI hanno ricondotto l’orologio a un supermercato di una base militare oltreoceano (non si specifica quale).
Circa un mese dopo l’omicidio, la polizia e il giornale locale “Press Enterprise” hanno ricevuto una lettera del probabile killer che minacciava di recidere le parti femminili della sua futura vittima. Proposito che Zodiac apparentemente non attua.


Sotto a sinistra, l’inserzione di una campagna pubblicitaria del ’67 della marca di orologi Zodiac, da cui il serial killer ha palesemente ricavato nomignolo e simbolo.
Forse “Zodiac” รจ rimasto segnato dall’errore di Riverside e questo รจ il suo modo per vendicarsi.
L’orologio reclamizzato in basso รจ il “Sea Wolf”, lupo di mare, prodotto di punta della ditta svizzera negli anni ’50 e ’60.
Il battage รจ incentrato sulle sue doti acquatiche.


3. SOMIGLIANZE E DIFFERENZE
Breve premessa. Nella comparazione fra “Zodiac” e il “Mostro” non andrebbe dimenticato che:
- si tratta di due nomignoli, non di due identitร ;
- a essere analizzati sono due distinte serie di crimini che si svolgono nell’arco di circa 20 anni in due territori diversi, che presentano “ostacoli” diversi per l’omicida;
- l’attivitร criminale del Mostro attribuita dalle sentenze non รจ concomitante ma successiva a quella certa di Zodiac.



Il “rituale” del Mostro
Nel 2018, gli psicologi forensi del RaCIS Carabinieri saranno incaricati di redigere una relazione sulla connessione Zodiac-Mostro dai colleghi del ROS di Firenze (qui il rapporto).
Sulla base di alcune differenze riscontrate dai consulenti dell’Arma, il comandante del ROS di Firenze Giuseppe Colizzi in una nota del 4 ottobre 2018 esternerร il suo giudizio affermando che vi sia una “notevole dissonanza comportamentale” fra i due serial killer.
La principale differenza notata dal RaCIS sarebbe la componenente sessuale “preponderante” nei crimini del Mostro, rispetto ai precedenti di Zodiac.

Pur citando l’omicidio Bates (che Zodiac si accredita in una lettera), il rapporto dell’Arma non fa alcun riferimento alla “confessione” dove l’omicida prefigura le escissioni.
Parlando della sua futura vittima, il presunto serial killer scrive giร nel ’66:
"...taglierรฒ le sue parti femminili e le lascerรฒ per tutta la cittร per assistere."

Nella loro relazione dell’ ’84, gli esperti dell’Universitร di Modena De Fazio, Luberto e Galliani, osservano che la “componente sessuale” che denotata i crimini del Mostro “emerge” solo dal ’74.
All’inizio della sua attivitร sono comunque assenti le escissioni del pube e del seno sinistro sulle vittime femminili che si presenteranno negli anni ’80.


In breve, i periti di Modena notano queste differenze nel modo di agire del Mostro.
- 1968 – Manca l’accanimento sulla vittima femminile. Non viene usato il coltello. Il movente sembra la gelosia. Sopravvive incolume all’aggressione il piccolo Natale Mele, figlio di Barbara Locci, sdraiato sul sedile posteriore. C’รจ un reo confesso, il marito Stefano Mele, che ha piรน volte accusato altri conoscenti di complicitร e ritrattato (il processo non verrร mai revisionato);
- 1974 – Il serial killer sfregia la ragazza con decine di tagli superficiali, ma mancano le escissioni;
- 1981 – Inizia a rescindere il pube alle donne uccise;
- 1984 – Inizia ad asportare anche il seno sinistro.
Che il Mostro sia responsabile del delitto di Signa o meno, l’equipe guidata dal professor De Fazio legge queste differenze come segno di una “evoluzione”.
Per i consulenti della Procura, la denotazione sadico-sessuale che caratterizzerebbe i crimini del Mostro non si sarebbe ancora sviluppata del tutto nel ’74.
De Fazio e colleghi sottolineano la peculiaritร dell’escissione del pube degli anni ’80, comprendente a volte parte della vulva, ma focalizzata sulla zona pelifera superiore.

Nel giugno 2018, dopo la pubblicazione dei primi articoli della mia inchiesta, riallacciandosi alla consulenza dei periti di Modena, il medico-criminologo Valerio Scrivo, pur critico sulla connessione, osserverร a Radio Florence International che le differenze fra Zodiac e il Mostro potrebbero essere spiegate come un’evoluzione del modus operandi dello stesso omicida.
La successione cronologica spiegherebbe anche perchรฉ il Mostro non abbia lasciato superstiti (se si esclude Signa), mentre agli attacchi di Zodiac sono sopravvissuti due ragazzi.
Scrivo osserverร che se i due serial killer fossero la stessa persona, allora Zodiac, che viene prima del Mostro, avrebbe necessariamente un’esperienza minore. Per questo motivo sarebbe piรน impreparato e commetterebbe errori che in seguito, in Italia, riuscirร a evitare.

“Maniac”
Il ricercatore De Gothia e l’avvocato Nino Filastรฒ ritengono che la causa del cambiamento del modo di agire del Mostro negli anni ’80 possa essere l’ispirazione cinematografica.
In particolare, la tesi di De Gothia nasce dall’analogia fra il nuovo rituale del Mostro, l’escissione del pube, e quello del protagonista della pellicola horror “Maniac”, uscito nelle sale americane e in Italia all’inizio dell’ ’81, poco prima del ritorno del serial killer dopo quasi sette anni di apparente inattivitร .

Nel film, che ha ottenuto successo negli Stati Uniti suscitando scandalo e proteste per le scene di violenza macabra e l’accanimento nei confronti delle vittime femminili, l’italo-americano Joe Spinell interpreta Frank Zito, un violento assassino di New York che recide lo scalpo delle donne uccise per farlo indossare a manichini.

Il film arriva per la prima volta a Firenze ad agosto, dopo il primo delitto del Mostro. De Gothia e il blogger Antonio Segnini, che ne ha sintetizzato il lavoro di ricerca, informano che la distribuzione del film di Spinell nelle sale italiane si รจ arenata poco dopo la prima nazionale in tre cinema di Roma e a Palermo. Solo qualche altra sparuta sala della penisola lo avrebbe proiettato in seguito.
Che il il serial killer si sia ispirato alle pubblicitร ? O forse aveva visto il film a Roma?

Solo coppie, sempre la stessa pistola?
Secondo gli esperti del RaCIS, il Mostro avrebbe attaccato esclusivamente coppie utilizzando la stessa pistola (a differenza di Zodiac).
Si tratta di un assunto mai accertato, non di una conclusione investigativa. Nasce dalla decisione degli inquirenti di Firenze di circoscrivere le indagini sul Mostro, appunto, alle coppie uccise con la stessa pistola. Una tesi da dimostrare sulla quale ci sono molti dubbi.
Nel corso degli anni, gli studiosi del caso Mostro, a partire dall’avvocato Filastรฒ, hanno individuato molteplici casi irrisolti a Firenze e nelle vicinanze che potrebbero essere crimini non riconociuti del serial killer.
Per fare tre esempi significativi, risalenti al solo ’84, ci sono:
- 21 gennaio 1984 – delitto a Graziella Benedetti e Paolo Riggio (dintorni di Lucca)
- 1 marzo 1984 – omicidio di Gabriella Caltabellotta (Firenze)
- 27 luglio 1984 – omicidio di Giuseppina Bassi (Firenze)

L’omicidio di un taxista a San Franciso dopo tre precedenti aggressioni ai danni di coppie appartate a nord della Baia, da parte di Zodiac, deriverrebbe da una scelta delle vittime “piรน randomica”, casuale, asseriscono i consulenti del RaCIS.
Ma รจ davvero cosรฌ?
Una spiegazione ragionevole alla rottura dello schema del serial killer “californiano” viene data dalla criminologa Sharon Pagaling Hagan in un contenuto extra del film “Zodiac” del 2007 (prossimo video).
Hagan ipotizza che il serial killer statunitense abbia deciso di colpire a San Francisco per diventare famoso anche in cittร . E che la scelta di spostare la sua attenzione su un taxista sia stata dettata dal differente contesto urbano, molto differente dalle zone isolate di campagna dove trovare coppie e dileguarsi รจ piรน facile.
C’รจ un secondo possibile motivo dietro la scelta di colpire a San Francisco (che lo porta a uccidere un taxista), analogo a quello che lo porta a rompere lo schema al Lago Berryessa, colpendo prima del calare del buio. Ne parlo nel capitolo “Non bere l’acqua”.
Nel 2020, Zodiac verrร sospettato di un precendente omicidio di un taxista, Ray Davis.
Anche poco piรน a sud della “zona Mostro”, nel ’97, viene uccisa in circostanze misteriose una taxista, Alessandra Vanni.
I messaggi
Hagan definisce gli omicidi di Zodiac, e implicitamente la corrispondenza con la stampa, una “bizzarra tecnica di marketing”. Obiettivo primario del serial killer, spiega la criminologa, รจ accrescere la sua fama.
Per Zodiac รจ stato difficile carpire l’attenzione dei giornalisti in un territorio con un’elevata “concorrenza” criminale. Nella sola San Francisco, a metร del ’69, si contavano giร quasi 100 omicidi dall’inizio dell’anno (fonte). Una situazione che poco aveva a che vedere con la relativamente quieta campagna nei dintorni di Firenze, e in generale l’Italia degli anni ’80, dove rispetto alla California del ’69 il tasso di omicidi era circa quattro volte inferiore (dati Istat).

ร vero che, come osserva il RaCIS, apparentemente il Mostro ha spedito una sola lettera. Ma รจ anche vero che non ha avuto bisogno di scrivere per essere al centro dell’attenzione mediatica. Puรฒ essere questo il motivo per cui non ha spedito lettere (o almeno non ufficialmente) alla stampa?
Supponendo che il serial killer non avesse padronanza della lingua italiana, la scelta del silenzio forse sarebbe stata imposta anche da quella cautela che gli riconoscono i periti di Modena.
La busta a Della Monica
Sia Zodiac sia il Mostro hanno sfidato chi li ha indagati.
In un’intervista a La Cittร dell’1 agosto 1984, il capo della criminalpol toscana Giuseppe Grassi (prossima immagine), metteva in discussione un simile atteggiamento da parte del “maniaco delle coppie” fiorentino perchรฉ fino ad allora non aveva spedito lettere.
Come a voler rispondere, l’anno successivo il Mostro ha inviato un messaggio per posta. Destinatario, il sostituto procuratore Silvia Della Monica.

Il plico, spedito da San Piero a Sieve, dove Della Monica aveva in affitto una casa vacanza, conteneva all’interno di una busta di cellophane sigillata con colla extraforte un lembo del seno dell’ultima donna uccisa. I ritagli con cui era composto l’indirizzo provenivano da una rivista che sarร rintracciata dalla ricercatrice Valeria Vecchione nel 2020.
La ricercatrice ha potuto confrontare i ritagli sulle riviste dell’epoca grazie a una fotocopia del retro delle lettere scollate fornitale dal documentarista Paolo Cochi.
In questo caso c’รจ una similaritร , osserva il RaCIS, perchรฉ anche Zodiac ha allegato prove dei suoi delitti in alcuni messaggi, ossia i ritagli della camicia insanguinata di Paul Stine.

In realtร c’รจ molto di piรน.
Nel suo ultimo atto, al Mostro, bastano poche righe per incorrere, forse di proposito, in un tipo di errore ortografico che si osserva tre volte nella corrispondenza di Zodiac anche lรฌ associato a una parola divisa dal trattino.

Non รจ l’unica analogia riscontrata. Lo sono anche il periodo di circolazione della rivista da cui sono ritagliate le lettere, fra il 14 e il 20 dicembre, e l’obiettivo di far sentire la sua “vicinanza” al destinatario (sottocapitolo “20 dicembre” e successivo).
Altre somiglianze
Le similaritร fra Zodiac e il Mostro citate dal RaCIS si fermano alle loro vittime preferenziali, coppie in intimitร che vengono aggredite specialmente di notte in aree remote della campagna.
Il ricercatore Jacopo Cioni, con l’aiuto di Nick Mon, ha fatto una scoperta su un’altra caratteristica in comune dei loro modus operandi.
Con l’eccezione dell’omicidio di Via Scopeti nell’ ’85, la cui datazione รจ perรฒ discussa, i due serial killer potrebbero aver sempre agito quando la luna non era ancora sorta oppure era coperta da ostacoli naturali.

In alto, uno stralcio della lettera di Zodiac del 4 agosto 1969. A suo dire, gli agenti dello sceriffo di Solano guidati dal sergente Les Lundblad avrebbero insinuato che la notte del 20 dicembre 1968 fosse una illuminata e si potessero distinguere le sagome degli oggetti. Zodiac obietta che non รจ vero perchรฉ la scena del crimine era circondata da alberi e colline. Si sta implicitamente riferendo all’assenza del chiarore lunare.
Bisogna ricordare che al Lago Berryessa Zodiac colpisce in pieno giorno. C’รจ una possibile spiegazione, perรฒ, per questa rottura dello schema. Ne parlo nel capitolo “Non bere l’acqua”.

Ulteriori somiglianze emergono anche da un confronto fra il modus operandi del serial killer americano descritto in un documento del Department of Justice (messo a disposizione insieme ad altri rapporti sul sito del ricercatore Michael Butterfield), che su richiesta dello sceriffo di Napa Earl Randol aveva inviato l’agente Mel Nicolai a supportare le indagini locali su Zodiac.
Si legge infatti un parere calzante anche per il Mostro:
"...gli piace la pubblicitร , non va in panico in situazioni di stress, si diverte a ridicolizzare la polizia..."
La preda piรน pericolosa
Secondo il “mostrologo” Francis Trinpet, un’analisi delle azioni omicidiarie del Mostro mette in luce un’agire simile a quello di un cacciatore, laddove le prede perรฒ sono esseri umani.
Nel suo primo testo cifrato del 31 luglio 1969, Zodiac delinea espressamente la sua attivitร omicidiaria come una “caccia” agli esseri umani.
"Mi piace uccidere la gente perchรฉ รจ molto divertente รจ piรน divertente che uccidere la selvaggina nella foresta perchรฉ lโuomo รจ lโanimale piรน pericoloso di tutti..."
Per molti studiosi americani, “si tratta di “un’allusione diretta al film “The most dangerous game”, dove il nobile russo Zaroff, l’antagonista, definisce gli esseri umani quasi con gli stessi termini (“le prede piรน pericolose”).
Il ricercatore Daniele Trinchieri mi segnalerร che potrebbe anche riferirsi a un’installazione del ’63 allo zoo del Bronx a New York, dove sotto uno specchio si legge.
"Stai guardando l'animale piรน pericoloso del mondo. Solo lui tra tutti gli animali mai vissuti puรฒ sterminare (e lo ha fatto) intere specie di animali. Ora ha il potere di spazzare via tutta la vita sulla terra."

Nel 2023, un utente del forum zodiackiller.com, ShaneV, scoprirร che nella lettera all’avvocato Melvin Belli il serial killer ha probabilmente fatto una citazione a un film sulla stessa tematica di “The most dangerous game”.
Nella lettera, affrancata 20 dicembre 1969, Zodiac scrive:
"...temo che perderรฒ il controllo di nuovo e farรฒ la mia nona, posibilmente (sic) decima vittima. Per favore aiutami sto annegando..."

“La decima vittima”, osserva ShaneV, รจ il titolo di un film italiano di Elio Petri uscito nelle sale degli Stati Uniti nel ’66 che vede protagonisti Marcello Mastroianni e Ursula Andress. La pellicola รจ ambientanta a Roma e New York, in un futuro distopico in cui la caccia agli esseri umani รจ diventata uno sport: “La grande caccia”.
Il trailer recita:
"...per ogni individuo, il traguardo piรน ambito era la decima vittima."


4. LA FIRMA DEL SERIAL KILLER
Mentre la “cinefilia” del Mostro rientra solo nel campo delle ipotesi, per quanto riguarda Zodiac cosa si puรฒ dire?
Dopo un intervallo di tre anni (1971-1974), il serial killer americano torna a scrivere apparentemente per un’ultima volta.
Nella sua ultima lettera affrancata 29 gennaio 1974, cita espressamente “L’esorcista”, uscito da circa un mese nelle sale cinematografiche del suo paese, conquistando il pubblico e l’attenzione mediatica. L’ondata di entusiasmo per il celebre film horror sarebbe durata per molti mesi in varie nazioni.
Zodiac, che in questa lettera stranamente non usa nรฉ il suo nomignolo nรฉ la croce celtica che contraddistidguono la sua passata corrispondenza, scrive al Chronicle:
Ho visto "L'Esorcista" e penso
che sia la migliore com-
media satirica che abbia mai guardato.

Qualche anno dopo l’avvio dell’inchiesta giornalistica, rileggerรฒ un articolo a firma di Alberto Pasolini Zanelli del 10 febbraio 1974, e chiendomi il perchรฉ della differenza fra il rituale di quell’anno e i successivi degli anni ’80 mi sembrerร di aver risolto l’arcano.
La perizia De Fazio-Galliani-Luberto evidenzia come il corpo della vittima femminile del ’74, Stefania Pettini, si presentasse supino, con gli arti distesi, e un ramo leggermente inserito nella vagina. Precisando:
"Sono state registrate 96 lesioni da punta e taglio che interessano pressochรฉ esclusivamente la parte anteriore del corpo della Pettini, dal volto fino al terzo superiore delle cosce."
Non ci sono soltanto ferite agli organi vitali, constatano gli esperti.
"Altre lesioni sono invece piuttosto superficiali e sono distribuite per lo piรน irregolarmente sul torace, sullโaddome e sulle cosce..."
Se il Mostro degli anni ’80 ha citato “Maniac“, non รจ che nel ’74 ha fatto lo stesso con “L’Esorcista”?
In basso a sinistra, due fotogrammi della scena della levitazione nel film espressamente menzionato da Zodiac pochi mesi prima della comparsa del serial killer “toscano”.
La penultima foto a destra mostra il corpo martoriato della ragazza uccisa dal Mostro coperto da un lenzuolo. La posizione e la peculiaritร delle ferite sembrano richiamare la scena della levitazione, quando la bambina posseduta si libra nell’aria supina, con gli arti distesi, mentre l’acqua santa aspersa dai sacerdoti le procura molteplici tagli sulla pelle giร gravemente sfregiata.




In un’altra scena del film, la bambina si masturba con un crocefisso. Il ramo potrebbe essere stato inserito nella vagina della vittima per alludere quella scena.
“L’Esorcista”, a differenza di “Maniac”, perรฒ, non era ancora uscito nei cinema italiani. Il giorno del delitto si sarebbe dovuto aspettare ancora sei giorni per vederlo alla prima nazionale a Milano e Roma.
Dove potrebbe averlo guardato il serial killer “italiano”?
La firma: un annegamento
Nella parte successiva della lettera “dell’Esorcista”, il serial killer appone la sua “firma”.
Stavolta non usa “Zodiac”. Questa parola รจ completamente assente nella sua ultima lettera ufficiale del ’74. Non c’รจ neppure la sua tipica croce celtica.
Al loro posto, il serial killer decide di fare un indovinello.
Scrive infatti:
"Firmato, il sinceramente vostro:
Si tuffรฒ nell'onda spumosa
e un'eco emerse dalla
tomba del suicida
titwillo titwillo titwillo"

Che cosa significa?
L’indovinello sulla firma di Zodiac contiene un brano che parla di un annegamento tratto dall’operetta comica “The Mikado” del duo Gilbert e Sullivan.
I versi (spiegati qui in inglese) descrivono la triste fine di un uccellino che canta per attrarre una partner, ma non viene corrisposto e disperato si getta in un’onda annegando.
La “tomba del suicida” รจ l’acqua in cui il protagonista del racconto si annega.
Ricorda la sorte analoga nella tragedia “Amleto” di Shakespeare di Ophelia. Questo nome comparirร durante i colloqui con Bevilacqua.
In basso, la strofa cantata da Mitchell Butel in una riproduzione teatrale dell’Opera Australia rende meglio l’idea.
Quale collegamento potrebbe esserci fra l’identitร di Zodiac e questo brano?
Il serial killer deve avere apprezzato il Mikado, perchรฉ รจ giร la seconda volta nella sua corrispondenza che estrapola e riporta le battute di Ko-Ko il boia supremo, uno dei personaggi principali dell’opera di Gilbert e Sullivan.
L’FBI ricorda il precedente del 26 luglio 1970 (immagine in basso).


Molti ricercatori negli ultimi anni si sono chiesti a quale spettacolo del “Mikado” Zodiac potrebbe avere assistitito nel caso lo avesse visto nell’area di San Francisco, e l’attenzione รจ ricaduta su una coincidenza che non passa inosservata.


Nei giorni successivi all’omicido di Stine รจ stata promossa sul Datebook, inserto dedicato agli spettacoli nell’edizione domenicale del San Francisco Chronicle e dell’Examiner, una nuova rappresentazione del “Mikado” da parte dei Lamplighters, storica compagnia teatrale conosciuta in cittร per portare in scena le opere di Gilbert e Sullivan.
I Lamplighters hanno rappresentato il “Mikado” a partire dal 18 ottobre 1969 per varie settimane consecutive al Presentation Theatre, a poco piรน di un chilometro e mezzo dalla scena del crimine. Lo hanno portato di nuovo in scena fra il 18 e il 26 aprile 1970, quando Zodiac ha inviato una lettera con il suo nome cifrato.
Il teatro prendeva il nome dalle “Sisters of the Presentation”. Era infatti ubicato all’interno del comprensorio di questo istituto religioso di suore a San Francisco, insieme a un liceo femminile frequentato fino a qualche anno prima da una conoscenza di Joe Bevilacqua (capitolo “Connessione Mikado”).

5. Joe Bevilacqua
Nel 2017, vagliando le testimonianze dei processi sul Mostro, mi imbatto quella di Joseph alias Giuseppe Bevilacqua soprannominato “Joe” (trascrizione ufficiale).
Lui, italo-americano dal fisico tozzo, corpulento, e dalla battuta pronta, ha testimoniato al processo Pacciani nel 1994.
Dalla registrazione integrale dell’udienza su Radio Radicale apprendo che รจ nato il 20 dicembre 1935 a Totowa, in New Jersey, Stati Uniti.

Al tempo dei delitti, Bevilacqua lavorava per l’American Battle Monuments Commission presso il Cimitero Americano di Firenze, dove ha lavorato e risieduto fra il luglio 1974 e il dicembre 1988, prima di trasferirsi a Nettuno, al cimitero americano di Roma-Sicilia (fonte).

Nell’area rurale a sud di Firenze dov’era situato il cimitero, si sono verificati la maggior parte dei crimini imputati al Mostro. In questa zona i soli attacchi del serial killer, registrati in localitร poco abitate al confine di quattro comuni, hanno portato il tasso di omicidi ai livelli medi di un territorio di 100 mila abitanti all’epoca (dati Istat 1985).
Bevilacqua รจ arrivato a Firenze esattamente nell’intervallo di pochi mesi fra l’ultima lettera ufficiale di Zodiac e il primo attacco commesso senza dubbio dal Mostro.
Contatto con gli inquirenti
La testimonianza di Bevilacqua al processo Pacciani ha avuto origine da un suo contatto spontaneo con i Carabinieri, che lo hanno sentito come possibile testimone il 30 giugno 1992.
Non otterrรฒ il verbale di queste dichiarazioni perchรฉ dal 2018 al 2023 la Procura di Firenze non sarร in grado di trovarlo.

Le parti offese mi diranno di non avere una copia del verbale, mentre l’avv. Alessio Fioravanti, consulente del legale della famiglia Bevilacqua, si rifiuterร di fornirmi assistenza.
Nel 2024, il ricercatore Dario Quaglia divulgherร una copia del riassunto delle dichiarazioni di Bevilacqua redatto dai Carabinieri (prossima immagine).
Le dichiarazioni sono in parte in contrasto con la deposizione dello statunitense al processo Pacciani nel ’94 (video / trascrizione integrale), ma soprattutto con quantรฒ mi dirร nel 2017, sostenendo che conoscesse il “Vampa” giร ai tempi degli omicidi del Mostro, quando lavorava al Cimitero Americano di Firenze, informazione che confermerร ai Carabieri un anno dopo.

Alla mancanza del verbale delle dichiarazioni vere e proprie sopperiscono parzialmente due fonti indirette del ’94.
La deposizione dell’americano al processo Pacciani (prossimo video, quella completa si puรฒ ascoltare qui dal minuto 6) e le motivazioni della sentenza di primo grado.


In alto, la copia della mappa della zona degli omicidi consegnata da Bevilacqua ai Carabinieri e riprodotta nel verbale di sopralluogo del 14 luglio 1992. Quel giorno l’americano รจ stato accompagnato dalla polizia scientifica sui luoghi da lui indicati per scattare delle fotografie in seguito proiettate durante l’udienza del ’94.
La scrittura di Bevilacqua su questo foglio non รจ omogenea. Non รจ completamente in maiuscolo, a differenza di quella che vedrรฒ a casa sua e sul biglietto con i suoi contatti telefonici che tiene nel portafogli e mi mostrerร il 28 luglio 2017. Inoltre, รจ solo parzialmente in stampatello minuscolo (caratteristica di Zodiac).
Chiederรฒ un consulto a un esperto, ma mi dirร che servono piรน campioni omogenei per un confronto calligrafico. Mappa e firme non sono sufficienti.
La Procura di Firenze deciderร di non disporre questo accertamento (al 2023).

L’uomo sospetto avvistato nell’ ’85
Nel ’92, Bevilacqua dichiara ai Carabinieri che un suo cognato di Firenze gli avrebbe portato a Nettuno, dove lavorava dall’ ’89, un giornale con una foto di “tale Pietro Pacciani”, suo concittadino di San Casciano in Val di Pesa ufficialmente indagato dalla Procura dall’autunno del ’91.
A quel punto, l’americano, che aveva qualcosa da dire riguardo all’ultimo delitto del Mostro, si sarebbe messo in contatto con i Carabinieri di Nettuno che lo avrebbero indicato ai colleghi di Firenze.

Nel verbale “irreperibile”, si riporta che a Bevilacqua viene sottoposta dai Carabinieri una fotografia di Pacciani. L’americano afferma di intravedere “una certa somiglianza” tra l’uomo nella foto e uno sconosciuto avvistato vicino alla scena del crimine di Via Scopeti qualche giorno prima dell’ultimo delitto del Mostro.
Nella successiva deposizione in aula del ’94 (prossimo video), Bevilacqua tralascia la visita del cognato e afferma di non avere visto foto di Pacciani prima di essere sentito dai Carabinieri. Sostiene di essersi fermato a guardare l’uomo sospetto proprio perchรฉ non sapeva chi fosse e lo ribadisce.

Nel 2017 a me, e l’anno successivo ai Carabinieri, racconterร una versione diversa sulla sua conoscenza di Pacciani, affermando che sapeva giร chi fosse quando lavorava a Firenze.
L’avvistamento della coppia francese
Nell’udienza del 6 giugno 1994, Bevilacqua identifica Pacciani con certezza nello “sconosciuto” dell’ ’85. Racconta di averlo visto al margine del bosco di Scopeti in prossimitร di un sentiero che conduceva alla scena del crimine.
Il testimone aggiunge che avrebbe anche avvistato le vittime, per due volte, nei giorni precedenti all’omicidio, ufficialmente fatto risalire a domenica 8 settembre 1985, mentre andava in auto lungo Via Scopeti. La seconda, le vittime erano giร nella piazzola dove sarebbero stati uccisi.
L’americano ricorda di aver notato che la donna indossava un costume da bagno nero. Non lo dice al processo, ma nelle dichiarazioni di due anni prima ai Carabinieri sostiene che sua moglie Meri Torelli, sposata nell’agosto dell’ ’84, fosse con lui in auto quella volta.
Bevilacqua precisa che la distanza in linea d’aria fra il cimitero dove abitava e la scena del crimine era di “300, 400 metri”.
Nel 2018, dirร di avere visto le due vittime nella piazzola del crimine il giorno precedente all’omicidio.

Area dell’ultimo delitto noto del Mostro, 1985. Viene indicata la distanza fra la scena del crimine e l’abitazione di Bevilacqua. La precisione del testimone desta all’occhio
Altre informazioni sul delitto dell’ ’85
Sulla data dell’aggressione di Scopeti rimane incertezza. Secondo il medico legale Mauro Maurri sarebbe occorsa domenica 8 settembre. Altri esperti, fra cui il professore Francesco Introna, hanno indicato una data antecente a causa dello sviluppo avanzato delle larve di mosca riscontrato sulle foto dei corpi delle vittime. Anche la ricerca coordinata dal documentarista Paolo Cochi sulla base del parere convergente di cinque entomologi forensi conclude per una retrodatazione del crimine.
A supporto della retrodatazione, ci sono anche gli scontrini rinvenuti nell’auto delle vittime citati nel libro “Delitto degli Scopeti. Giustizia mancata” di Vieri Adriani, Francesco Cappelletti, Salvatore Maugeri (edizioni Ibiskos Ulivieri), che si fermano a venerdรฌ 6 settembre.

In alto, una foto aerea del Cimitero Americano e Via Scopeti del 1982. In blu, un sentiero che accosta la recinzione del cimitero e, risalendo la collina, conduce in Via Scopeti. Il dislivello รจ di una novantina di metri.
I ricercatori Nicola Blasco e Roberto Terrinazzi hanno verificato che percorrendo questo e altri sentieri limitrofi si impiegano circa dieci – quindici minuti per raggiungere la recinzione del cimitero e, poi, il fondovalle.
In “Un uomo abbastanza normale” (Mondandori, 1994) il detective che nel 1986 succede a Sandro Federico alla direzione della Squadra Anti-Mostro, Ruggero Perugini, ipotizza che il serial killer abbia colpito vicino alla sua residenza nel 1985.
Arrivato ormai al quinto anno consecutivo di “sfida” aperta alla cittร e alle forze dell’ordine, il Mostro, secondo l’ufficiale di polizia che รจ stato all’accademia FBI a Quantico, avrebbe deciso di non arrischiarsi nel colpire lontano da casa.

Parafrasato dal Corriere della Sera al margine della cattura di Ted Kaczyinski, il detective della SAM, citando anche Zodiac, dice che:
"...รจ tipico di questi criminali cercare un contatto con la polizia e coinvolgersi nelle indagini. ร il brivido della sfida, la ricerca della notorietร ."

Durante l’udienza al processo Pacciani del 6 giugno 1994, Bevilacqua รจ evasivo nelle risposte che riguardano il suo passato. Non dice alla Corte di essere un veterano pluridecorato dell’esercito (tanto meno reduce del Vietnam). Solo dopo le arringhe difensive al processo Pacciani il pubblico ministero Canessa viene a conoscenza delle sue onorificenze militari rivolgendosi all’Ambasciata degli Stati Uniti.
Perchรฉ?
In alto, lo spezzone video dell’udienza con il confronto fra Bevilacqua e Pacciani, ritenuti abbastanza somiglianti d’aspetto.
L’americano รจ piรน alto. Al processo dice di arrivare a 5’7”, circa 1.72 cm. Sul suo tesserino militare, si legge quella che probabilmente era la sua statura da giovane, 68 pollici, l’equivalente di 5’8”, la stessa possibile statura di Zodiac stando alla polizia di Vallejo e di San Francisco.
Bevilacqua condivide con l’identikit del serial killer anche due altre caratteristiche somatiche. Sia lui che Zodiac, all’epoca dei suoi crimini, erano tarchiati e avevano uno stomaco prominente.

Il momento topico del video รจ un’insinuazione su Bevilacqua del suo quasi omonimo Rosario Bevacqua, avvocato di Pacciani. “Se fosse lui il Mostro?” dice l’avvocato rivolgendosi al presidente della Corte Enrico Ognibene.
Bevacqua, che difende il Vampa insieme al collega Pietro Fioravanti, tenta di mettere in cattiva luce l’accusatore del suo assistito, ma forse nutre anche un sospetto genuino nei suoi confronti.
ร poca cosa, ma di certo il numero delle lettere del nome “Joe Bevilacqua” รจ compatibile il nome cifrato del serial killer “enigmista” spedito il 20 aprile 1970.

20 dicembre, un giorno speciale?
Anche la data del compleanno di Bevilacqua, 20 dicembre, sembra confacersi al caso Zodiac, nel quale ricorre due volte.
Grazie al lavoro della ricercatrice Vecchione, nel 2020, si scoprirร che la data ritorna anche nell’unico messaggio certo del Mostro, il plico a Silvia Della Monica del settembre 1985. La rivista da cui sono state ritagliate le lettere, infatti, รจ stata in circolazione dal 14 al 20 dicembre 1984 (stralcio in basso).

In particolare, nel caso americano il 20 dicembre ricorre nel:
- 1968 – una coppia, Betty Lou Jensen e David Faraday, viene uccisa in una piazzola di Lake Herman Road, vicino a Vallejo;
- 1969 – l’ufficio postale di San Francisco affranca la lettera indirizzata all’avvocato Melvin Belli. ร abbastanza probabile che sia anche la data di spedizione, visto che all’epoca in cittร la posta veniva ritirata quotidianamente nei giorni feriali, anche due volte.
La “telefonata di compleanno”
Il 22 ottobre 1969, un sedicente Zodiac identificato alcuni mesi dopo dalla polizia in un uomo con problemi mentali, Eric Weil, ha telefonato a Belli in diretta televisiva.
Giร nel suo messaggio cifrato di 340 caratteri dell’8 novembre, il vero serial killer smentisce di essere l’autore di quella telefonata, ma verrร decrittato dai ricercatori David Oranchak, Sam Blake e Jarl Van Eycke solo nel 2020.
Cosรฌ, nel dicembre 1969, probabilmente per riappropriarsi della “sua” storia, l’autentico Zodiac decide di contattare realmente l’avvocato Belli spedendogli una lettera.

Nel libro “Zodiac” di Robert Graysmith e nell’omonimo film di David Fincher, viene citata un’altra telefonata di un presunto Zodiac diretta a Belli, questa volta all’utenza della sua abitazione, che viene fatta risalire agli stessi giorni in cui il serial killer ha spedito la lettera all’avvocato, cioรจ alla fine del dicembre ’69.
Ho ricostruito la vicenda a questo link.
In un telegramma dell’FBI del 14 gennaio 1970, si legge che un soggetto non identificato ha telefonato a casa Belli sostenendo di essere il serial killer (non si specifica quando, ma solo che l’avvocato si trovava in Europa). Spazientito per l’assenza di Belli, il sedicente Zodiac avrebbe detto alla domestica:
"Non posso aspettare. Oggi รจ il mio compleanno."
La possibilitร che Zodiac abbia realmente corso il rischio di chiamare casa Belli non va esclusa, anche perchรฉ sulla busta della lettera all’avvocato ha copiato il font del numero civico da quello materialmente affisso all’abitazione (immagine in basso, scoperta di MK Zodiac Project). Per farlo, ci deve essere passato molto vicino.

Alcuni ricercatori americani (che hanno fornito approfondimenti meticolosi sul caso Zodiac) hanno messo in discussione la datazione della telefonata. A loro dire sarebbe stata effettuata non a dicembre ma a gennaio. L’autore, aggiungono, รจ lo stesso millantatore che aveva giร contattato in diretta tv a Belli a ottobre. Questo perchรฉ il telegramma “urgente” dell’FBI di San Francisco che informa della telefonata la sede centrale di Washington D.C. รจ di metร gennaio e il millantatore sarebbe nato in quei giorni.
Una mia ricerca a ritroso nella corrispondenza FBI dร ragione a Graysmith perรฒ.
Il telegramma sulla telefonata di compleanno, in realtร , รจ una risposta a uno scambio di messaggi dell’FBI che risale al 29 dicembre 1969. In quella data, si legge nella risposta della sede di Washington D.C. del 12 gennaio 1970 (immagine in basso), l’ufficio di San Francisco aveva inviato al quartier generale una lista di sospettati della polizia “con stessa o simile data di nascita” (censurate).
ร chiaro quindi che la “telefonata di compleanno” doveva essere giร stata effettuata, anche se l’FBI non ne era stata messa a conoscenza.


6. I COLLOQUI DEL 2017
Preparativi
Qual รจ il vero passato di Bevilacqua?
Perchรฉ la sua testimonianza รจ cosรฌ ambigua?
All’epoca non ci sono le numerose informazioni sui suoi trascorsi che raccoglierรฒ e condividerรฒ a partire dall’anno successivo su questo blog, riuninendole in un post sulla sua biografia.
Le informazioni reperibili online nel 2017 dicono che l’ex direttore del Cimitero Americano di Firenze รจ un appassionato di baseball, sa qualcosa di giardinaggio, รจ stato un militare, e ha combattuto in Vietnam.
Riesco a fare qualche deduzione aggiuntiva dalle medaglie appuntate sulla divisa da direttore cimiteriale dell’ABMC in una foto che lo ritrae con l’allora speaker della camera Newt Gingrich sul litorale di Anzio negli anni ’90.

Esibisce le stesse decorazioni militari in foto che lo ritraggono a fianco di presidenti statunitensi all’epoca in carica, il repubblicano George Bush Sr. e il democratico Bill Clinton, e al vice presidente Dick Cheney.
Si contano un Purple Heart per una ferita in guerra, due Bronze Star con V device e una Silver Star, terza onorificenza al valore prevista dalle forze armate statunitensi.
Sono tutte medaglie prestigiose ottenute per azioni in combattimento.



Il mio principale interesse รจ sapere quando รจ stato in Vietnam.
Noto dalla medaglia di servizio in Vietnam che ha fatto quattro campagne. Dovrebbe quindi esserci stato in un periodo compreso fra il 1967 e il 1971.
Determinarlo con precisione รจ importante per verificare la presenza di alibi per l’omicidio di Signa, apparentemente collegato agli altri dai bossoli e proiettili trovati nel fascicolo Mele. E per il caso di Lake Herman Road del 20 dicembre 1968, rivendicato dal serial killer nel luglio 1969.
Successivamente ai colloqui e all’ammissione, mi darรฒ delle risposte che espongo in un articolo dedicato al depistaggio e in uno sui voli Saigon-San Francisco.
Dopo le iniziali ricerche, il 7 aprile 2017 chiedo che venga recapitato un messaggio a Bevilacqua.
La mia interlocutrice รจ una sua ex collega dell’ABMC, la direttrice del Cimitero Americano di Roma-Sicilia Melanie Resto.
Nel messaggio (in basso) chiedo a Bevilacqua una consulenza per una biografia di un soldato americano dal passato poco conosciuto che forse ha prestato servizio nella polizia militare in California al tempo del Vietnam.
Al processo Pacciani nel ’94, Bevilacqua ha dichiarato di aver fatto parte della “polizia criminale”.
Se fosse davvero Zodiac, capirebbe l’allusione.
Tre giorni dopo aver chiesto di recapitare il messaggio a Bevilacqua, la direttrice Resto mi invia il suo numero.

- Inizio di maggio 2017
Aspetto alcune settimane prima di contattare Bevilacqua.
Sto camminando per strada a Monza, quando lo faccio. Durante la breve telefonata, l’americano sembra solo un po’ nervoso, non turbato.
"Mi chiamo Joe, non Giuseppe," mi fa.
L’anagrafe italiana la pensa diversamente. Ma รจ pur vero che in alcune interviste lo chiamano Joe, diminutivo di Joseph. Mi invita a vedersi di persona.
"La mia casa รจ vicino all'unico campo di baseball della provincia, non ti puoi sbagliare."
Dovrei andare a trovarlo giร in quei giorni, quando mi reco a Firenze per incontrare l’avvocato e criminologo Edoardo Orlandi, che ho giร intervistato telefonicamente, ma preferisco rimandare.
Dopo un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi deciderรฒ di non registrare i colloqui con Bevilacqua.
Considerando le circostanze non ho molta scelta.
Registrare apertamente non รจ un’opzione. Il mio interlocutore รจ un possibile serial killer in libertร . Mi servono informazioni veritiere che potrebbero nuocergli. Non me le darร se sa che lo registro.
La prioritร non รจ documentare, ma acquisire informazioni genuine.
Ci sarebbe la possibilitร di registrare di nascosto, ma Bevilacqua sostiene di aver fatto parte di un’imprecisata “polizia criminale” (in seguito scoprirรฒ che ha anche svolto indagini sotto copertura). In altre parole, un esperto.
Temo che mi scoprirebbe e di chance ne ho una soltanto.
Decido quindi di non correre rischi e di non registrare i colloqui.

- 26 maggio 2017
Primo dei sette colloqui di circa tre/quattro ore (due, il piรน breve) riscontrati in un’analisi dei tabulati dei Carabinieri fra me e Bevilacqua. Gli incontri avvengono nella sua abitazione di Sesto Fiorentino e nell’area di Falciani, vicino a Firenze, dove mi reco spesso in quel periodo.
Sono giร stato nel capoluogo toscano a inizio di maggio, accompagnato dall’avvocato Edoardo Orlandi, quando ho fatto visita a Giampiero Vigilanti. Per una dimenticanza, retrodaterรฒ all’inizio di maggio anche il primo incontro con Bevilacqua nelle dichiarazioni ai Carabinieri del 2018.
Gli incontri con l’americano accertati dagli ufficiali dell’Arma sono datati:
- 26 maggio 2017
- 27 maggio 2017
- 30 giugno 2017
- 28 luglio 2017 (con visita a Falciani)
- 09 agosto 2017, mattina
- 09 agosto 2017, pomeriggio
- 10 agosto 2017
Il primo giorno, Bevilacqua รจ spaventato. Non nasconde la sua angoscia quando si affaccia sul balcone e mi chiede la vera ragione per cui sono venuto a trovarlo.
Mi fa salire nel suo appartamento dopo avermi fatto ripetere piรน volte che sono lรฌ “per il Vietnam”. Che era una parte della veritร .
"ร proprio lui," penso.
Dal suo atteggiamento deduco che sa perchรฉ sono lรฌ. Non vuole nasconderlo, anche se rimane implicito.

Nel suo appartamento, ci siamo solo io, l’americano e il suo cane “Ophy” . Una gigantografia di Gesรน all’ingresso dell’abitazione cozza con la statuina di un toro che sembra incornare una donna al centro del tavolo a cui sediamo.
Il ricercatore Daniele Trinchieri mi segnalerร che probabilmente l’opera raffigura Licia di “Quo Vadis?”.
Dal suo atteggiamento deduco che sa perchรฉ sono lรฌ. Non vuole nasconderlo, anche se rimane implicito.
Ci sediamo. Noto che si discosta dalla finestra del balcone, come se temesse di essere preso di mira.
Sta sul “chi va lร ”.
Dรฒ un’occhiata di troppo a un foglio scritto a penna e lo gira. Mi soffermo su un tatuaggio che ha sul braccio destro e cerca di abbassarsi la manica.
Parliamo di Vietnam.
Ho portato un libro illustrato con fotografie, “NAM” della De Agostini, per aiutare la sua memoria.
Inizia a prendere confidenza, ma non troppo.
A un certo punto, apparentemente senza motivo afferma:
"Giravano molte Beretta in Vietnam..."
Senz’altro sta alludendo alla famigerata pistola del Mostro. Sembra che voglia farmi parlare, ma non ho fretta.
Il giorno dopo, sparisce il toro e compare la moglie Meri Torelli, che, sebbene ogni tanto sia presente in casa, non assisterร agli incontri.
Bevilacqua mi mostra alcuni album fotografici e accenna al suo lavoro nei reparti investigativi della polizia militare.
Alla fine del secondo colloquio, mi accompagna alla porta d’ingresso. Quando siamo sulla soglia della porta, mi accomiata con una pacca sulla spalla dicendomi:
"Mi piaci perchรฉ sei uno che non porta guai."

Spendo qualche parola sulla moglie di Bevilacqua.
La signora Torelli si รจ presentata come una cattolica osservante.
Il Comune di Firenze mi informerร che dal ’69 alla fine dell’estate dell’ ’84, poco dopo il matrimonio con l’americano, Meri ha risieduto in Viale Fratelli Rosselli a Firenze (link a un estratto Pagine Bianche dell’ ’82-’83), vicino all’abitazione di Susanna Cambi, uccisa dal Mostro il 22 ottobre 1981 insieme a Stefano Baldi a Calenzano (la figlia Anna Maria Bevilacqua รจ nata l’anno dopo). Nella stessa zona abitava anche Gabriella Caltabellotta, ragazza uccisa a coltellate il 29 febbraio 1984. Il suo corpo รจ stato trovato in una scarpata a nord di Firenze nei giorni successivi all’omicidio.

Sarebbe utile dare un’occhiata a quella collezione di francobolli che Bevilacqua vorrebbe farmi vedere, ma alla signora Torelli non piacciono “queste cose”.
Chissร a cosa si riferisce. Al collezionismo?
Il ricercatore Trinchieri mi segnalerร che la filatelia non รจ l’unico hobby di Bevilacqua.
Appena prima di trasferirsi al Cimitero Americano di Firenze, l’americano si รจ iscritto a un’associazione di numismatica stando a un’edizione della rivista The Numismatist del maggio 1974.

Vietnam
Durante i colloqui, Bevilacqua mi racconta di essere stato nell’esercito per 20 anni, fra il 1954 e il 1974, precisando di essere diventato a Livorno, nel 1964, un investigatore militare dei reparti di Criminal Investigation (CID) dell’esercito (approfondisco piรน avanti).
Nei primi incontri, perรฒ, ci addentriamo di piรน sulla sua esperienza in Vietnam.
Bevilacqua mi racconta delle operazioni “Search and destroy” (cerca e distruggi), quando era a capo di un plotone nel 27ยฐ Reggimento, 25ยฐ Divisione Fanteria, nei dintorni di Cu Chi nel 1968. Bevilacqua ha ricevuto varie medaglie al valore quell’anno (documenti inerenti sono nel post biografico).


Di quelle che ha ottenuto, il Purple Heart per una ferita di guerra conferitogli nel novembre del ’68 ha certamente un alto valore simbolico, ma รจ la Silver Medal la piรน importante.
Uno stralcio della motivazione che mi farรฒ dare dal National Personnel Records Center di Saint Louis nel 2019, recita.
"...Il Sergente di Prima Classe Bevilacqua si รจ distinto per le sue azioni eroiche il 9 marzo 1968, mentre prestava servizio come sergente di plotone nella Compagnia B, 1ยฐ Battaglione 27ยฐ Reggimento Fanteria, in unโoperazione di combattimento nella Repubblica del Vietnร m.
Quando da tre lati il suo plotone finiva sotto intenso fuoco nemico di armi di piccolo calibro, automatiche e razzi RPG, il sergente Bevilacqua reagiva immediatamente, manovrando la sua squadra in posizione di difesa.
Mentre il plotone iniziava la ritirata per permettere gli attacchi aerei sulle postazioni nemiche, un uomo veniva ferito gravemente e immobilizzato dai colpi nemici.
Il sergente Bevilacqua notava lโuomo rimasto indietro e, mettendo a repentaglio la propria vita, strisciava per circa sessanta metri sotto l'incessante fuoco nemico, per raggiungerlo e portarlo in salvo.
Rendendosi conto che a causa degli spari incessanti fosse impossibile trasportarlo, legava la corda del suo fucile alle proprie gambe e lo trascinava per circa ottanta metri, portandolo al sicuro..."
I due volumi che sfogliamo durante gli incontri saranno da me spediti al Napa Sheriff’s Department nell’estate 2020.



Il ’68, un alibi?
Bevilacqua รจ stato in Vietnam nel ’68. Questo significa: alibi per il delitto Signa e per l’attacco di Lake Herman Road di Zodiac?
Per quanto riguarda il duplice omicidio italiano, quasi sicuramente. Ma si รจ visto, in quel caso aleggia l’enigma della pistola.
Bevilacqua era a Camp Darby, vicino a Pisa, fra il ’71 e il ’74, nel periodo in cui l’ipotetico depistaggio potrebbe essere stato attuato al tribunale di Perugia o di Firenze.
Il soldato americano aveva le conoscenze e le competenze per portarlo a termine?
Si vedrร nei capitoli successivi che Bevilacqua ha lavorato come investigatore militare, anche sotto copertura. Non gli sarebbero mancati nรฉ gli agganci nรฉ le capacitร per portarlo a termine.

Fornisco una spiegazione dettagliata sul perchรฉ il ’68 non sia un alibi per il caso Zodiac qui. In breve, lo stesso Bevilacqua, rispondendo ai Carabinieri nel 2018, li informerร di essere passato per la California per andare in Vietnam. Stando ai prospetti della Pan Am (stralcio in basso), San Francisco si trovava sulla principale rotta commerciale che collegava gli Stati Uniti continentali al paese del Sud-Est asiatico.
L’aereoporto della limitrofa Oakland, in particolare, era uno dei maggiori scali impiegati nei trasferimenti delle truppe che andavano e venivano da Saigon. Viste le numerose decorazioni al valore ottenute quell’anno sul campo di battaglia, รจ possibile che Bevilacqua si sia recato a San Francisco nel periodo natalizio per trascorrere una licenza breve con il permesso del comando.

Sotto, la copertina di un libricino che spedisco a Bevilacqua dopo i primi incontri di maggio. Il culto della Madonna che scioglie i nodi ha origine dalla devozione di una coppia di sposi.
Essendo io stesso un credente cattolico e le vittime del Mostro e di Zodiac prevalentemente coppie, decido di regalarlo ai due coniugi. Verrร portato come “prova” al mio processo per diffamazione.

A Bevilacqua darรฒ in seguito personalmente anche “L’Ortodossia” di Gilbert Keith Chesterton, scrittore e apologeta cristiano noto per i racconti gialli di Padre Brown, della cui possibile causa di santitร la Chiesa Cattolica ha dibattuto in anni recenti.
Decido di chiedere l’intercessione della Madonna che scioglie i nodi e di Chesterton per la soluzione di questa triste vicenda.

Nella sua deposizione del 12 ottobre 2023, la signora Torelli confermerร che Bevilacqua รจ lucido e lo resterร sempre fino alla sua morte nel 2022, nonostante una delle figlie, Stella, metterร in dubbio il suo stato di salute mentale a margine di un ricovero ospedaliero per una malattia cardiaca nel 2021.

Nel 2017, l’unico problema di salute di cui mi mette al corrente l’americano durante i colloqui sono i calcoli renali da poco estratti che conserva in un flaconcino su un ripiano della libreria nel suo ufficio.
Non sembra avere deficit cognitivi. Anzi.
In basso il cane di Bevilacqua, “Ophy”, diminutivo di Ophelia. Noto personaggio di Shakespeare ed emblema del suicidio per annegamento, causato da un amore non corrisposto.

Tenuto conto che l’ultima firma di Zodiac รจ un brano su una sorte identica causata dallo stesso motivo, un suicidio per annegamento tratto dal “Mikado” di Gilbert e Sullivan , puรฒ definirsi un riscontro reale non solo alla teoria dell’acqua ma alla possibile firma di Zodiac.

7. CONNESSIONE “MIKADO”
La figlia di Bevilacqua, Anna Maria, che ha postato l’immagine antecedente di Ophy รจ sposata con John David M., originario di San Francisco e tifoso della squadra locale dei Giants.

Bevilacqua รจ un appassionato di baseball ed รจ stato presidente onorario della squadra italiana dei Lions Nettuno fra gli anni ’90 e 2000.
Il cappellino che sfoggia spesso nelle immagini con i familiari (qui in basso) รจ un cappellino dei San Francisco Giants.



La suocera di Anna Maria Bevilacqua, Luanne Fordemwalt, negli anni ’60 – ’70 risiedeva a San Francisco (vedi immagini in basso).
Nell’anno in cui esplodeva il caso Zodiac, si รจ laureata all’universitร statale della cittร californiana, sposandosi nel dicembre del ’69.


Dal suo profilo Facebook, e da una ricerca sugli album fotografici studenteschi delle scuole americane, appurerรฒ che prima di andare all’universitร , la signora Fordemwalt ha frequentato la Presentation High School delle Suore della Presentazione.


Da quando l’archivio di newspapers.com ha reso possibili le ricerche online su milioni di vecchie edizioni di giornali statunitensi, alcuni ricercatori del caso Zodiac hanno messo in luce che, a partire dal 18 ottobre 1969, una settimana dopo l’omicidio di Paul Stine, la compagnia dei Lamplighters, nota a San Francisco per mettere in scena le opere di Gilbert e Sullivan, si รจ esibita in una nuova versione de “Il Mikado”, operetta che Zodiac avrebbe citato piรน volte nella sua corrispondenza.
Dove รจ stato rappresentato il Mikado?
Al teatro della scuola femminile della signora Fordemwalt, il Presentation Theatre, che per anni sarebbe stato il palco dei Lamplighters.


Il comprensorio delle “Sisters of Presentation”, oggi quasi interamente di proprietร dell’Universitร di San Francisco, distava meno di 2 chilometri dalla scena del crimine dell’11 ottobre 1969.
Lo stesso marito di Annamaria Bevilacqua, John D. M., in epoca successiva, ha abitato quasi dirimpetto all’istituto.

La scuola si trovava a poca distanza anche dal cinema Bridge (ora sede della “S.F. baseball academy”) all’incrocio fra Geary e Blake Street, dove il giorno dell’omicidio di Stine era in proiezione “Prendi i soldi e scappa”, con Woody Allen nei panni di Virgil Starkwell.
Scoprirรฒ che sia il rosso Virgil del New Jersey sia l’eroe dell’omonimo poeta dell’Antica Roma vengono richiamati nel caso Zodiac.

Nessuno dei collegamenti diretti con San Francisco emergerร dalle dichiarazioni di Bevilacqua ai Carabinieri del 2018, nonostante precise domande sulla California poste alla presenza di familiari informati (capitolo “Bevilacqua e Pacciani“).
Ogni riferimento alla cittร californiana verrร omesso anche dalla signora Torelli e dalla figlia Anna Maria nelle loro deposizioni al mio processo per diffamazione (la trascrizione รจ qui).

- 30 giugno 2017
Presento a Bevilacqua un accordo scritto sulla stesura della sua biografia.
Non ho piรน l’originale, ma anche se di pessima qualitร la scansione della firma apposta con una penna blu dall’anziano “committente” lascia intravedere qualcosa che di solito non fa.

Piรน volte mi tornerร in mente il ricordo della firma del contratto da parte di Bevilacqua.
Il foglio sul tavolo della cucina e lui con la penna in mano. Lo guardo prendere la mira e far passare senza incertezze la sottolineatura nell’asola della Q. Una croce celtica.
Accosto questa immagine a Ulisse, protagonista del poema omerico “Odissea” che dร il nome a un misterioso presunto Mostro “americano”. Lo scaltro re di Itaca abilissimo con l’arco che, in uno degli ultimi canti, svela la sua identitร tirando una freccia attraverso dodici anelli di scure.

8. APPUNTI, CID E COLLEGHI
Ancora una volta, mi porta un album da sfogliare. Sul frontespizio, c’รจ disegnata una croce celtica.
Resto interdetto per qualche secondo, prima di girare pagina.

Bevilacqua mi racconta che nel 1964 รจ entrato nel 5ยฐ Distaccamento di Criminal Investigation della Military Police a Livorno, uno dei tanti reparti CID che comporranno la Criminal Investigation Division. Mi dice che l’unitร era guidata dal chief warrant officer Robert Colombo.
Nei trascorsi di Bevilacqua mancano riferimenti al CID dopo il ’66, ma l’americano sostiene di essere stato incaricato di attivitร sotto copertura. I documenti ufficiali non riporterebbero il suo vero “lavoro” per le unitร CID.
Proprio per questo motivo, gli appunti che prendo nel corso dei colloqui risulteranno importanti nelle mie ricerche successive.
Nel 2018 ne consegnerรฒ una parte utile alle indagini, relativa agli incarichi di Bevilacqua nell’esercito fra il ’54 e il ’74, agli assistenti del procuratore aggiunto di Firenze Luca Turco, gli ufficiali della polizia giudiziaria Liberato Ilardi e Andrea Giannini. All’epoca Turco รจ il magistrato titolare delle indagini sul Mostro.
Gli appunti saranno analizzati dal RaCIS.







Le annotazioni non riportano l’ammissione di Bevilacqua (a questo capitolo), a differenza di quanto lascerร intendere una nota firmata dagli ufficiali Ilardi e Giannini (capitolo “Denuncia”) e di quanto penserร il comandante del ROS di Firenze, Giuseppe Colizzi.
Bevilacqua cercherร di screditarli nella sua querela del 13 giugno 2018, insinuando che siano stati modificati. Forse ha da temere qualcosa?
Di certo, sarebbero importanti alle indagini perchรฉ contengono informazioni riservate sui suoi incarichi e spostamenti non presenti nei trascorsi ufficiali.
A parte i riscontri che verranno alla luce negli anni successivi, la genuinitร degli appunti รจ corroborata anche da qualche errore di incomprensione sulla pronuncia delle date, come per esempio si evince dall’annotazione “62/63” (seconda immagine della galleria precedente) al posto di “72/73” (date riportate nei trascorsi ufficiali).






Cliccare per ingrandire. Selezione degli appunti con omissis in grigio e allineamento per favorirne la comprensione
Dovrรฒ immergermi in un lungo lavoro di ricerca per verificare la correttezza delle informazioni annotate nel 2017 e comprendere appieno i riferimenti alla carriera militare di Bevilacqua.
Negli appunti ci sono vari riferimenti ai commilitoni di Bevilacqua, il suo comandante nel 5ยฐ CID a Livorno Colombo, a Frank Chiusano e Raymond D’Addario, membro dell’unitร CID della 25ยฐ Divisione Fanteria quando Bevilacqua ne ha fatto parte nel ’68.

Nella mio articolo apparso sul Giornale del 29 maggio 2018 รจ presente un refuso sul nome di Colombo. Cito il padre Joe (vedi annotazioni a pag. 9 degli appunti) del quale Bevilacqua mi parla in riferimento a una leggenda di famiglia che lo vuole come fonte di ispirazione del noto tenente Colombo.

Colombo e D’Addario, i due colleghi del CID piรน citati, sarebbero stati a conoscenza degli spostamenti di Bevilacqua in quegli anni, anche in California.
Quando ammetterร la sua colpevolezza per i crimini del Mostro e di Zodiac, Bevilacqua citerร entrambi alludendo al fatto che avrebbero intuito qualcosa, ma lascerร la frase in sospeso (capitolo “Ammissione”).


Le principali informazioni di Bevilacqua sui suoi ex colleghi verranno successivamente riscontrate dalle risposte alle mie richieste FOIA al National Personnel Records Center di Saint Louis (in basso, stralci tratti dai loro trascorsi militari; le foto erano all’interno del dossier).

Faccio notare una coincidenza che riguarda Colombo.
L’ex capo di Bevilacqua รจ tornato a Livorno nel maggio 1975, dove รจ rimasto fino al 1979 (dettagli nelle prossime immagini). La sua permanenza in Toscana copre la maggior parte dei presunti anni di inattivitร del Mostro stabiliti dalle sentenze.



Un’altra coincidenza, stavolta, riguarda D’Addario.
Nella sua ultima lettera attribuita, risalente al gennaio 1974, Zodiac inserisce un simbolo che allude ai delitti delle autostoppiste di Santa Rosa, cittadina a nord della baia di San Francisco che verrร citata da Bevilacqua nel colloquio del 28 luglio 2017, quando mi dirร di essere stato in “una base a sud di Santa Rosa” nel ’69.
Prima di entrare nel CID, D’Addario ha lavorato nell’OSI. I “cugini” detective dell’Air Force (mentre sui componenti della Marina indaga il piรน noto NCIS).
A metร degli anni ’50, il futuro collega di Bevilacqua era di stanza in California, e per alcuni anni รจ stato all’Hamilton Air Force Base di Novato, unica base compatibile con la confidenza di Bevilacqua, escluso il Presidio di San Francisco.
Forse Zodiac li ha comprati in questa base gli scarponi Wing Walkers indossati nell’aggressione al lago Berryessa?


In basso a destra, nella lettera del 29 gennaio 1974 il simbolo a forma di K disegnato da Zodiac รจ probabilmente copiato da quello a sinistra, comparso due anni primi su alcuni giornali fra cui il Press Democrat di Santa Rosa in riferimento all’omicidio di Kim Wendy Allen nei dintorni della cittร .


D’Addario e la moglie sono citati nell’elenco telefonico di Santa Rosa a partire dal 1974 (immagine in basso a sinistra).
L’ex detective del CID all’inizio del 1973 risiedeva nella costa atlantica, ma doveva essere giร nella Bay Area di San Francisco quando Zodiac ha spedito la sua ultima lettera alla fine del gennaio 1974, visto che il nome di una delle sue figlie viene menzionato da un giornale locale il giorno precedente alla data di affrancatura della lettera (immagine in basso destra).


D’Addario e Colombo potrebbero essersi resi conto che la presenza in California di Bevilacqua era concomitante con l’attivitร di Zodiac?
Forse รจ quello che lui sospetta.
Putroppo D’Addario รจ deceduto nel 2008, mentre Colombo morirร per cause naturali il 28 giugno 2018, senza essere stato interpellato dalla Procura, nonostante probabilmente sapesse l’italiano (ha avuto una moglie italiana).

In alto, la decodificazione della “K” e degli altri simboli in fondo all’ultima lettera di Zodiac proposta da Kevin Robert Brooks e segnalata dal ricercatore Richard Grinell.
Ruotando e spostando i simboli, si legge distintamente il verbo “uccidere”. To kill.
Lo stesso termine viene sottolineato nella lettera spedita da “un amico”, qualche giorno dopo.
L’ultima lettera “ufficiale” di Zodiac si concluderebbe pertanto con questo monito al direttore del Chronicle:
"...Se non vedo questo messaggio sul tuo giornale farรฒ qualcosa di orribile di cui sai sono capace
uccidere!"
9. “UNDERCOVER”, SOTTO COPERTURA
Stando a Bevilacqua, i suoi incarichi dovevano rimanere segreti perchรฉ lavorava sotto copertura, ed รจ per questo che non sarebbero presenti nei suoi trascorsi ufficiali (scaricabili qui, con traduzione), dove non si fa mai riferimento alla California.
Bisogna dire, perรฒ, che il CONARC acquartierato in Virginia a cui l’americano viene assegnato tra il febbraio 1969 e l’aprile 1970 era anche al comando della 6ยฐ Armata con sede al Presidio di San Francisco.


Ho giร parlato dei teorici alibi di Bevilacqua nel ’68.
Anche dall’aprile 1970 all’inizio del 1971 ci sono assegnazioni di Bevilacqua che sembrano incongruenti con l’attivitร di Zodiac in California (per quanto sporadica). Ne parlo in fondo al capitolo sulla Khaki Mafia.
In ogni caso, avvalersi di investigatori di stanza in altre basi per svolgere attivitร sotto copertura nel ristretto ambiente militare in cui operano dovrebbe essere una prassi dei reparti CID. Troverรฒ un esempio in tal senso relativo a un’operazione anti-droga effettuata dal CID di Camp Darby, coadiuvato dai Carabinieri e dalla Procura di Pisa, risalente al 1971 (qui in basso).

Il detective hippy “biondo” e “dinoccolato” potrebbe anche essere Bevilacqua, se fosse falsa la descrizione data dai militari alla stampa. Questa indagine, infatti, sembra essersi svolta in contemporanea con il suo trasferimento a Camp Darby dalla base in Germania dove era ufficilamente assegnato in precedenza.

Nel gennaio 2019, otterrรฒ un riscontro alle affermazioni di Bevilacqua sulle attivitร sotto copertura da un suo comandante di battaglione in Vietnam, il tenente colonnello Mark. L. Reese.
Questo รจ ciรฒ che mi scriverร Reese:
"Quando nel settembre 1968 ho assunto il comando del Primo Wolfhounds, il Sergente di Prima Classe Bevilacqua era il mio Sergente per le Operazioni. Lo consideravo un soldato valoroso.
Poco dopo che ho assunto il comando, il Comandante della Divisione gli ha affidato un incarico speciale da svolgere sotto copertura.
ร stato mandato allโAccademia Sottufficiali della Divisione, per determinare se fossero state commesse attivitร illecite in quella unitร . Gli รจ servita circa una settimana per raccogliere prove su un traffico di droga e un giro di prostituzione, che coinvolgevano vari sottufficiali e credo almeno un ufficiale.
Quando รจ tornato aveva una storia interessante da raccontare."


Come accennato nel precedente capitolo, una risposta a una mia richiesta FOIA comproverร che D’Addario รจ stato investigatore dell’unitร CID nella 25ยฐ Divisione di cui faceva parte Bevilacqua tra l’agosto e il novembre del ’68.
Nei miei appunti presi durante i colloqui del 2017, annoto che Bevilacqua lo definisce “chief” (capo o supervisore) collegandolo, oltrechรฉ al Maryland, a Saigon e al Vietnam.

Nell’immagine in basso, metto a confronto i riferimenti alle attivitร sotto copertura di Bevilacqua in concomitanza con gli incarichi ufficiali nel suo dossier militare.
Mi dice di aver lavorato per varie unitร CID dal 1964 al 1974, in contemporanea agli incarichi ufficiali.

A sinistra in basso, annoto l’attivitร investigativa per il CID mentre era nella 25ยฐ Divisione Fanteria in Vietnam. Attivitร confermata da Reese.
A destra, l’incarico di 16 mesi sotto copertura che lo ha portato anche in California, in concomitanza con l’assegnazione al CONARC nel ’69-’70.
10. KHAKI MAFIA
A pagina 13 degli appunti, riporto l’affermazione di Bevilacqua di essere stato in California nel ’69 (e nel ’70, mi dice il 28 luglio 2017 a Falciani, anche se non lo riporto) dove avrebbe svolto incarichi sotto copertura. L’americano sostiene di non poter parlare del suo “lavoro”, ossia delle attivitร da “infiltrato”, ma specifica che in quel periodo avrebbe svolto un incarico sotto copertura di 16 mesi a “contatto diretto” con gli indagati.
Nonostante rimanga nel vago, Bevilacqua sostiene di aver partecipato alle indagini dei CID sulla “Khaki Mafia”, nomignolo dato a un gruppo di sottufficiali dell’esercito al seguito del sergente maggiore William O. Wooldridge, che ha fatto affari sporchi nella gestione delle club e delle mense dell’esercito attraverso un azienda denominata “Maredem” con sede a Fullerton, California. Il nomignolo ha dato il titolo all’omonimo libro di Robin Moore e June Collins, basato sul di lei tentativo di combattere il sistema corrotto che il gruppo di militari aveva messo in piedi in Vietnam.
Un capitolo del libro รจ dedicato al reggimento dei Wolfhounds ed รจ ambientato nel periodo in cui vi ha prestato servizio Bevilacqua.



La presenza nel foglio dei trascorsi di Bevilacqua del doppio incarico anomalo con la qualifica di “inserviente di mensa” e poi “di club” (supervisore) dopo il tirocinio di 2 anni nel 5ยฐ CID di Livorno sarebbe spiegato dalla sua partecipazione all’inchiesta sulla Khaki Mafia.
Si veda l’immagine in basso.
Penso che si tratti di una modifica apportata ai trascorsi ufficiali di Bevilacqua negli anni successivi per giustificare il suo inserimento nell’ambiente da infiltrare.

Sopra a sinistra il colonnello Henry Harold Tufts, a capo della CID Agency (di lรฌ a poco “command”). Il testo evidenziato evidenziato รจ una sua risposta alla sottocommissione investigativa permanente del Senato sulla Khaki Mafia datata 13 marzo 1971, in cui parla degli albori dell’inchiesta.
"Credo che all'inizio del 1969 questa sottocommissione abbia inviato il suo staff in Vietnam. Questo ha portato a galla una serie di quelle che noi chiamiamo indagini sui club e sulle mense. La CID Agency era al suo stato embrionale, era appena stata attivata (1 ottobre 1969 NdR). Abbiamo indagato sul caso Maredem, che ora รจ scaturito in un'azione giudiziaria in California, e sono venuti fuori molti altri casi."
Tufts qui sta accennando all’incriminazione a Los Angeles degli azionisti di Maredem risalente a qualche settimana a cui si รจ arrivati grazie al lavoro dei CID, del Senato e – si legge in questo articolo del New York Times – a un’indagine di sette mesi di un gran giurรฌ coadiuvato dai detective militari.
A questo link le trascrizioni complete delle audizioni del Senato (1969 – 1971).
L’importanza che l’inchiesta sulla Khaki Mafia riveste mi sarร fatta notare nel 2018 dal regista e story teller anglo-americano Hugo Berkeley.
Su vari giornali dell’epoca compaiono contemporaneamente in prima pagina le notizie sui crimini di Zodiac e le audizioni del Senato sulla Khaki Mafia (immagini sotto). Nel frattempo, i detective del CID stanno ancora indagando.


Nel luglio del 1969, su spinta della sottocommissione investigativa permanente del Senato, il 1ยฐ CID e altri reparti CID, in seguito coordinati dalla CID Agency acquartierata all’epoca a Washington D.C., aprono una serie di indagini su vari continenti focalizzandosi soprattutto in California, Vietnam e Germania, in concomitanza con il principale periodo di attivitร di Zodiac (dalla prima rivendicazione del 5 luglio 1969 alla scomparsa nel marzo 1971).




Oltre alla Maredem, facente capo a Wooldridge e altri sottufficiali che vendevano cibi e vivande a prezzi maggiorati ai club e alle mense dell’esercito in Vietnam attraverso attivitร di corruzione, anche alcune aziende di San Francisco con cui la Khaki Mafia faceva affari finiscono nel mirino dei reparti CID.
Nel 2019, mi farรฒ dare dall’U.S. Army Crime Record Center, il rapporto principale sugli indagati a cui รจ allegato quello sull’azienda di Pellegrini.






In particolar modo, la Great West Food Packers di San Francisco (citata nelle audizioni del Senato, galleria sopra). La sede era a poco piรน di un chilometro di distanza dall’incrocio davanti al Geary Theatre dove, secondo gli investigatori, Zodiac รจ salito sul taxi di Paul Stine, ucciso di lรฌ a poco l’11 ottobre 1969.
Lungo il percorso piรน breve fra i due luoghi si trova anche la sede del San Francisco Chronicle, destinatario della maggior parte della corrispondenza del serial killer (immagine in basso).
Il responsabile delle vendite militari dell’azienda, Pellegrino Pellegrini di Palo Alto (ucciso per gelosia dal marito della sua segretaria nel 1972), viene sentito piรน volte dagli agenti del CID nell’autunno 1969 (fornirรฒ dettagli in un post a parte).

Tra il 2020 e il 2021, otterrรฒ dall’Universitร del Michigan, grazie soprattutto alla direttrice della Labadie Collection Julia Herrada, altri rapporti ereditati dal colonnello Tufts.
Ho reso disponibile la traduzione giurata degli stralci di maggiore interesse nella sezione “documenti d’indagine”.
La “coincidenza” piรน evidente riguarda l’indagine sul Generale Carl C. Turner, ex capo della polizia miltare statunitense, accusato fra le altre cose di avere sottratto una pistola ai corpi di reato del CID del Presidio di San Francisco. L’area dove Zodiac รจ fuggito dopo l’omicidio di Stine l’11 ottobre 1969.


L’indagine su Turner รจ stata avviata il 25 settembre 1969 (prima pagina del rapporto in alto a sinistra). Due giorni dopo, Zodiac ha aggredito una coppia al lago Berryessa. La vittima sopravvissuta, Bryan Hartnell, compare (a destra) sulla prima pagina del Napa Register del 7 ottobre 1969 insieme al generale Turner in audizione al Senato.
In basso, di colore azzurro, il percorso del taxi di Stine prima dal punto di partenza a pochi metri dal Geary Theatre a quello di arrivo, nelle vicinanze del Presidio. Entrambi sono limitrofi a due aree dove erano in svolgimento indagini sulla Khaki Mafia.
Ci sono altri collegamenti nell’area, come il comprensorio delle Sisters of the Presentation, istituto che comprendeva il liceo femminile dove qualche anno prima aveva studiato la consuocera di Bevilacqua, e nel cui teatro i Lamplighters hanno messo in scena una rappresentazione di successo del “Mikado” nel 1969, citato piรน volte da Zodiac.
Nei pressi dell’istituo c’era il The Bridge, cinema che nei giorni del delitto Stine stava proiettando “Take the money and run” di Woody Allen (dettagli nel capitolo “Teoria dell’acqua”).
“Zodiac” sostiene di essersi travestito per commettere l’omicidio (lettera del 9 novembre 1969). Sospetterรฒ che abbia vestito i panni del protagonista del film, mettendo occhiali con montatura spessa e una parrucca rossa per assomigliarli.

Una delle indagini principali nell’area di San Francisco riguarda i traffici fra un sottufficiale e un’azienda del cognato usata per rifornire di pizze mense e club militari in Vietnam, la Sanremo Italian Food Company di Los Altos (9 ottobre 1969 – 1 giugno 1970).
La San Remo era proprietaria del ristorante “Italiano” al centro commerciale Hillsdale di San Mateo (ennesima coincidenza).



Stando alle trascrizioni del processo Wooldridge che mi invierร la NARA di Riverside (รจ davvero una coincidenza questa) quel rapporto era a fondamenta delle accuse della procura distrettuale di Los Angeles nei confronti di Wooldridge e gli altri imputati (galleria in basso).


Uno degli interrogativi principali sui trascorsi di Bevilacqua รจ perchรฉ nel 1970 risulti assegnato in Germania, se si recava in California.
L’inchiesta sulla Khaki Mafia รจ stata una maxi operazione che si รจ svolta in coordinamento fra reparti CID dislocati su piรน continenti, anche in Europa.
Nella risposta del CRC pubblicata piรน in alto, mi verrร detto che solo i rapporti investigativi constano di circa 40 mila pagine.
Sotto un memorandum informa che fra il 1 luglio 1969, data ufficiale dell’inizio dell’inchiesta, e il settembre 1970, erano state aperti 90 filoni di indagine, di cui 71 completati.

Scoprirรฒ che una delle maggiori e piรน complesse indagini รจ stata avviata l’11 marzo 1970 dalโ9ยฐ CID della 7ยฐ Armata in Germania, coadiuvato dalla CID Agency di Washington D.C. e da altre unitร in varie parti del mondo, fra cui Vietnam e California. L’indagato principale degli investigatori era il brigadiere generale Earl F. Cole. Uno dei โpezzi grossiโ dellโinchiesta sulla Khaki Mafia insieme a Wooldridge.


Cole ha gestito il sistema dei supermercati militari in Europa e, prima, aveva avuto ruoli di responsabilitร nel comando statunitense Vietnam. ร stato ritenuto in combutta con un businnessman di Los Angeles soprannominato il “re dei soldi del Vietnam”, William Crum.
In collegamento con Cole, e accostato spesso a lui, c’era il colonnello Jack Ice, all’epoca delle indagini di stanza al Presidio di San Francisco. Insieme a loro, sono state indagate varie aziende in Vietnam e in patria, fra cui la Anicral di Reno, Nevada. Cittร che si trova a poca distanza dal lago Tahoe dove forse Zodiac ha rapito e ucciso l’infermiera Donna Lass nello stesso periodo delle indagini su Cole.

Insomma, se avesse lavorato sotto copertura per nell’indagine su Cole, nonostante (o proprio per) la sua assegnazione in Germania, Bevilacqua avrebbe avuto vari motivi per trovarsi nel nord della California anche fra l’aprile e l’ottobre del ’70, soprattutto nell’area del lago Tahoe, come mi racconta durante i colloqui del 2017 (vedi capitolo “Parad-ice”).

Concludo con un dettaglio sull’assegnazione di Bevilacqua in Germania.
Anche se la mattina del 27 aprile 1970 si fosse trovato fisicamente a Heidelberg, come lascia pensare un’interpretazione letterale dei suoi trascorsi, il quartier generale della 7ยฐ Armata era a circa un’ora d’auto dallโaeroporto di Francoforte, uno degli scali piรน trafficati al mondo.
Dai prospetti della Pan Am si evince che il sergente avrebbe potuto essere a San Francisco la sera di lunedรฌ 27 aprile, quindi in tempo per spedire la “Dragon card” di Zodiac affrancata dalle poste locali il pomeriggio del giorno dopo.
Ciรฒ non toglie che un’assegnazione addirittura in Germania sembra stonare con un’attivitร in California nello stesso periodo.
C’รจ qualcosa che possa spiegare questa stranezza?

11. LA STRANA COINCIDENZA DI RIVERSIDE
Tre settimane dopo l’incriminazione di Wooldridge e altri soci di Maredem a Los Angeles e quattro giorni dopo l’audizione del colonnello Tufts in Senato, Zodiac torna a scrivere dopo alcuni mesi di pausa (sparendo 9 giorni dopo, per tornare un’ultima volta nel ’74), e invia l’unica lettera della sua corrispondenza accertata con destinatario il Los Angeles Times, confermando il collegamento con l’omicidio della studentessa Cheri “Jo” Bates del ’66 emerso da un’inchiesta del giornalista Paul Avery.
In una lettera intitolata “La confessione”, l’omicida di Bates aveva minacciato di asportare le “parti femminili”โdelle sue future vittime.

Sebbene la polizia di Riverside abbia sospettato di un collegamento con i militari, รจ passata praticamente inosservata ai siti specializzati del caso Zodiac la coincidenza cronologica fra l’omicidio Bates e l’arresto per spionaggio del sergente Herbert Boeckenhaupt da parte dei detective dell’aeronautica dell’OSI (di cui ha fatto parte D’Addario fino al luglio del ’67), a Riverside, nei giorni antecedenti all’omicidio.
Ne parlerรฒ con il nickname PaninoAlBanchetto su Sneak JB nel 2020.
Boeckenhaupt viene arrestato “in segreto” a Riverside lunedรฌ 24 ottobre 1966. Dopo essere stato interrogato alcuni giorni dall’OSI viene consegnato all’FBI il giorno successivo all’omicidio Bates.
Entrambe le notizie compaiono in prima pagina sul San Francisco Examiner del 31 ottobre 1966 e sull’edizione del Corriere della Sera del 2 novembre.



Su altre notizie d’agenzia, si legge che l’arresto di Boeckenhaupt faceva parte di un’operazione anti-spionaggio della NATO che รจ stata effettuata in coordinamento anche con l’Italia.
Che Bevilacqua sia stato a Riverside per seguire questa operazione?
Non possono dirlo i suoi trascorsi militari ufficiali visto che il periodo corrispondente al caso Bates รจ quello in cui compaiono le assegnazioni probabilmente fittizie come “inserviente” di mensa e di club.



12. LA TEORIA DELL’ACQUA
Nel 2020, la ricercatrice Kristi Hawtorne scoprirร un altro caso riconducibile forse all’attivitร nel sud della California a cui Zodiac accenna nella lettera al Los Angeles Times. L’omicidio del taxista Ray Davis, a Oceanside, รจ stato commesso quattro anni prima di quello di Cheri Jo Bates, il 10 aprile 1962, ma ancora una volta molto vicino a una base militare. In questo caso, quella dei Marines di Camp Pendleton.
All’epoca, Bevilacqua era un addestratore CBR (chimico, biologico, radiologico). Vista la particolaritร del suo lavoro, anche se assegnato a Fort Dix, in New Jersey, potrebbe essersi recato temporaneamente a Camp Pendleton per addestrare delle reclute.

L’omicidio di Davis ha tratti in comune con i crimini ufficiali di Zodiac. Dalla scelta della vittima, un taxista come Paul Stine, alla rivendicazione con annesso terrorismo psicologico (ha minacciato di uccidere un autista di bus).
C’รจ anche il riferimento all’acqua nel nome della scena del crimine, una costante che fa notare Graysmith in “Zodiac”, in quella che verrร definita “teoria dell’acqua” nel film sul serial killer di Fincher (link alla scena).
Prima di Graysmith, era stato il ricercatore Gareth Penn a evidenziare i riferimenti all’acqua negli omicidi di Zodiac, ricorrenza giร vagamente accennata nel ’69 dallo psichiatra Leonti Thompson.
Oltre alle possibili Oceanside, equivalente oceanico di “lungomare”, e Riverside, “sponda del fiume”, le localitร certe delle scene del crimine di Zodiac sono: Lake Herman Road, Blue Rocks Spring (torrente), lago Berryessa, Wash…ington Street (wash significa “lavare” – Zodiac fa piรน volte riferimento a questa parola). A cui si aggiunge forse anche lago Tahoe.

“Scusa non ho scritto, ho soltanto lavato la mia penna” recita la cartolina di Zodiac inviata l’8 novembre 1969. L’omicidio di Paul Stine nei pressi dell’incrocio fra Cherry e Washington Street, in un’area residenziale vicina alla base del Presidio di San Francisco, risale al mese precedente.

13. “NON BERE L’ACQUA”
I poliziotti intervenuti dopo il delitto Stine, trovando il corpo esanime del taxista riverso nella vettura, notano che chiavi e portafogli sono stati sottratti. Si pensa subito a una rapina.
Tre bambini hanno visto l’aggressore. Lo descrivono sui 40 anni, con occhiali spessi e capelli castano rossicci.
Zodiac sostiene di essersi travestito. Come?

Scoprirรฒ che la descrizione che viene fatta dai testimoni si attaglia a quella di Woody Allen /Virgil Starkwell in “Prendi i soldi e scappa” al cinema “The Bridge” di San Francisco a partire dall’8 ottobre 1969.
La pellicola, con protagonista il rapinatore maldestro Virgil, รจ giร uscita nelle sale di Los Angeles e New York ad agosto.

Come si puรฒ notare dalla mappa sottostante, il cinema Bridge si trova lungo il percorso diretto (ipotetico) del taxi che porta alla scena del crimine dell’11 ottobre 1969 (prossima mappa).
Il Bridge รจ anche poco distante dal teatro “Presentation”, dove dieci giorni dopo l’omicidio Stine e nell’aprile 1970 (quando Zodiac invia il suo nome cifrato) sarร portato in scena il “Mikado” di Gilbert e Sullivan citato da Zodiac due volte nella sua corrispondenza (capitoli Firma e Mikado).

Un mese dopo l’omicidio Stine, l’agente Donald Fouke conferma in un memorandum di essersi imbattuto nel possibile sospettato ma di non essersi fermato in quanto era stato comunicato che l’uomo fosse di colore.
Il sospettato successivamente identificato in Zodiac da Fouke era tozzo. Camminava curvo in avanti, strasciando i piedi, con un passo “quasi claudicante”, descrizione compatibile alla camminata di Bevilacqua di cui ho esperienza diretta.
Ci sono altri dettagli importanti che ricorda Fouke. L’uomo aveva capelli di colore chiaro (con sfumatura rossa, recita l’identikit ufficiale), una giacca blu con la zip e pantaloni marroni.
Il travestimento รจ identico agli abiti che Woody Allen indossa varie scene di “Prendi i soldi e scappa”, come quello dell’incontro fra Virgil e Louise, lavandaia e sua futura moglie.
In questa scena si assiste a uno scambio di battute focalizzato sulla parola “wash”, lavare (prossimo video).
I riferimenti a “wash” ci sono giร in occasione dell’attacco al Lago Berryessa, dove Zodiac recita nella parte di un rapinatore in fuga, proprio come Virgil.
Utilizza corde stendipanni (washing line) per legare le vittime e rivendica l’aggressione da una cabina telefonica a Napa situata fra l’autolavaggio Napa Car Wash e una lavanderia (prossime immagini).


C’รจ una possibile citazione “a metร ” di “wash” l’anno successivo.
Sulla busta che contiene la cartolina di Halloween, Zodiac sottolinea stranamente le lettere LAV del nome (storpiato) di Paul Avery.
Stando alla soluzione che ho proposto, l’indovinello della cartolina รจ incentrato su un gioco di parole in italiano.
Consultando un dizionario Collins Inglese-Italiano del ’91 che ho a casa constato che la maggior parte dei vocaboli italiani comuni che iniziano con LAV sono derivati di “lavare”.

Ma perchรฉ impersonare Woody Allen?
Potrebbe esserci piรน di una coincidenza dietro questa scelta di Zodiac. D’altronde molte persone potrebbero trovare qualcosa in comune con il rapinatore protagonista di “Prendi i soldi e scappa”.
Anche Joe Bevilacqua.
L’incipit del film ci informa che, proprio come Joe, Virgil รจ nato in New Jersey nel dicembre 1935.
C’รจ un’ulteriore vera coincidenza che potrebbe aver condizionato Zodiac al punto da decidere di recitare la parte di Virgil.
Me ne rendo conto impostando come chiave di ricerca su newspapers.com il titolo di una commedia teatrale di successo di Allen di cui scopro l’esistenza su un articolo dell’Examiner del 6 ottobre 1969 che parla di “Prendi i soldi e scappa”.
Cercando qualche riferimento a questa commedia fra i giornali editi nella zona di San Francisco nel settembre 1969, l’occhio cade su un articolo del Napa Register.
Scopro che la commedia teatrale di Allen viene rappresenta dalla compagnia amatoriale dei Pretenders a Napa lo stesso giorno dell’attacco al Lago Berryessa.
Se questa รจ la connessione giusta, mi aspetto che il teatro si trovi nei paraggi della cabina telefonica. Formulo la previsione ad alta voce prima di aprire Google Maps, in modo da evitare il fatidico “confirmation bias”.
Il titolo della commedia รจ:
"Don't drink the water" (non bere l'acqua)
E sรฌ, il teatro dove viene portata in scena dista appena 140 metri dalla cabina dove Zodiac rivendica l’attacco al Lago Berryessa (prossima immagine).
Lo spettacolo ha inizio meno di un’ora dopo la rivendicazione.

Penso che lasciare la sua firma e irridere la polizia siano i motivi che spingono “Zodiac” a Napa e a rompere lo schema colpendo al Lago Berryessa prima che cali il buio.
Si imbatte nella coincidenza di questo spettacolo teatrale nella sua area di attivitร e cerca una cabina telefonica nei paraggi del teatro. Sceglie la cabina situata al Napa Car Wash che contiene una citazione acquatica sfruttabile per richiamarsi ulteriormente al film di Allen “Prendi soldi e scappa”, che deve avere giร visto. Poi, recita la parte del rapinatore.
Il serial killer prevede che quando la polizia arriverร alla cabina telefonica per effettuare i rilievi delle impronte, nel vicino teatro si alzerร il sipario su “Non bere l’acqua”.
Quando verrร a sapere che “Prendi i soldi e scappa” arriverร a San Francisco l’8 ottobre, decide di spostarsi in cittร per aumentare la propria fama (Pagaling Hagan) e firmarsi seguendo un canovaccio analogo a quello del Lago Berryessa, preferendo citare “wash” invece di colpire vicino al Bridge, che comunque si trova lungo il percorso del taxi.

14. PARAD-ICE
- 28 luglio 2017
Il giorno prima tempi.it ha pubblicato un mio articolo su Vigilanti, ultimo indagato della Procura di Firenze sul caso Mostro che ho incontrato insieme all’avvocato-criminologo Orlandi all’inizio di maggio.
Meri Torelli รจ preoccupata.
Lui non molto.
"Attento che mia moglie ti tiene d'occhio," dice a bassa voce.
Chissร parchรฉ, continua a chiamare Vigilanti “Raggianti”.

Quel giorno ci rechiamo a Falciani, nei pressi del cimitero americano di Firenze. La “gita” viene confermata dallo stesso Bevilacqua.
In basso le due pagine dell’annotazione sull’analisi dei tabulati dei Carabinieri che confermano il colloquio a Falciani il 28 luglio 2017.


All’epoca, non so ancora della “coincidenza” fra i casi Bates e Boeckenhaupt. Nel corso di quella giornata gli chiederรฒ tre volte se รจ stato a Riverside nel ’66.
L’americano risponderร sempre “sรฌ”.
La terza volta, sotto casa sua, aggiungerร con aria divertita:
"E a te chi l'ha detto?"

Nel tardo pomeriggio di quel 28 luglio, Bevilacqua e io siamo seduti a un tavolino all’aperto fuori dal bar Marconi. Davanti a noi due birre.
Lui indossa un cappellino rosso con la scritta “Joe’s”.
Si รจ seduto dopo essersi intrattenuto a chiacchierare con il gestore, che non lo vedeva da tempo.
Sfodero dalla borsa a tracolla una cartina del Lago Tahoe e la poggio sul tavolo. Chiedo a Bevilacqua se รจ stato in quell’area nel 1970.
Un lungo silenzio.
Ripeto la domanda piรน volte prima di avere risposta.
"Ho capito, ho capito," risponde.
Bevilacqua ammette di essere stato lรฌ nel 1970, nel periodo in cui รจ stata rapita e uccisa Donna Lass, possibile vittima di Zodiac.

Senza dargli alcuna indicazione, e chiedendogli un consiglio in quanto ex investigatore militare, gli chiedo dove avrebbe nascosto un corpo nell’area del lago Tahoe.
Bevilacqua dร un’occhiata di sfuggita a nord della cartina.
"Lo lancerei da un elicottero". Indica le montagne a sinistra della cartina. "Qui, su uno di questi picchi. Nessuno lo troverebbe."
“E senza elicottero?”
Parlando della zona a sud-ovest dice che ci sono “troppi camping”, troppi ranger che si rischia di incontrare. Riflette un po’ e traccia un segno su Emerald Bay, ma poi la scarta.
"Anzi, lo porterei qui," dice con un mezzo sorriso. Fa un cerchio sul comprensorio sciistico di Heavenly (foto in basso).
"Perchรฉ?" chiedo.
"Perchรฉ 'Heaven' significa 'paradiso'."

Il teschio di Donna Lass รจ stato trovato in un altro luogo nell’ ’86 (verrร identificato nel 2023), ma la stazione di partenza della funivia di Heavenly si trovava lungo il percorso di circa 1 km fra il luogo di lavoro e il suo appartemento vicino a dove sarebbe stata rapita.
Il 28 luglio 2017 non conosco ancora questa informazione.

“Paradiso”, a meglio “paradice” con la “c” invece della “s”, come lo scriveva Zodiac, era un’ossessione del serial killer, il quale sosteneva che nell’aldilร le persone che aveva ucciso sarebbero diventate sue schiave.

“Paradice” รจ anche la parola chiave che ho utilizzato per risolvere l’anagramma alla fine del primo messaggio cifrato di Zodiac.
Bisogna evidenziare che su due messaggi spediti il mese successivo al rapimento di Donna Lass il serial killer ha apposto un francobollo commemorativo della missione Apollo 8 (sul blog del ricercatore Richard Grinell trovate la serie completa di quelli usati).
Il francobollo reca l’incipit incompleto della bibbia: “In the beginning God…”.
Segue la frase intera.
"In the beginning God created the heavens and the earth."
In italiano: "In principio Dio creรฒ il cieli e la terra."

15. “VUOI ROMPERE I COGLIONI AL MOSTRO?”
Il 28 luglio, chiedo a Bevilacqua anche di Melivin Belli. Pronuncio in italiano il cognome dell’avvocato a cui Zodiac ha inviato una lettera il 20 dicembre 1969 e lui mi corregge (si pronuncia “bellai”):
"Belli, l'avvocato?" chiede correggendo la mia pronuncia (รจ "bellai").
Ho ordinato una seconda birra per me. L’americano non ha ancora finito la sua.
Gli chiedo di Pacciani.
Come riporto nel resoconto dei colloqui che consegnerรฒ ai Carabinieri di Monza il 22 febbraio 2018, e il 16 aprile alla Procura di Firenze, Bevilacqua mi confida che conosceva giร il principale sospetto “mostro” degli inquirenti fiorentini, quando lui era direttore del cimitero americano che abbiamo visitato prima di raggiungere il bar.

Bevilacqua sostiene che si era imbattuto piรน volte in Pacciani dietro al cimitero al margine del bosco di Scopeti. A suo dire, il contadino si recava lรฌ a cacciare.
L’americano aggiunge che il “Vampa” veniva nella zona anche per le prostitute e che una volta una di loro lo aveva preso a “borsettate”.
"Ha cercato di farsi assumere al cimitero," aggiunge.
"Lui era un maiale. Anche Vanni. Ma il peggiore di tutti era Lotti."
Chissร perchรฉ proprio Lotti…

L’americano mi parla anche della coppia francese che ha avvistato “il giorno prima” del delitto.
"ร morto prima l'uomo della donna," dice.
Questo dettaglio non รจ cosรฌ noto.
Il Mostro (e Zodiac) cercava di rendere inoffensiva la vittima maschile immediatamente prima di colpire le donne.
In quel delitto, invece, le cose stavano per finire male per lui. Il ragazzo, Jean-Michel Kraveichvili, era riuscito a scappare per alcuni metri mentre Nadine Mauriot giaceva ferita mortalmente nella tenda.
Rivolgo a Bevilacqua un’altra domanda, ma stavolta perde la pazienza.
"Vuoi rompere i coglioni al Mostro?" chiede.
"No," rispondo prontamente, "ma i Carabinieri stanno indagando."
Sembra riflettere per qualche secondo.
"Pensi che verranno a rompermi i coglioni?" chiede.
"Penso di sรฌ."
"Anch'io," soggiunge.
Il centro sportivo Zodiac
Prima di arrivare a Falciani, nel paese limitrofo al Cimitero Americano, Tavarnuzze, un cartello indicava il centro sportivo “Zodiac”.
Mi sono imbattuto in questa coincidenza ai primi di maggio. Un uomo del posto mi ha detto che la struttura aveva aperto i battenti con qualche campo da tennis negli anni ’80. In precedenza, la piรน vicina era un centro chiamato “Valle Verde” (il poligono di tiro citato da Mattei in “Coniglio il martedรฌ”?).

Scoprirรฒ che la societร Zodiac Srl รจ stata fondata nel ’78. Fino ai primi anni 2000, l’azionista di maggioranza era Leonetto Mugelli, noto impreditore edile di Impruneta con la passione per le corse d’auto. L’apertura al pubblico del centro sportivo aTavernuzze risale a qualche mese dopo la ripresa dell’attivitร del Mostro nell’81. Probabilmente la notizia era giร nota nella comunitร locale da prima del delitto di Scandicci.
Forse il serial killer si รจ “fatto risvegliare” proprio da questa coincidenza?
Bevilacqua, in auto, mi dice con nonchalance che alla Zodiac ha lavorato una delle sue figlie.
Anni piรน tardi, verrรฒ edotto da una fonte che il nome del centro รจ stato coniato dal secondo azionista della Zodiac Srl, il produttore musicale Giancarlo Bigazzi, autore dei testi di molte canzoni d’amore di successo fra gli anni ’60 e ’90.
Un altro dettaglio che il Mostro avrebbe potuto conoscere?

16. ULISSE
- 9 e 10 agosto 2017
Siamo sul balcone di casa Bevilacqua, perchรฉ in sala stanno sostituendo le piastrelle del pavimento. Di fronte a noi, al di lร dell’Autostrada del Sole, le colline a sud-ovest di Firenze insanguinate dal Mostro negli anni ’80.
Ho portato uno stralcio della trascrizione del colloquio intercettato fra Mario Vanni e Lorenzo Nesi nel carcere di Pisa, il 30 giugno 2003.
In questa conversazione, Vanni, postino in pensione condannato all’ergastolo per complicitร con Pietro Pacciani e Giancarlo Lotti in alcuni omicidi del Mostro, sostiene che il vero serial killer sia un americano. Un nero.
“Torsolo”, come รจ soprannominato l’ex postino, racconta che qualcuno (non viene detto chi, ma sembra riferirsi a Pacciani) avrebbe incontrato l’americano in un bosco.
L’americano si chiamava “Ulisse”, come l’eroe di Omero, e si sarebbe attribuito i delitti del Mostro.
Dopo una serie di botta e risposta con Nesi, Vanni aggiunge che Ulisse avrebbe consegnato le pistole al “procuratore che conta” e poi si sarebbe ucciso, sostendo di averlo saputo dalla televisione.
ร possibile che ci sia qualcosa di vero nella storia di Vanni? Forse ha fatto confusione completando una confidenza di Pacciani, o un suo tramite, con informazioni apprese da un’altra fonte (la televisione)?
Cerco una risposta da Bevilacqua. Per questo, gli sottopongo un brano dell’intercettazione. Un piccolo estratto per vedere come reagisce e cosa dirร .
Lo stralcio รจ questo:
"Vanni: ร stato Ulisse aโฆ che ha ammazzato tutte queste gente! Neroโฆ
Nesi: Chi gli รจ il nero?
Vanni: ร un americano!"
Siamo seduti uno a fianco all’altro sul balcone e la tensione di Bevilacqua รจ visibile.
Non รจ spaventato, ma furente.
"Penso che lo uccideranno," sbotta.
"Chi?" chiedo.
"Vanni. Penso che lo uccideranno."
Bevilacqua non sa che il postino รจ morto e non lo aggiorno. Lui sostiene che gli facciano leggere solo Famiglia Cristiana.
Con tono perplesso, chiede:
"Perchรฉ nero?"
Lapsus?
Tranquilizzo il mio interlocutore informandolo che la polizia ha identificato Ulisse in un giovane di origine afro-americana, Mario Robert Parker, su conferma della testimone Gabriella Ghiribelli.
Secondo Ghiribelli, “Uli” non sarebbe stato di colore (Parker lo รจ).
Non dico a Bevilacqua che queste affermazioni non hanno trovato riscontro nell’indagine e che l’identificazione di Ulisse รจ rimasta incerta.
Nella parte successiva della trascrizione, che non faccio leggere a Bevilacqua, Vanni utilizza piรน volte la parola “negro” al posto di “nero”.
A un certo punto, Vanni e Nesi si dicono questo:
"Nesi: E in dรฒ gli era questo americano?
Vanni: E in dรฒ gli era, nel bosco lo trovi! Lo trovรฒ nel boscoโฆ ogni cosa gli aveva, che gli era stato lui a fa questi delitti!
Nesi: Ma chi lโha detto questo?
Vanni: Eh?
Nesi: Perchรจ ora, fino a ora tu mโha detto che questi omicidi lโha fatti il Pacciani!
Vanni: Eh!
Nesi: E questo nero chi gli รจ?
Vanni: Ulisse si chiamava."
Leggendo questo scambio di battute mi viene in mente il titolo di un articolo di Repubblica del 7 giugno 1994 a firma di Franca Selvatici, una cronaca dell’udienza nella quale Bevilacqua ha testimoniato.
Il titolo รจ:
"Pacciani era nel bosco"

“Bosco”, “americano” e “nero” (il bikini della vittima francese Nadine Mauriot) sono “parole chiave” della deposizione di Bevilacqua.
Ma Ulisse? Sarebbe un soprannome calzante per un guerriero astuto.
Le vicissitudini dell’eroe omerico hanno avuto un picco di popolaritร in Italia negli anni ’60 – ’70 grazie a un adattamento televisivo RAI dell’Odissea.
La miniserie diretta da Franco Rossi รจ stata trasposta anche per il cinema e numerose sono state le repliche televisive sulla RAI dal ’68 ai giorni nostri.
Una replica viene trasmessa nel luglio ’74. La messa in onda della prima puntata risale a 7 giorni dopo l’assegnazione di Bevilacqua al Cimitero Americano di Firenze.
A vestire i panni di Ulisse era l’attore serbo-albanese Bekim Fehmiu.

Ed รจ proprio il nome dell’attore, Bekim, che spunta “misteriosamente” quando si mette a confronto “Joe Bevilacqua” con il nome cifrato di Zodiac spedito a San Francisco nell’aprile 1970.
Nella decrittazione completa del nome di Zodiac dimostrerรฒ che la “M” nel testo cifrato รจ stata messa in quel punto del testo cifrato con il proposito di far comparire “Bekim”.

Nel ’70, la costosa pellicola hollywoodiana “The Adventurers” vede Fehmiu nel ruolo principale del latin lover in cerca di vendetta Dax Xenos.
Nel periodo in cui Zodiac ha spedito la lettera con il suo nome cifrato questo film era in vari cinema di San Francisco e della Bay Area.
Uno di questi era il Cinema Hillsdale, situato nell’omonimo centro commerciale di San Mateo dove c’era anche il ristorante “Italiano” gestito dalla San Remo Italian Food Company, una delle aziende indagate nel caso Khaki Mafia (prossime immagini).


Per quanto riguarda le perplessitร su “nero”, รจ possibile che il significato sia stato frainteso.
Puรฒ essere stato un accenno al bikini di Mauriot capito male da Vanni.
Oppure puรฒ esserci stato un doppio fraintendimento.
Il simbolo di Zodiac ostentato anche nel suo travestimento al Lago Berryessa รจ una croce celtica, che in Italia รจ normalmente associata ai gruppi neofascisti, comunemente chiamati “neri”.
Se “Ulisse” si fosse presentato a Pacciani con un cappuccio con la croce celtica, quasi certamente il Vampa lo avrebbe scambiato per un “neofascista”.
ร possibile quindi che raccontando questo episodio Pacciani abbia utilizzato la parola “nero” e che Vanni (o il tramite che forse glielo ha riportato) abbia pensato a un riferimento al colore della pelle.


17. SUGGERIMENTI
Il 9 agosto 2017, consegno a Bevilacqua una piccola riproduzione della cartolina di Halloween.
Dopo averla presa in mano, si rivolge a me sorridente.
"Chi l'ha fatta questa? Sei stato tu? Un bambino?"
Poi resta in silenzio mentre sembra esaminarla attentamente.
La apre e mette l’indice su uno strano simbolo che Zodiac ha disegnato sulla terza pagina (prossime immagini). Poi volta pagina e, sul retro della cartolina, indica una lettera P.
Si sposta in alto e, sempre in silenzio, traccia un’invisibile linea verticale dalla prima parola “By” fino a una N capovolta. Poi, dalla N capovolta, traccia un’altra linea orizzontale tornando alla lettera P.
So cosa sta facendo. ร una parte della soluzione che si basa sull’assonanza della lettera Q e della parola “cucรน”. Ci sono giร arrivato, anche se non conosco ancora il significato del simbolo misterioso.


Porgo all’americano una copia della prima pagina della lettera con il nome di Zodiac del 20 aprile 1970. Inizia a tradurla.
"Lasciamo perdere questo," dice con un sorrisetto e alzando una mano.
Salta il testo cifrato di 13 simboli che dovrebbe nascondere l’identitร dell’autore del messaggio. Preferisce indicarmi la frase sottostante.
"Strana questa frase," dice. "Perchรฉ ha scritto 'ceroso' invece di 'curioso'?"
"Ah," aggiunge interrompendomi. "Tu pensi che sia un errore..."

La lettura prosegue fino alla parola “cid”. Zodiac scrive che c’รจ piรน gloria nell’uccidere un poliziotto di un “cid” (in teoria avrebbe dovuto dire “kid”, bambino) perchรฉ un poliziotto puรฒ sparare.
"Strano, di solito รจ il contrario. Un cid รจ peggio di un poliziotto...". Di nuovo, si corregge da solo. "Ah, tu mi dirai che voleva dire kid, bambino."
Purtroppo non ho portato la seconda pagina della lettera. Sarebbe utile perchรฉ, scoprirรฒ, รจ uno degli step della decifrazione. Anche lรฌ, Zodiac sembra alludere alla parola “cid” quando scrive:
"...cosรฌ la bomba non esploderร a causa dell'acido".
In inglese: "...so the bomb won't go off by accid."
A causa dell’acido o di “a cid” (un cid)?
Nel colloquio del 10 agosto porto con me il libro di Robert Graysmith โZodiacโ e discutiamo del caso americano.
Bevilacqua prende in mano il libro.
“Mi sembra di averlo giร letto,” dice. “Graysmith… secondo me, ha cambiato cognome.”
Effettivamente รจ cosรฌ.
Ci sediamo e Bevilacqua inizia a sfogliare il libro. Si imbatte nel nome del detective Dave Toschi e sospira.
"Toschi... Lui era bravo. Era come il tenente Colombo."
ร la seconda persona coinvolta nel caso Zodiac, dopo l’avvocato Belli, che mi dice di sapere chi รจ.
L’anziano americano continua a sfogliare. Si sofferma sul brano che racconta come Zodiac avrebbe depistato due agenti di pattuglia (Donald Fouke e Eric Zelms) pochi minuti dopo l’omicidio di Stine l‘11 ottobre 1969.
E inizia a tradurlo.


Graysmith racconta che un uomo “tozzo” (Zodiac) stava camminando con un’andatura “goffa” quando una pattuglia della polizia lo avrebbe avvistato, senza fermarlo.
I due agenti hanno giustificato l’errore affermando che la radio aveva diramato un comunicato in cui si diceva che l’aggressore fosse un “nero”.
Stando a quanto scrive Zodiac nella lettera del 9 novembre 1969, gli agenti avrebbero addirittura accostato l’auto al marciapiede chiedendogli se avesse notato una persona sospetta. Zodiac avrebbe indicato loro una direzione dicendo che aveva visto un uomo che correva verso est su Washington Street.
"Lui," dice Bevilacqua riferendosi a Zodiac, "non ha sparato perchรฉ ha pensato che erano troppo stupidi."
Qualche giorno dopo l’ultimo incontro con Bevilacqua, spedisco la copertina di “Zodiac” con le impronte digitali di Bevilacqua all’ufficio dell’FBI di San Francisco (agente Lisa Gentilcore) in un plico anonimo senza messaggio, ritenendo probabile che le rileveranno inserendole nel loro database. “Forse salta fuori qualcosa”, penso.



18. AMMISSIONE DI COLPA
- 12 settembre 2017
La “telefonata dell’ammissione” risale al 12 settembre, non l’11, a differenza di quanto per una svista dirรฒ ai Carabinieri e riporterรฒ nei primi articoli dell’inchiesta. Si tratta di tre chiamate consecutive presenti nei tabulati completi. Lo certificherร nel 2023 una relazione tecnica della mia difesa sui tabulati dell’indagine su Bevilacqua ottenuti su autorizzazione del pm Turco.
Contatti che “sfuggiranno” ai Carabinieri per sbaglio (forse perchรฉ utilizzo l’utenza della mia abitazione e non del cellulare?).

Verbale di sommarie informazioni, Carabinieri di Lecco, 1 marzo 2018. Nel primo documento sugli incontri con Bevilacqua consegnato una settimana prima ai Carabinieri di Monza riportavo la data corretta della telefonata dell’ammissione (12 settembre 2017)
Non registro di nascosto la conversazione, anche se la legge italiana lo permette. Il motivo รจ etico-professionale.
Ho preso l’impegno a non divulgare informazioni ricevute da Bevilacqua senza il suo consenso.

Dopo uno scambio di battute su dove sono stato in vacanza, lo informo che voglio discutere del nome cifrato di Zodiac.
โNon parliamo di queste cose al telefono,โ risponde.
Lo ignoro dicendogli che c’รจ il suo nome nella soluzione. Gliela leggo.
"Lo sapevano!" replica spaventato Bevilacqua.
"Chi?"
"D'Addario e Colombo. Lo sapevano perchรฉ..."
L’americano lascia la frase in sospeso. Lo ha fatto altre volte parlando del Mostro. Dal tono della voce deduco che si tratti solo di un sospetto. D’altronde fra il ’75 e il ’79, quando Colombo era di nuovo a Livorno, il “Mostro” non ha firmato alcun crimine. Forse temeva di essere scoperto? Il ritorno apparente del serial killer risale all’ ’81.
Bevilacqua cita anche la “CIA del Maryland” (la National Security Agency?). Crede che anche loro “sappiano”.
Faccio un passo indietro per chiarire se c’รจ un malinteso.
"Magari ti hanno incastrato?" chiedo dubbioso.
"Per cinquant'anni?" replica lui.
Sรฌ, sta ammettendo di essere Zodiac.
"Perchรฉ non ti sei costituito?" chiedo.
"Per non mettere nei guai altri," risponde a voce piรน bassa.
"I tuoi familiari?"
"Sรฌ."
Lo invito a costituirsi. Deve andare dai Carabinieri.
"Sai quanto tempo รจ passato?" dice.
"L'omicidio non va in prescrizione," rispondo.
Abbiamo una breve discussione.
"Parla con un prete."
โLo sai. Lโunico prete con cui ho parlato mi ha detto che ero il 'diavolo incarnato'.โ
Durante i colloqui mi ha raccontato di un cappellano battista che lo aveva accusato di una "faccenda" criminale in Vietnam.
A un certo punto, sembra convincersi.
"Cosa devo portare? La pistola?" chiede alludendo alla Beretta del Mostro.
"Devo portare la pistola?" ripete.
Sento distintamente un lamento in sottofondo. ร la moglie Meri. Che infatti di lรฌ a poco interviene per soccorrere il marito che non riesci piรน a sentire a causa di una strana interferenza (siamo intercettati?).
La signora Torelli annota il numero dell’avvocato Francesco Moramarco, un penalista mio conoscente che lavora per uno studio di cui si avvale Tempi.
All’avvocato, che ho informato in precedenza della mia inchiesta giornalistica, chiedo che aiuti Bevilacqua nell’atto pratico di costituirsi. Per questo, lo avviso dell’ammissione, informandolo che sarร contattato a breve.

perquisita (al 2023)
Un anno dopo, l’avvocato Moramarco dirร ai carabinieri di essere stato contattato una sola volta il 12 settembre 2017 dal “presunto” Bevilacqua, ma di avergli dato solo lโindirizzo del suo ufficio. E di non averlo piรน sentito.
Il colonnello Colizzi riporterร che il legale milanese, senza farlo mettere per iscritto, ha messo in dubbio l’attendibilitร della mia inchiesta giornalistica.
Per quanto riguarda i contatti fra Moramarco e Bevilacqua, i tabulati contraddicono in parte l’avvocato. Le telefonate fra lui e l’americano quel giorno, infatti, risultano due, non una.

Alle 15.47 del 12 settembre 2017, Moramarco, che giร sa della mia inchiesta giornalistica, viene da me avvertito della “confessione” di Bevilacqua per messaggio.
Mi risponde con un sms alle 17.50.
Due minuti dopo l’avvocato riceve la chiamata da Bevilacqua e i due rimangono al telefono per circa 1 minuto e mezzo. Un tempo congruo con quanto dichiarato ai Carabinieri, se non fosse che, mezz’ora dopo, a seguito di un altro scambio di sms fra noi, richiama l’americano. E questa seconda telefonata dura circa 3 minuti.
Moramarco mi ricontatta dicendomi:
"Non ha confessato..."
"Sรฌ che ha confessato," rispondo.
"Voglio dire," precisa correggendosi, "non รจ ancora andato dalla polizia."
L’avvocato, di cui mi fido e che vedrรฒ quella sera a Milano, non aggiungerร altro limitandosi a sostenere di aver sconsigliato a Bevilacqua di parlare al telefono.

Nel 2018, durante indagini della Procura di Firenze scaturite dalla mia denuncia, il comandante del ROS fiorentino, colonnello Giuseppe Colizzi, non segnalerร l’incongruenza di Moramarco, preferendo evidenziare invece una considerazione fuori verbale dell’avvocato che getta cattiva luce su di me (immagine in basso a destra).


Questo modo di riassumere gli accertamenti da parte del comandante Colizzi non sarร un caso isolato nell’indagine su Bevilacqua.
Le note complete si trovano a questo link. Ecco le criticitร principali.
- Nella nota sui tabulati telefonici, il colonnello Colizzi liquida la “fantomatica ammissione” come inesistente senza citare (per errore di chi fa l’analisi, apparentemente) le telefonate fra me e Bevilacqua del 12 settembre 2017, difficili da non vedere nei tabulati completi essendo immediatamente precedenti ai contatti riscontrati fra Moramarco e Bevilacqua come si รจ visto prima;
- Nella nota sulle dichiarazioni ai Carabinieri dell’americano datate 30 maggio 2018 verrร omessa una grave contraddizione sulla sua conoscenza di Pacciani, che riscontra la mia attendibilitร (si vedrร ), per mettere in evidenza, al contrario, un’insinuazione priva senza basi nei miei confronti;
- Nella nota sul rapporto criminologico degli psicologi forensi del RaCIS che lo stesso colonnello Colizzi vorrร consultare, sostituisce le loro conclusioni con una personale idea su un loro confronto Zodiac-Mostro estrapolato dal contesto.

- 13 settembre 2017
Mi trovo a Firenze per accompagnare Bevilacqua dai carabinieri. Telefono e scopro che ha cambiato idea.
"'Un amico'," spiega, "mi ha detto di rispondere sempre 'no, no, no'." "Dietro di te non c'รจ nessuno," aggiunge.
Ancora una volta รจ affiancato dalla moglie. Nonostante lei abbia ascoltato l’ammissione, Bevilacqua non si costituirร .
I due coniugi, interpellati in seguito dalle autoritร , negheranno tutto, omettendo di citare i contatti telefonici con l’avvocato Moramarco.
Nelle loro due analisi parziali dei tabulati del 2018, i carabinieri non noteranno le telefonate del 12 settembre 2017 intercorse fra il sottoscritto e Bevilacqua, anche se si accorgeranno degli immediatamente successivi contatti con l’avvocato Moramarco, non dichiarati dall’americano. Non so il motivo.
I tabulati completi verranno messi agli atti del fascicolo d’indagine su Bevilacqua non prima della sua archiviazione e solo su mia sollecitazione, nel 2023.
Sarebbero serviti a confermare la mia versione degli eventi.

- 14 settembre 2017
Invio la prima segnalazione riguardante Bevilacqua a Carabinieri e questura di Firenze.
Si tratta di due PEC vuote con allegata la soluzione sintetica del nome di Zodiac nella lettera del 20 aprile 1970.
In questo post, la decifrazione completa, logica quantunque bizzarra, del nome di Bevilacqua.
Successivamente la Procura mi invierร una risposta standard invitandomi a sporgere formale denuncia rispettando le procedure.



Le prime segnalazioni alle forze dell’ordine, italiane e statunitensi, successive all’ammissione del 12 settembre 2017, sono informali e via email.
Per quanto riguarda le segnalazioni alle forze dell’ordine americane, mantengo per un certo periodo l’anonimato utilizzando account diversi.
Allo stesso modo, modo lascio informazioni parziali su un forum sul Mostro, segnalando la decifrazione del nome di Zodiac sul blog di un ricercatore, Martin Rush, nel dicembre 2017.
Ho un approccio cauto per qualche mese perchรฉ non so se ci sono altre persone coinvolte e sospetto che la “telefonata dell’ammissione” sia stata intercettata.
Quando sarร chiaro che non c’รจ attivitร di sorveglianza o un’indagine, che Bevilacqua probabilmente non ha complici e non si costituirร (sebbene la moglie Meri Torelli abbia ascoltato l’ammissione), vedendo che le mie segnalazioni non sortiscono effetto, sporgerรฒ formale denuncia.
19. LA DENUNCIA
Premessa. Fino al 2022 non avrรฒ modo di leggere gli atti investigativi della Procura e del ROS di Firenze.
Potrรฒ conoscere le indagini su Bevilacqua solo quattro anni dopo averlo denunciato, quando verrรฒ a conoscenza dell’archiviazione del procedimento per omicidio a suo carico (richiesta non notificata ai parenti delle vittime) e consulterรฒ il fascicolo comprendente anche le mie sommarie informazioni ai Carabinieri nel 2018 (non viene rilasciata una copia al potenziale testimone al momento dell’escussione).
- Febbraio 2018
Nell’autunno 2017, le mie segnalazioni alla Procura di Firenze via email hanno ottenuto solo una replica standard. Un invito a presentare denuncia formale seguendo i dettami del codice di procedura penale. Nessuna replica invece dall’ufficio FBI, nonostante qualche provocazione. Per esempio, ho allegato a un’email una foto con una noce americana (in inglese “nut”, noce, significa anche “pazzo”). Probabilmente hanno pensato che lo fossi io.
Sono ancora convinto che la telefonata fra me e Bevilacqua sia stata intercettata. Ho aspettato ad andare dagli inquirenti di persona credendo che l’americano fosse sotto controllo e che si sarebbe costituito, perlomeno su impulso della signora Torelli, che si รจ presentata come una devota cattolica e ha ascoltato l’ammissione del marito.
A metร febbraio del 2018, decido di recarmi dai carabinieri di Monza che mi chiedono un riassunto dei colloqui avuti con Bevilacqua. Non ho ancora concluso la mia inchiesta, tutt’altro, anche se all’epoca sono convinto del contrario.
Oltre all’ammissione, nel resoconto che consegno ai Carabinieri di Monza il 22 febbraio cito alcuni elementi utili, fra i quali il fatto che conoscesse Pacciani al contrario di quanto da lui ribadito piรน volte nella sua deposizione al processo del ’94.
Su questo argomento, l’americano confermerร quanto da me dichiarato quando verrร sentito dai Carabinieri del ROS di Firenze il 30 maggio.
Il primo riassunto รจ quasi identico a quello che consegnerรฒ alla Procura di Firenze il 16 aprile 2018. La principale differenza รจ la data dell’ammissione che รจ corretta (12 settembre 2017). Dal 1 marzo la retrodaterรฒ per sbaglio di un giorno, lasciandomi fuorviare dal registro delle chiamate in uscita del cellulare (l’avevo effettuata dall’utenza fissa).

- 1 marzo 2018
Decido di sporgere denuncia a Lecco. Scelgo la stazione dei Carabinieri di questa cittร perchรฉ non รจ distante da casa mia, e per contrapporre un rimando ai numerosi del serial killer.
Il territorio di Lecco รจ quello dei protagonisti del piรน classico dei romanzi italiani, i “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, Renzo e Lucia. Una coppia, come le vittime preferenziali del Mostro e di Zodiac, che viene separata dalla brama di un piccolo tiranno.
Il comandante della Stazione, il maresciallo maggiore Salvatore Fornaro, mi sente a sommarie informazioni.

- 16 aprile 2018
Ho un incontro informale presso la Procura di Firenze con i funzionari di PG Liberato Ilardi e Adrea Giannini che assistono il pm Turco nelle indagini sul Mostro. Li preavviso che Il Giornale pubblicherร la mia storia su Bevilacqua. Sono scettici.
Un mese e mezzo dopo, Ilardi e Giannini redigeranno una nota con i loro ricordi di questo colloquio, attribuendomi, fra le altre cose, un’informazione falsa di Bevilacqua fornita ai Carabinieri il giorno successivo alla data di redazione del loro scritto (immagini seguenti).
Il 30 maggio, l’americano (Amicone, nella nota) sosterrร che nel 2017 avrei ricevuto il suo contatto dal consolato USA di Milano.
Non รจ quello che รจ accaduto.
Come visto nel capitolo “Colloqui” e dichiarerรฒ al ROS il successivo 19 giugno, ho contatto Bevilacqua tramite la direttrice del cimitero americano di Sicilia-Roma Melanie Resto che gli ha fatto recapitare un mio messaggio allusivo sul suo oscuro passato. ร stato lo stesso Bevilacqua a fornirmi il suo numero di telefono, indicandomi dove abitava (l’indirizzo era anche sulle Pagine Bianche).



I contenuti di questa nota sembreranno “ispirare” un articolo su La Nazione del 2 giugno 2018 a firma di Stefano Brogioni, dal quale Bevilacqua potrร facilmente dedurre la mancanza di una registrazione dell’ammissione.

- 7 maggio 2018
Bevilacqua riceve una mia lettera in cui gli chiedo delle prove (allo scopo di convincere chi indaga). Cerco di allettarlo con la possibilitร di un accordo per la pubblicazione della sua biografia con un’importante casa editrice italiana.

- 19 maggio 2018
La prima parte del mio reportage sulla connessione Zodiac-Mostro esce su tempi.it. Seguono altre due puntate. Nella terza (21 maggio 2018) si fa riferimento a Zodiac, senza fare esplicito riferimento a Bevilacqua quale sospetto, ma additando un ex investigatore del 5ยฐ CID di Livorno.
Il finale รจ edulcorato per far sรฌ che l’americano non si indisponga e scelga di costituirsi.
22 maggio 2018
Incaricato da Bevilacqua, l’avvocato Paolo Russo redige una breve diffida per la lettera recapitata piรน di due settimane prima in cui auspicavo che si costituisse (la diffida non giungerร a destinazione perchรฉ mi sono trasferito da poco รจ ho sbagliato a indicare il mio nuovo numero civico).
La diffida non entra nel merito di frasi come “spero che ti consegni” (per cosa…?). Intima di non vendere e divulgare materiale scritto…
"...se inerente la storia e le vicende di vita personali e professionali del sig. Bevilacqua, prima di averne potuto preventivamente vagliare ed esaminare il contenuto integrale e la sua veridicitร e/o attendibilitร ."
La diffida:
- non si esprime sulla richiesta di una prova;
- non cita l’auspicio di costituirsi;
- non contiene riferimenti al mio reportage sulla connessione Zodiac-Mostro.
La terza e ultima parte del mio articolo รจ stata pubblicata 24 ore prima della redazione della diffida. Ci si aspetterebbe che il testo vergato dall’avvocato Russo la citi.
Invece no.
Non il minimo accenno alla puntata del giorno precedente (Mostro = l’americano Zodiac).
Era impossibile da non notare essendo titolo di apertura sulla homepage di tempi.it (sotto).

Bevilacqua e la moglie sanno che collaboro con tempi.it.
Quando mi sono presentato a casa loro il 28 luglio 2017, senza che li informassi, la signora Torelli aveva giร visto e letto il mio articolo su Vigilanti apparso su tempi.it il giorno precedente.
I coniugi Bevilacqua incaricano un avvocato e gli fanno spedire una diffida senza prima dare un’occhiata a tempi.it?
ร inverosimile, ma รจ quello che diranno.
Lui, ai Carabinieri e nella successiva querela.
Lei, contraddicendosi, in tribunale nel 2023.

- 29 maggio 2018
Fino al 29 maggio, Bevilacqua non sa ancora della mia denuncia.
Probabilmente ha deciso di non parlare all’avvocato Russo degli articoli sulla connessione Zodiac-Mostro su tempi.it per evitare di metterlo a conoscenza delle telefonate del settembre 2017.
D’altronde il mio reportage, che si conclude con toni edulcorati e “attendisti”, senza riferimenti espliciti e ribadendo l’esortazione a costituirsi, potrebbe non essere percepito come una minaccia immediata.
Forse ci si puรฒ accordare, no?

Il 29 maggio, perรฒ, l’americano viene colto alla sprovvista dalla pubblicazione sul Giornale del resoconto della sua ammissione e il giorno dopo dalla visita dei Carabinieri.
Come giustificare agli investigatori l’omessa citazione nella diffida degli articoli di tempi.it senza risultare sospetto?
Perchรฉ non ne ha parlato all’avvocato Russo?
Ecco allora la convenienza di “non sapere nulla”, con il supporto della moglie.
Si noti nell’immagine in basso come, nel 2023 al mio processo per diffamazione, la signora Torelli si contraddica su questo dettaglio rilevante.

20. L’INDAGINE DEL ROS. BEVILACQUA E PACCIANI
- 30 maggio 2018
Bevilacqua viene ascoltato da due ufficiali dei Carabinieri del ROS di Firenze come persona informata sui fatti. Questo รจ il link alle sue dichiarazioni.
L’ex investigatore dell’Army CID con 20 anni di carriera nell’esercito, operazioni sotto copertura, un anno di guerra in Vietnam, รจ anziano ma lucido e autonomo. Stranamente, viene sentito dal ROS a casa sua e alla presenza di tre familiari invece che nella poco distante stazione dei Carabinieri di Sesto Fiorentino.
I parenti sono la moglie, una figlia e il nipote. Sono assenti la figlia e il genero di San Francisco vicini di casa.
I motivi sarebbero stati l’etร e lo stato di “apprensione” di Bevilacqua, sostiene il comandante del ROS Colizzi nella sua nota del 2 giugno 2018.
Questa decisione impedisce ai Carabinieri di prelevare il DNA dell’americano, che sarร acquisito solo due anni dopo dalla Procura di Siena.


Le dichiarazioni di Bevilacqua del 2018 consistono in un verbale di tre pagine scarse sottoscritto da lui e dai familiari presenti.
L’americano viene sentito su tre temi. I colloqui con me, il suo coinvolgimento come testimone nel caso Mostro e genericamente sui suoi viaggi in California.
Le domande dei Carabinieri sono generiche.
Bevilacqua sostiene di non sapere nulla della mia inchiesta giornalistica sul Mostro e “dimentica” che l’ho contattato tramite un messaggio sul suo passato in California recapitatogli dall’ex collega Melanie Resto.
A fronte delle sei volte che mi sono recato a casa sua, stando agli accertamenti dei Carabinieri, nel cita tre senza scendere nei dettagli.
Cerca di insinuare sospetti sulla mia professionalitร .
Si dimentica di essere tornato dal Vietnam negli Stati Uniti all’inizio del ’69 e non “alla fine” del ’69, cioรจ prima e non dopo che cominciassero le rivendicazioni di Zodiac a San Francisco.
Nel verbale si riporta che sarebbe andato via da Firenze nel ’79, invece che nell’ ’89. Una svista che passa inosservata, evidentemente, nonostante il verbale di tre pagine venga letto ad alta voce dai Carabinieri e sottoscritto, pagina per pagina, da Bevilacqua e due parenti informate.
E sulla California cosa dice? No, non cita la consuocera Luanne, e il genero vicino di casa, anche se il suo cappellino preferito รจ lรฌ da qualche parte in casa a ricordargli di loro.

Con la “puntualizzazione” sul significato di Riverside si chiude il verbale. Che vuol dire, spiega:
"... a fianco al fiume."
In realtร , “Riverside” ha un significato leggermente diverso: “lungofiume”. Bevilacqua ha sbagliato di proposito?
Le sue ultime parole in inglese si tradurrebbero cosรฌ:
"By the river"
ร la stessa espressione (cambia solo l’articolo) con cui termina il titolo della canzone del “Mikado” da cui รจ tratta l’ultima firma di Zodiac.

Il 16 aprile 2018, ho consegnato agli ufficiali Ilardi e Giannini un breve resoconto dei colloqui avuti con l’americano nel 2017. Una sintesi di cinque pagine che avevo giร fornito ai Carabinieri di Monza il 22 febbraio (nella prima versione la data della “telefonata dell’ammissione” era corretta).
Cito questo documento nell’articolo sull’ammissione del Giornale.
Si legge:
"Bevilacqua mi disse che conosceva bene Pietro Pacciani, e che lo aveva incontrato piรน volte nel bosco dietro il cimitero dei Falciani."

Bevilacqua avrebbe saputo chi fosse il “Vampa”, principale sospetto Mostro della Procura di Firenze, giร almeno dagli anni ’80, quando lavorava al Cimitero Americano di Firenze.
Si tratta di un’informazione ignota alla Procura e che รจ diventata di dominio pubblico con la pubblicaizone del mio articolo sul Giornale.
Nella sua deposizione al processo Pacciani del ’94, l’americano aveva dichiarato di non conoscere l’imputato, ribadendolo piรน volte.
"Io non sapevo chi era."

Il 30 maggio 2018, Bevilacqua smentisce se stesso confermando quanto da me anticipato agli inquirenti.

Bevilacqua non si contraddice sulla restante parte delle sua versione del ’94, che rimane pressochรฉ inalterata.
L’americano sostiene infatti:
- di aver visto le vittime il giorno prima del loro omicidio avvenuto vicino al cimitero americano di Firenze dove viveva e che la ragazza, Nadine Mauriot, indossava un costume da bagno nero;
- di aver dovuto legare i suoi cani la notte del delitto.
L’unica ma grave discrepanza, impossibile da non notare da chi conduce l’indagine sul Mostro, รจ quella sulla sua conoscenza di Pacciani.
Nonostante la contraddizione metta in dubbio l’attendibilitร di Bevilacqua (riscontrando la mia), non si legge alcun accenno ad essa negli atti del ROS e della Procura dell’indagine sull’americano che sarร archiviata nel 2021. Per quale ragione?
Nel 2004, l’avvocato Pietro Fioravanti, difensore storico del “Vampa”, insieme al collega Bevacqua, รจ stato sentito da Giuttari, responsabile del GIDES, e l’ufficiale Davide Arena, su delega del sostituto procuratore di Perugia Giuliano Mignini, nell’ambito delle indagini sulla morte di Francesco Narducci (qui le dichiarazioni). Fioravanti ha ricordato che Pacciani ha mormorato la parola “infame” quando si รจ avvicinato a Bevilacqua durante il confronto sull’altezza. Secondo Fiorvanti, Bevilacqua sapeva qualcosa di piรน di quanto avesse detto al processo.

La conoscenza di Pacciani da parte di Bevilacqua verrร confermata dalla signora Torelli nell’udienza del 12 ottobre 2023 del mio processo per diffamazione (stralcio della sua deposizione in basso).

Nel ’94, Bevilacqua รจ stato ritenuto attendibile e la sua deposizione รจ stata una delle basi della condanna di Pacciani in primo grado. Il che significa che si tratta di una vera e propria falsa testimonianza.
La contraddizione dell’ex militare statunitense รจ grave anche perchรฉ gli inquirenti sanno che Vanni, definito “complice” di Pacciani dalle sentenze, ha asserito che il vero serial killer fosse un americano incontrato in un bosco dal Vampa, un certo “Ulisse”.
Dovrebbero anche sapere che l’identificazione di Ulisse in Parker da parte della teste Ghiribelli รจ dibattuta. E che “lungo la recinzione” del cimitero dove, a suo dire, Bevilacqua si sarebbe imbattuto in Pacciani, si staglia il bosco degli Scopeti.
Per finire, รจ lo stesso americano in udienza nel ’94 a dire che lui, per quei boschi, ci รจ passato “migliaia di volte”.
Al 2023 l’ufficio del pm Turco, che ha la responsabilitร degli atti del processo Pacciani, non sarร in grado di rintracciare il verbale delle dichiarazioni rese da Bevilacqua ai carabinieri il 14 luglio 1992. Quello che si evince dalla sentenza di primo grado รจ che si discosta dalla deposizione del ’94 per:
- l’incertezza del riconoscimento del contadino da parte di Bevilacqua;
- la presenza della moglie Meri Torelli nell’auto la volta in cui l’americano avrebbe visto la futura vittima Nadine Mauriot in bikini.

21. ALTRI ACCERTAMENTI
Nel 2017 e nel 2018 invio varie segnalazioni su Bevilacqua da molteplici account alle forze dell’ordine statunitensi, compresa la polizia di Vallejo. Li aggiornerรฒ costantemente dei risultati della mia ricerca fino al 2024.
Nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione dell’articolo sull’ammissione di “Ulisse” sul Giornale, anche mio zio Duilio Valenti, apprezzato chef di San Anselmo, a nord di San Francisco, informa il dipartimento di polizia di Vallejo portando loro una copia del mio articolo.
Alcuni giorni dopo, uno dei numerosi detrattori della mia inchiesta giornalistica, l’utente Max Bosco del gruppo Facebook “Il mostro di Firenze”, sente uno degli investigatori all’epoca competenti per le indagini su Zodiac, Terry Poyser, il quale gli risponde che Bevilacqua:
"...non รจ una persona d'interesse, un sospettato, o una pista nel caso Zodiac, in quanto il suo nome non รจ nei nostri archivi."

Mentre Bosco contatta la polizia americana, in Italia la Procura di Firenze ha giร sentito Bevilacqua.
Le sue dichiarazioni dovrebbero mettere in allerta chi indaga, ma non succede.
Gli inquirenti fiorentini non vagliano il suo passato.
La sua abitazione non viene perquisita.
Al 2023, il Dipartimento di Giustizia americano non sarร mai consultato nรฉ avvisato sui contenuti delle mie dichiarazioni dalla Procura di Firenze.
Il DNA di Bevilacqua verrร acquisito, sรฌ, ma dalla Procura di Siena nel 2020.
โSmentisco di aver confessato a chicchessia di essere l'autore dei delitti del Mostro di Firenze e del killer Zodiac. Per il semplice fatto che non li ho commessi. [...]โ
"LA BUFALA ZODIAC IN TRIBUNALE"
Il pezzo sembra ricalcare i contenuti della nota sul colloquio del 16 aprile 2018 degli ufficiali della PG Ilardi e Giannini, compreso l’errore sul Consolato USA.
Bevilacqua, ovviamente a conoscenza dei contenuti indiziari dell’ammissione di colpa del 2017, puรฒ facilmente dedurre che manca una registrazione.
La mossa della Procura lascia intendere che non faranno attivitร di sorveglianza.
Da questo momento, invierรฒ ciclicamente messaggi via email e PEC all’avvocato di Bevilacqua con l’intento di far sentire il suo assistito “attenzionato”.

Fra parentesi. Nei miei post e articoli cito sempre le fonti, “mostrologi” e utenti di forum compresi. Quindi mi chiedo quali “idee copiate dai forum” intenda Brogioni nel suo pezzo.
Forse il cronista giudiziario della Nazione si riferisce ai commenti su Bevilacqua scritti da me in anonimato sul forum imostridifirenze usando vari pseudonimi nel 2017, quando ho anche segnalato la decifrazione del nome di Zodiac sul blog del ricercatore Martin Rush.
- 19 giugno 2018
Vengo sentito a sommarie informazioni testimoniali dal ROS di Firenze (qui il verbale). Faccio il nome dell’avvocato Francesco Moramarco, da me indicato a Bevilacqua allo scopo di aiutarlo a costituirsi.
- 28 settembre 2018
Data di redazione del rapporto RacIS Carabinieri sull’ipotesi della connessione Zodiac-Mostro-Bevilacqua (disponibile qui).
Questa “nota tecnico-investigativa” degli psicologi forensi dei carabinieri รจ incentrata soprattutto sul confronto fra i casi del Mostro e di Zodiac sulla base della letteratura disponibile.
Gli esperti, nelle loro conclusioni, dichiarano di non poter escludere che Bevilacqua possa essere uno o entrambi i serial killer perchรฉ mancono informazioni dettagliate sulla sua “psico-biografia”. In ogni caso, ravvedono “particolari di interesse psico-criminologico” nelle sue esperienze di vita.
Gli psicologi forensi dell’Arma consigliano ai colleghi del ROS e alla Procura di Firenze di sentirmi nuovamente alla loro presenza.


Nonostante sia stato il colonnello Colizzi a chiedere un consulto agli psicologi del RaCIS, nella sua nota investigativa dedicata al rapporto degli esperti il comandante del ROS fiorentino non cita le loro reali conclusioni su Bevilacqua e sulla connessione Zodiac-Mostro.
Invece di sollevare il problema della mancanza di informazioni sulla storia psichiatrica dell’americano segnalata dai consulenti dell’Arma, che suggeriscono anche di riascoltarmi, il colonnello riporta un suo parere negativo sulla connessione basandosi su un confronto nelle pagine interne del rapporto nel quale gli estensori elencano differenze e somiglianze fra i due casi criminali senza prendere posizione.
Inoltre, quel confronto รจ basato solo sulla letteratura nota al 2018 e dimentica la minaccia dell’omicida di Riverside (forse Zodiac) di recidere le parti femminili della sua prossima vittima.

- 19 marzo 2019
L’attivitร d’indagine su Bevilacqua della Procura e del ROS di Firenze รจ di fatto giร conclusa, anche se non lo verrรฒ a sapere fino al 2022.
Dopo un incontro informale con il procuratore capo Giuseppe Creazzo e il pm Turco, che mi congedano “innervositi”, consegno alla sezione della polizia giudiziaria della Procura una copia dei documenti biografici ufficiali di Bevilacqua relativi ai suoi trascorsi militari e alla sua presenza a Firenze fra il luglio 1974 e il dicembre 1988.
Non viene menzionato nel verbale (prossima immagine), ma deposito anche l’email del tenente colonnello Reese che riscontra l’attivitร investigativa sotto copertura di cui mi ha parlato nei colloqui del 2017. Ri-allegherรฒ l’email anche nel 2020 e nelle successive integrazioni.

22. ARCHIVIAZIONE E MORTE DI BEVILACQUA
- Novembre 2020
Il sostituto procuratore della Procura di Siena Nicola Marini fa acquisire il profilo genetico di Bevilacqua con il suo consenso nell’ambito delle indagini su un cold case, l’omicidio della tassista Alessandra Vanni a Castellina in Chianti del ’97.
Al momento, l’esito del confronto del DNA รจ negativo.
L’iniziativa viene presa due anni dopo una mia segnalazione su un possibile collegamento fra l’omicidio di Alessandra Vanni e Bevilacqua ed essere stato ascoltato nel settembre 2018 dagli ufficiali della sezione di polizia giudiziaria della procura senese Carlo Brandini, Nicola Leonardi e colleghi.
Il profilo viene inserito nel database del Ministero dell’Interno e condiviso con la Procura di Firenze. Non ci sono tracce del DNA attribuibili al serial killer con certezza nei delitti fiorentini, e anche in questo caso il confronto per ora ha esito negativo.
Avverto i detective americani della disponibilitร del profilo del DNA di Bevilacqua (prossima immagine), ma non viene acquisito.
Due anni dopo, la mia difesa rappresentata dalle avvocate Simona Buccheri e Patrizia Gottini presenterร al pm Turco la richiesta di un approfondimento investigativo e di trasmetterlo al Department of Justice per un controllo, nell’ambito del mio processo per diffamazione. Ogni accertamento verrร negato.
Alla fine, dovrรฒ trasmettere il profilo del DNA di Bevilacqua di persona per indagini difensive, inviandolo via email alle autoritร USA competenti nel novembre 2023.

- 9 novembre 2020
Sporgo una nuova denuncia nei confronti di Bevilacqua, per detenzione illegale di arma da fuoco, specificando in un atto per la prima volta che l’ammissione รจ stata ascoltata dalla moglie e ricordando l’importanza della pistola che avrebbe dovuto consegnare ai Carabinieri costituendosi.
Nessuna perquisizione รจ stata effettuata al 2023.
Allego all’atto la prima ricostruzione del possibile depistaggio del Mostro, e porto all’attenzione degli inquirenti un elemento scovato dal ricercatore Revilix, sul forum Sneak JB Fellowship ideato da Filippo Cangemi alias JimMorrison84, che potrebbe essere una prova importante.
Nella sua relazione balistica dell’ ’85 (prossime immagini), il consulente della Procura Giovanni Iadevito, che ha esaminato i bossoli e proiettili del duplice omicidio di Scopeti dell’ ’85, osserva la presenza di una sostanza biancastra.
La sostanza รจ concentrata nel cratere del percussore. Questo fa ritenere all’esperto che si sia “fissata” in quel punto al momento dello sparo, quando il percussore della pistola si รจ impresso sul fondello del bossolo. Dunque, argomenta logicamente Iadevito, doveva essere giร presente sui bossoli prima che il serial killer sparasse.


Successivamente, รจ stato effettuato un esame chimico della sostanza biancastra. Secondo gli estensori della perizia Iadevito-D’Uffizi-Crea, potrebbe trattarsi di un mix di silicone, gesso e zinco.
L’esame รจ stato condotto con strumenti degli anni ’80. Con i mezzi di oggi, dovrebbe essere molto piรน accurato.


Revilix, a conoscenza di questi accertamenti, evidenzia che nei rapporti dell’ABMC del cimitero americano di Firenze, quando Bevilacqua ne era direttore, viene citato piรน volte il prodotto Nubex (qui il brevetto), silicone liquido che veniva massicciamente spruzzato sulle croci e gli altri marmi bianchi del cimitero provenienti da Lasa, allo scopo di impermeabilizzarli e preservarne il candore.
Prima di presentare la nuova denuncia, mi reco in Inghilterra per un consulto ai National Archives. Il carteggio fra la Nubold Ltd. e la Building Research Station che ha testato “Nubex” e “Nubindex” riscontra il nome commerciale del silicone liquido usato al cimitero americano, non citato nel brevetto, confermando l’uso per l’impermeabilizzazione delle costruzioni in pietra.
Nella denuncia, informo gli inquirenti della scoperta di Revilix, allegando i documenti sul silicone Nubex e gli estratti che ne parlano nei rapporti dell’ABMC. Evidenzio che sarebbe utile ripetere l’esame chimico sulla sostanza effettuato negli anni ’80.
Agli atti del fascicolo dell’indagine su Bevilacqua che verrร archiviato pochi mesi dopo non risulta alcun accertamento su questa denuncia.
Le indagini coordinate dal pm Turco e guidate dal comandante del ROS Colizzi si sono fermate al 2018, con l’unica eccezione del DNA acquisito perรฒ dalla Procura di Siena.




- 6 aprile 2021
Il procedimento per omicidio a carico di Bevilacqua viene archiviato dal gip Gianluca Mancuso (a mia insaputa).
Nel motivare la sua richiesta di archiviazione, il pm Turco non cita le mie dichiarazioni ai Carabinieri sull’ammissione di Bevilacqua, inoltre afferma in contrasto con la realtร che non ci sia alcun indizio nella mia inchiesta giornalistica e che non siano emersi dati obiettivi dall’indagine del ROS del 2018.
In violazione della legge, i familiari delle vittime e i loro difensori non hanno ricevuto le notifiche obbligatorie della richiesta del pm Turco. Questo impedirร alle parti offese di esercitare il loro diritto di opporsi tempestivamente chiedendo un approfondimento dell’indagine.



- 22 aprile, il 22 maggio e 5 ottobre 2021
Deposito tre integrazioni alla mia denuncia, con il risultato delle mie ricerche divulgate in gran parte in questo post. Allego anche una relazione sul possibile depistaggio del ’68 nel caso Mostro.
Nell’arco dell’anno, gli inquirenti ricevono numerosi riscontri alla mia testimonianza, comprese informazioni sui legami lavorativi (Khaki Mafia) e familiari (Luanne Fordemwalt) che collegano l’americano all’area di San Francisco ai tempi di Zodiac.
Segnalo l’importanza della scoperta del numero della rivista utilizzata dal Mostro per la composizione della busta a Della Monica da parte della ricercatrice Vecchione nel 2020, che oltre alle analogie “ortografiche” contiene riferimenti compatibili con Zodiac “anticipati” in tempi non sospetti (primo articolo su tempi.it del 2018).
Come ho scritto in precedenza, la rivista scelta dal Mostro era in circolazione edicola fra il 14 e il 20 dicembre, quest’ultimo giorno, data di nascita di Bevilacqua ricorrente nel caso Zodiac. Inoltre, contiene un riferimento a un tema caro al serial killer, l’acqua (teoria dell’acqua).
La firma di “Zodiac” anche nel commiato del Mostro
Come la ricercatrice Vecchione ha dimostrato l’autore della missiva a Della Monica ha certosinamente ritagliato una a una le lettere, mischiandole. Se avesse applicato questo metodo su tutte le lettere, avrebbe complicato il confronto fra i ritagli e le pagine delle riviste dell’epoca rendendo quasi impossibile l’individuazione.
Il Mostro ha perรฒ fatto un’eccezione, incollando una parola intera sulla busta, un “DELLA”.
Negli articoli dei 2018 ho parlato della “teoria dell’acqua”, affermando che Zodiac (il Mostro) faccia di proposito rimandi all’acqua. Per esempio, l’ultima firma รจ letteralmente un brano su un annegamento.
Nel 2020, Vecchione lasciandosi guidare dall’unica parola della lettera a Della Monica che il Mostro ha ritagliato per intero dalla rivista (facilitando l’individuazione), un “DELLA”, viene indirizzata a un titolo preciso.
"Care dolci acque non vi riconsco piรน: qui รจ finito il sogno DELLA mia infanzia".
Da questa frase il Mostro ha ritagliato solo altre due lettere. Quelle finali sulla busta.
La “Z” (di Zorro?)e la “E” della parola acque.
La sua firma.

- 25 settembre 2021
Apprendo dell’esistenza della querela di Bevilacqua da una risposta della cancelleria della Procura di Firenze. L’anno prima mi ha dato una risposta negativa.
Decido di sporgere denuncia per calunnia nei confronti dell’americano.
Porto ulteriori documenti a riprova delle mie dichiarazioni e degli incontri, che si aggiungono agli altri depositati nel 2021, che saranno completati di lรฌ a breve.
Piรน di un anno dopo, a pochi giorni dalla morte di Bevilacqua nel dicembre 2022, non risulterร essere mai stato aperto un procedimento penale sulla base di questa denuncia, stando alla verifica dei cancellieri della Procura di Firenze del database delle notizie di reato (documento in basso).

- Febbraio 2022
Ricevo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari del mio procedimento per l’asserita diffamazione di Bevilacqua e scopro che l’indagine per omicidio nei suoi confronti รจ stata archiviata nel 2021. L’ultima informazione ricevuta dalla Procura, sul finire del 2020, era che avevano acquisito il suo DNA.
Segnalo questa informazione al cronista della Nazione Stefano Brogioni.
Complice il fatto che nemmeno i parenti delle vittime ne siano stati informati, la notizia dell’archiviazione di Bevilacqua non รจ stata resa pubblica per un anno.


- Marzo 2022
Fino al 2024, il Dipartimento di Giustizia non verrร contattato dalla Procura di Firenze, nemmeno per uno scambio di informazioni sull’ex funzionario americano.
Gli uffici di polizia competenti per il caso Zodiac riceveranno informazioni dal sottoscritto, ma non dagli inquirenti fiorentini, sebbene piรน volte venga messo in evidenza alla Procura che la controparte statunitense ha prove fisiche per eventuali confronti.
Profili genetici parziali, impronte, ma anche lettere, cioรจ numerosi campioni calligrafici attribuibili al serial killer con certezza.
In una memoria difensiva del 1 marzo 2022 comprensiva di una mia dichiarazione, la difesa rappresentata dalle avvocate Simona Buccheri e Patrizia Gottini, chiede un approfondimento investigativo.
Gli accertamenti indicati comprendono l’escussione dell’86enne Bevilacqua, che si รจ rifiutato di essere sentito dai difensori anche per motivi di salute, e la trasmissione delle sue impronte e del profilo genetico alle autoritร statunitensi competenti per un confronto con i campioni del caso Zodiac.

Nessun approfondimento dell’indagine viene disposto dal pm Turco, che chiederร e otterrร il mio rinvio a giudizio dallo stesso gip Mancuso che ha archiviato il fascicolo Bevilacqua un anno prima.
Vista l’opposizione del pm, sarรฒ io l’anno successivo a trasmettere il profilo genetico di Bevilacqua.
Nonostante venga fatto notare che il procedimento su Bevilacqua รจ stato archiviato eludendo il contraddittorio e che le indagini sono lacunose e contengono errori anche gravi (per dirne uno, il mancato riscontro delle telefonate del 12 settembre 2017 da parte dei Carabinieri), il pm Turco ritiene superfluo effettuare un controllo e chiede di processarmi per diffamazione.
Ad accogliere la richiesta del pm Turco, senza alcun approfondimento, รจ lo stesso gip Mancuso che ha archiviato “de plano” il caso Bevilacqua, nonostante i parenti delle vittime non siano stati avvertiti in contrasto con l’obbligo di legge (art 408, 3-bis cpp).

Sopra un’email del 31 marzo 2022 all’assistente del pm, il luogotenente dei Carabinieri Liberato Ilardi, nella quale lo metto in contatto con un detective dello Sceriffo della contea di Napa competente per il caso Zodiac.
Invito la Procura a chiedere agli investigatori americani un confronto delle impronte del caso Zodiac con quelle di Bevilacqua come nella richiesta formale presentata dalla mia difesa il 1 marzo.
Le forze dell’ordine statunitensi hanno campioni impronte latenti potenzialmente riferibili al serial killer, fra le quali quelle impronte parziali insanguinate trovate sul taxi di Paul Stine, ucciso a San Francisco l’11 ottobre 1969.
Anche questo tentativo va a vuoto.



- 7 luglio 2022
Dopo aver sollecitato inutilmente la Procura di Firenze a contattare la polizia americana e viceversa (per esempio l’email di marzo al lgt. Ilardi e al detective di Napa), chiedo e ottengo dal giudice Mancuso un’autorizzazione a consultare il fascicolo dell’indagine su Bevilacqua archiviato nel 2021 (mi autorizza anche il pm Turco).
Leggendo gli atti scopro che l’analisi dei tabulati dei Carabinieri non ha riscontrato mie telefonate ricevute da Bevilacqua alla data da me indicata nei verbali e negli articoli (11 settembre 2017).
Per motivi a me ignoti, l’autore dell’analisi e il col. Colizzi non citano le tre nostre telefonate consecutive del 12 settembre effettuate dalle nostre utenze fisse che precedono quelle fra Bevilacqua e l’avv. Moramarco (verranno accertate anche da una relazione tecnica difensiva). Questa mancata citazione verrร usata per motivare la mia condanna del 2024 dalla giudice Serafina Cannatร , che trascurerร la relazione tecnica difensiva e i tabulati completi allegati.
Si tratta, da parte mia, di un evidente errore di retrodatazione di un giorno che non mette in discussione la veridicitร nรฉ la sequenza dei fatti. Sarebbe stato facilmente spiegabile, se queste telefonate fossero state viste/citate dai Carabinieri.
Scopro anche che l’archiviazione รจ stata disposta trascurando le obbligatorie notifiche alle parti offese, come segnalo sia a lui al giudice Mancuso sia al pm Turco. Nessuno dei familiari delle vittime รจ stato avvertito e si รจ potuto opporre.
Come si evince dal prossimo file pdf, una nota per il pm Turco inviata al lgt. Ilardi dove metto in luce alcune criticitร dell’indagine archiviata, se fosse stata rispettata la norma del codice di procedura penale che prevede l’obbligo di inviare notifiche alle parti offese di crimini violenti, sarebbe stato facile ottenere un approfondimento dell’indagine che avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi.
Nel 2022, sia il pm Turco sia il gip Mancuso avrebbero potuto rimediare al loro presunto errore disponendo nuovi accertamenti investigativi, ma decideranno entrambi che non sia necessario e verrรฒ mandato a processo senza che sia stato disposto alcun ulteriore accertamento.
- 22 settembre 2022
Dopo aver informato negli anni precedenti le forze dell’ordine di Vallejo, Napa e Riverside, invio una segnalazione sul caso Bevilacqua al San Francisco Police Department in cui ancora una volta si fa presente la disponibilitร del suo profilo del DNA nel database delle forze dell’ordine in Italia.
Alla segnalazione allego un documento (prima pagina) contenente le traduzione degli atti principali dell’indagine su Bevilacqua, i rapporti sulla Khaki Mafia e altre informazioni sui collegamenti tra l’americano e l’area di San Francisco.


- 27 ottobre 2022
L’anziano Bevilacqua รจ ancora lucido, come confermerร la moglie Meri nell’udienza del 12 ottobre 2023, e non presenta sintomi di malattie neurodegenerative, al contrario di quanto viene segnalato su Facebook da una figlia dopo un ricovero in ospedale nel 2021.
Gli altri problemi di salute dell’italo-americano messi in luce nella memoria difensiva del 1 marzo 2022, da me sottovalutati nella nota di luglio, sembrano aggravarsi in autunno. Questo mi spinge a chiedere al gip di disporre un incidente probatorio per acquisire le impronte di Bevilacqua.
Il giudice Mancuso rigetta questa e altre richieste, mandandomi a processo.
- 3 novembre 2022
Vengo rinviato a giudizio per diffamazione dal gip Mancuso, dopo il rigetto del pm Turco di interpellare le autoritร statunitensi per una verifica del DNA di Bevilacqua con i campioni del caso Zodiac.
- 23 dicembre 2022
Affetto da una patologia cardiaca, Bevilacqua muore all’etร di 87 anni senza che le forze dell’ordine statunitensi siano mai state contattate dalla Procura di Firenze per informazioni sul suo conto. E senza mai essere stato ascoltato da un magistrato fiorentino nรฉ come indagato nรฉ come parte offesa. Uno scrupolo non necessario per i magistrati di Firenze che si sono succeduti sul suo caso fino al 2023.
23. EPILOGO: NUOVA INDAGINE E MIA CONDANNA
- 19 settembre 2023
Su richiesta firmata dall’avvocato Jacopo Pepi per indagini difensive il pm Marini mi autorizza ad avere il profilo genetico di Bevilacqua.
- 6 novembre 2023
Ricevo la copia richiesta del profilo di Bevilacqua con l’aiuto di un delegato, il ricercatore Daniele Trinchieri.
- 7 – 15 novembre 2023
Trasmetto il profilo genetico di Bevilacqua ai dipartimenti di polizia competenti per il caso Zodiac, nonchรฉ alla polizia di Riverside (caso Bates) e di Oceanside (caso Davis), e all’FBI per un controllo.
Nel corso degli anni, sono stati isolati alcuni DNA parziali potenzialmente riferibili al serial killer americano e il DNA di Bevilacqua non รจ stato mai confrontato prima con questi campioni.
Potrebbero trovare un match.
- Gennaio – luglio 2024
Invio all’FBI i risultati completi della mia inchiesta giornalistica su Bevilacqua e sulla connessione Zodiac-Mostro, nonchรฉ le mie soluzioni dei testi cifrati irrisolti del caso Zodiac: l’anagramma dello Z408, il codice “Mount Diablo” e il nome di Zodiac, che include una sintesi della soluzione dell‘indovinello dell’Halloween Card.
Nel corso del 2024, dopo aver ricevuto il profilo genetico di Bevilacqua, la polizia statunitense avvia un’indagine relativa al suo coinvolgimento nei crimini di Zodiac e contatta la Procura di Firenze, che riapre il fascicolo su Bevilacqua.
- Luglio – dicembre 2024
Nonostante la riapertura dell’indagine su Bevilacqua, scattata dalla ricezione del suo profilo genetico negli Stati Uniti e dai successivi accertamenti americani, la Procura di Firenze (il pm Turco รจ il responsabile originario del mio procedimento) non mette agli atti del mio processo alcun elemento di prova a mio favore e non chiede alla giudice Serafina Cannatร una dilazione delle udienze.
Tutt’altro. Per l’asserita diffamazione di Bevilacqua, il pm delegato del procuratore aggiunto Turco sollecita la mia condanna a due anni di reclusione. La ottiene il 5 dicembre 2024, sebbene la pena venga commutata in multa. Qualche settimana dopo Turco va in pensione.
Non รจ possibile fare appello. Anche per questo, rinuncio a presentare ricorso in Cassazione. La mia condanna sarร definitiva nell’aprile 2025.
Attenderรฒ le prove a mio discarico dalla Procura per poter chiedere la revisione del processo e un’assoluzione nel merito. Nel frattempo, Bevilacqua diverrร ufficialmente una “vittima”.
La causa principale di tale epilogo รจ quella stessa “giustizia italiana“ che, nel 2024, grazie al mio lavoro, agli accertamenti della Procura di Siena e dei dipartimenti di polizia e dello sceriffo statunitensi, ha ripreso a indagare sulla responsabilitร di Bevilacqua in una serie omicidiaria senza precedenti, causa di morte e sofferenza per decine di persone.



CONCLUSIONE: DECIFRAZIONI

Premessa. Tolte le lettere con allusioni, suggerimenti, etc., Zodiac ha spedito quattro lettere con messaggi cifrati (anche se il suo nome non รจ tecnicamente “cifrato”):
31 luglio ’69 – Testo cifrato di 408 simboli
8 novembre ’69 – Testo cifrato di 340 simboli
20 aprile ’70 – Lettera con il nome di Zodiac
26 giugno ’70 – Lettera con il codice Mt. Diablo
E almeno due con indovinelli espliciti:
27 ottobre ’70 – Cartolina di Halloween
29 gennaio ’74 – Lettera dell’Esorcista
Possibile che ci siano allusioni e riferimenti, anche importanti, che sono sfuggiti finora, ma i principali indovinelli / decifrazioni sono stati risolti, perchรฉ il primo testo cifrato di 408 simboli รจ stato decrittato nel ’69 dai coniugi Bettye e Donald Harden, il secondo di 340 nel 2020 dai ricercatori Oranchack, Blake, Van Eycke. Il ricercatore Brooks ha decodificato i simboli finali dell’ultimo messaggio accertato. E quelle che seguono sono le altre decifrazioni / soluzioni complete da me fornite a partire dal 2018, in ordine cronologico:
- Anagramma finale del cipher 408;
- Nome di Zodiac;
- Mt. Diablo code;
- Indovinello di Halloween (sottopongo anche questo a Bevilacqua);
- L’ultima firma di Zodiac.
Segue un riepilogo delle soluzioni.
Anagramma dello Z408 risolto con “paradice”
Le prime tre lettere attribuite a Zodiac vengono affrancate il 31 luglio 1969. Contenevano tre parti di un testo cifrato che viene risolto dopo pochi giorni da due insegnanti di Salinas, i coniugi Donald e Bettye Harden.
Il testo decrittato recita:
"Mi piace uccidere la gente perchรฉ รจ molto divertente / รจ piรน divertente che uccidere la selvaggina nella foresta / perchรฉ lโuomo รจ lโanimale piรน pericoloso di tutti / uccidere mi dร lโesperienza piรน eccitante / รจ anche meglio di scopare con una ragazza / la parte migliore รจ che quando morirรฒ rinascerรฒ in paradiso / e tutti quelli che ho ucciso diventerranno miei schiavi / non vi darรฒ il mio nome perchรฉ cerchereste di rallentare o fermare la mia collezione di schiavi per il mio aldilร / ebeorietemethhpiti"

"EBEORIETEMETHHPITI"
"E EREB I TOPE I'M THE HIT"

"IO BEVO E TRACANNO SONO L'HIT"


La soluzione dell’anagramma รจ rafforzata da sei punti principali:
- “Paradice” รจ forse il vocabolo piรน emblematico della corrispondenza di Zodiac. Possibile che lo abbia usato come parola chiave.
- Affiora una frase di senso compiuto, “…pe I’m the hit”, con la prima trasposizione.
- Il risultato della seconda trasposizione della parte precedente, ottenuto seguendo lo stesso metodo, si concatena in modo sensato alla successiva dando significato a quel “…pe” che diventa “tope”.
- Lo scorporamento della sola prima riga del diagramma, e non di altre lettere nella riga successiva, รจ compatibile con la suddivisione della frase per la lunghezza della parola chiave individuata.
- Nella soluzione sono presenti parole al contrario come nel successivo testo cifrato.
- Nella lettera firmata “un amico” (forse di Zodiac) viene citata una parola in norreno che lo scrivente anonimo cita in senso figurato, “[to] kill”, e che significa letteralmente “to hit” (colpire).

Codice Mt. Diablo
Il testo cifrato di 32 simboli inviato il 26 giugno 1970 รจ successivo al “nome cifrato” di Zodiac, che lascio in fondo al capitolo.
Allegata alla lettera c’รจ una mappa con disegnata una bussola che indica il nord geografico (errata di 2ยฐ a est). Si legge che la bussola deve essere rivolta verso il nord magnetico.
L’autore del messaggio crive che la mappa insieme al testo cifrato indica il luogo dove avrebbe posizionato la bomba.
Afferma che l’obiettivo della bomba non รจ piรน uno scuolabus perchรฉ la scuola รจ chiusa per ferie.


In una lettera del mese successivo, il killer enigmista suggerisce che la soluzione attiene a “pollici e radianti”. Una distanza e un angolo, quindi.
La soluzione รจ effettivamente alfanumerica e contiene una distanza in miglia e un angolo in gradi (che ha un giro in piรน).
"Foothill Blvd Hillcrest 14 mi far 570ยฐ"
Oltre a indicare il luogo dove avrebbe posizionato una bomba, Zodiac fornisce una distanza senza decimali, 14 miglia, e la misura di un angolo, 570ยฐ, (un azimut, in questo caso).
ร la rotta da seguire dalla cima del Mt. Diablo all’obiettivo (stando alla mappa usata da Zodiac), che si trova nella cittadina di San Leandro. Per determinarla, l’autore del testo cifrato si รจ servito del metodo classico per orientarsi con bussola e mappa.
La decifrazione contiene un errore semantico, in quanto scambia “away” con “far”. Entrambi significano “lontano” in italiano, perรฒ solo “away” puรฒ essere usato con il significato di “distante” in inglese. Non รจ comunque il primo errore marchiano in cui incorre per gli standard madrelingua. Nella lettera precedente ha scritto “cid” invece di “kid”, bambino. “Cerous” invece di “curious”, curioso.


Per verificare la soluzione si puรฒ utilizzare l’immagine a questo link e sovrapporla alla mappa di Zodiac.
Foothill Boulevard e Hillcrest indicano una zona precisa di San Leandro dove si trova la stazione dello Sceriffo di Alameda “Eden Township”, che stando alla mappa di Zodiac รจ distante 14 miglia e decimali (nella realtร , 16 e mezzo) dalla cima del Mt. Diablo e si trova a un angolo di 570ยฐ (210ยฐ e un giro) rispetto al nord magnetico del 1970 nell’area sulla cartina.
Il luogo della decifrazione รจ indicato con precisione millimetrica dal puntatore della bussola “allungato” allineando i segmenti con cui sono suddivisi i quadranti.

Cartolina di Halloween: il gioco del cucรน
Alla fine dell’ottobre 1970, Zodiac spedisce una cartolina al cronista del Chronicle Paul Avery che sembra contenere un indovinello.
Per facilitare la comprensione della soluzione ho utilizzato una riproduzione della cartolina del film di David Fincher “Zodiac”, non le fotocopie in bianco e nero dell’FBI, comunque disponibili nel post dedicato alla soluzione.
Zodiac ha apportato alcune modifiche alla cartolina originale prestampata (il ritaglio di una zucca, di uno scheletro, disegni, scritte etc).
Sulla prima pagina si legge:
"Lo sento nelle mie ossa,
desideri conoscere il mio nome,
e allora ti darรฒ un indizio..."


Trovo la possibile soluzione dell’indovinello nel 2017, prima dei colloqui con Bevilacqua, a cui sottopongo la cartolina nell’agosto 2017.
In quell’occasione, l’italo-americano sogghigna e poi, in silenzio, con i soli spostamenti delle dita, indica ciรฒ che giร ritengo la conferma della soluzione (prossime immagini).
L’indovinello riguarda il gioco del cucรน, in inglese “peek-a-boo”, e sulla pronuncia in italiano della lettera “Q” assonante a “cu” di “cucรน”.
Dunque, l’indizio sul nome di Zodiac รจ la lettera Q.
Zodiac ha utilizzato l’alfabeto braille inserendo “ie” (che significa “cioรจ”) e il simbolo del ranch di Red Ryder, protagonista di un fumetto western, per indirizzare il lettore verso la conferma della soluzione (immagine in basso a destra).
La cartolina di Zodiac allude a un secondo fumetto western con protagonista Tim Holt nelle vesti di Redmask, maschera rossa.
I nomi di entrambi i personaggi sono accomunati dalla parola “red”, rosso, e questo puรฒ essere un riferimento al colore dei capelli del suo travestimento la notte dell’omicidio Stine


Il fatto che Zodiac abbia scelto il simbolo VF del Ranch di Red Ryder dipende probabilmente dal nome cifrato che ha mandato qualche mese prima. Due simboli di quel testo sono tratti da un sigillo che raffigura un toro (animale presente anche a casa di Bevilacqua nella forma di una statuina, durante il nostro primo incontro).
Nella cartolina di Halloween non manca una citazione sull’acqua, tramite un altro fumetto western con protagonista Redmask (immagine in basso).
Alcuni anni fa il ricercatore Tahoe27 ha scoperto che i quattro “by…” sull’ultima pagina della cartolina di Zodiac (“by fire”, “by gun” etc.) erano stati copiati da una ruota della morte disegnata sulla copertina del numero 30 di un fumetto con protagonista l’attore Tim Holt.
La testa dello scheletro con la maschera rossa di Zodiac copre una parte di una frase (immagine in basso a destra). Similimente, la testa di Redmask copre parzialmente un quinto “death by…” non ricopiato da Zodiac. Una parola “misteriosa” che inizia con W.


Nel disegnare il “nido” a forma di Q attorno all’uccello (un cuculo) l’autore forse ha tentato un po’ maldestramente di emulare la Q della copertina del singolo dei Fifth Dimension “Aquarius – Let the sunshine in” che qualche mese prima di inviare l’Halloween Card ha utilizzato nel metodo di cifrazione del “nome di Zodiac”.

Zucca
Nella cartolina originale di Halloween la zucca non c’era. L’ha messa Zodiac.
Perchรฉ?
Certo, รจ un simbolo di Halloween. A lasciarmi pensare che ci sia dell’altro, perรฒ, รจ la Z disegnata da Zodiac nelle pagine interne e sulla busta.
Il dubbio che non sia l’iniziale di Zodiac, come forse vuol far credere, nasce dal fatto che la presenza della sua iniziale รจ un’eccezione nella sua corrispondenza. Sarebbe l’unico caso in cui l’avrebbe inserita.


Nel 2018 ho citato quello che secondo me era il motivo dell’inserimento della zucca nell’Halloween card. L’ho tolto per mancanza di un riscontro.
Ho deciso di re-inserirlo dopo aver risolto l’anagramma del cipher 408 nel 2022.
"Io bevo e tracanno sono l'hit"
Si tratterebbe di un gioco di parole in italiano sullo stesso tema dell’anagramma e compatibile con Halloween.
Sono arrivato a questa ipotesi incappando in un vassoio che avevo in casa identico a quello nella prossima immagine.


Si tratta di un vassoio del liquore italiano “Zucca”, molto popolare in Italia all’epoca di Zodiac.
Anche se non ho trovato riscontro finora che la Z con il pallino staccato fosse in uso prima del ’72, la ragazza cinese che con il suo corpo forma una Z era giร dagli anni ’50 il simbolo del brand.

Il pallino staccato, per Zodiac, potrebbe rappresentare una macabra allusione.
Nel ’68-’69, per valorizzare il basso tasso alcolemico del Rabarbaro Zucca, viene riportato questo motto nelle inserzioni pubblicitarie:
"L'aperitivo che non fa perdere la testa."
Anche se potrebbe trattarsi dell’azione di animali selvatici, di Donna Lass, vittima a cui potrebbe alludere la cartolina di Halloween, รจ stato trovato solo il teschio ad oggi.


Il nome di Zodiac

A differenza dei testi cifrati citati in precedenza, il 408 con il suo anagramma finale e il Mt. Diablo Code con la sua freccia, cosรฌ come il 340 (ne parlo a questo link), il “nome di Zodiac” non si basa su un cifrario a sostituzione.

Lo si capisce quando si scopre che l’autore del messaggio ha riprodotto la maggior parte dei simboli in modo pressochรฉ identico da testi che forse ha consultato in una biblioteca pubblica (Graysmith ha ipotizzato che facesse ricerche in biblioteca, in effetti).
Nell’immagine in basso รจ evidente la somiglianza fra il codice con il nome di Zodiac e due riproduzioni contenute in libri su iscrizioni antiche digitalizzati da qualche anno.

“Anetheke” , che in inglese viene tradotto in “set up as a votive / dedicated” (eretto / dedicato), faceva parte di una formula dedicatoria alle divinitร che si trova nelle iscrizioni di molti templi della Grecia antica.
Il verbo “set up” , che in inglese significa anche “impostare”, “mettere a punto”, รจ citato nella seconda pagina della lettera. Difficilmente puรฒ essere una coincidenza.
Il ricercatore Tom Voigt, primo a divulgare l’accostamento sul sito zodiackiller.com, suppone che Zodiac abbia copiato presente in “The Alphabet” di Frederic W. Goudy per via della particolare forma di Theta, simile alla croce celtica. L’iscrizione proviene da un tempio di Poseidone, divinitร del mare, erroneamente localizzato nel libro presso un lago Tenaro (in realtร , capo Tenaro).
Il metodo della prima parte della decifrazione รจ indicato dalla parola “set up“, traduzione di “anetheke”, che si trova sulla seconda pagina della lettera.
Metto in evidenza il concetto sostituendo all’incipit della seconda pagina con “My name is…”. La traduzione รจ questa:
"[Il mio nome รจ] impostato cosรฌ..."

Sovrapponendolo al testo cifrato, il grafico con il bus consente di decrittare due lettere e una parola che allude all’ultima parte del nome di Zodiac.
In corrispondenza dei simboli 8 cerchiati, il sole “cattura” due lettere, E, I, e il trattino indicando una traslazione sottostante al testo cifrato.
Due traslazioni della seconda freccia formano la parola ICE, ghiaccio, da “cerous”.
Illustro il metodo completo nel video sottostante.
Il concetto รจ che per decrittare le lettere bisogna far entrare la luce del sole all’interno dello scuolabus, come metto in evidenza nella prossima immagine facendolo scorrere virtualmente lungo la carreggiata.

Si puรฒ verificare questa parte della decrittazione usando l’immagine a questo link o quella nella galleria in basso e facendo scorrere il grafico sulla lettera.

Il metodo individuato viene rafforzato dalla soluzione dell’anagramma alla fine del 408, che a dire di Zodiac conterrebbe la sua identitร (ma non il suo nome), un indovinello con due parole in italiano fra cui il verbo “bere”.
"Io bevo e [bere e] tracanno sono l'hit"
Di quale “hit” parla?
Ricevo un’indicazione da Bevilacqua il 28 luglio 2017, anche se allora non posso sapere che sarร utile.
Quando a Falciani chiedo all’americano cosa ne pensi di Zodiac, lui, imperturbabile, riflette per qualche secondo, poi risponde con il solito mezzo sorriso:
"Secondo me, lui รจ cinque persone."
Non darรฒ molto peso a questa strana affermazione (perchรฉ proprio cinque?) finchรฉ non mi imbatterรฒ nella probabile fonte di ispirazione di Zodiac, una hit dei Fifth Dimension arrivata seconda nella Billboard Hot 100 del ’69 ottenendo nel ’70 il Grammy come migliore registrazione dell’anno.
“Aquarius – Let the sunshine in”, cioรจ “aquario – lascia entrare la luce del sole”.
ร per alludere al metodo “a raggio di sole” e alla canzone dei 5th Dimension che il 28 luglio 2017 Bevilacqua continua a chiamare Vigilanti “Raggianti”?
In basso la copertina del singolo.

“Aquarius – Let the sunshine in” รจ composto da due canzoni del musical hippy “Hair”, che รจ in scena al Geary Theatre la notte dell’omicidio Stine.
Quell’11 ottobre 1969, secondo la polizia, Zodiac sale sul taxi della sua futura vittima proprio nei pressi di quel teatro, all’incrocio fra Mason e Geary Street.
Dalle inserzioni pubblicitarie dell’epoca e dalla locandina dello spettacolo al Geary Theatre si nota che il musical ha per simbolo un 8, come quello presente nel testo cifrato di Zodiac, dove si fanno passare i “raggi di sole” che decrittano E, I e ICE.

Un indizio che avvalora queste scoperte รจ la cartolina di Zodiac del 5 ottobre 1970 (in basso) composta da ritagli di giornale presi da un inserto del S.F. Sunday Examiner and Chronicle e stranamente caraterizzata da un paragrafo “sottosopra” (prossima immagine a destra).
Nello stesso periodo in cui la cartolina viene preparata e spedita, vengono pubblicate alcune inserzioni di “Hair” con il titolo “sottosopra” (prossima immagine a sinistra).


Non avendo portato a Bevilacqua la seconda pagina della lettera di Zodiac con cui si dovrebbe effettuare la decrittazione sulla base della canzone dei Fifth Dimension, tutto questo lo intuirรฒ successivamente. In buona parte, facendo ricerca sul sito newspapers.com, che contiene milioni di edizioni di quotidiani statunitensi e ad altre fonti che cito nella decrittazione.
Una volta identificata la “hit” (Aquarius-let the sunshine in), che serve anche a crittare E, I e la parola ICE, รจ possibile attendersi che Zodiac sia dia origini italiane (ipotesi compatibile anche con la soluzione dell’indovinello di Halloween) e che il suo nome contenga la parola “acqua” (aquarius, ice, by water, teoria dell’acqua etc.).

La lista di cognomi censiti dal Census Bureau nel 2010 (con occorrenza uguale o superiore a 100) contenente la parola WATER/ACQUA/AQUA con il significato di “acqua” e compatibile con le lettere E e I decrittate รจ composta di solo 9 nominativi.
Uno di questi, interamente compatibile con la soluzione, contiene il verbo “bere” citato nell’anagramma.
BEVILACQUA

“Perchรฉ ha scritto ‘ceroso’?”
Nel 2017, mi viene dato un suggerimento dal potenziale autore del messaggio, Bevilacqua. Dopo aver letto l’incipit della lettera, si sofferma sulla frase sottostante al testo cifrato.
"Strana questa frase. Perchรฉ ha scritto 'ceroso' invece di 'curioso'?"
"Ah... Tu pensi che sia un errore..."

Il mio nome รจ -
[SIMBOLI]
Io sono moderatamente ceroso (sic) di sapere
quanti soldi avete sulla mia
testa ora.
“Cerous” รจ utile per ottenere ICE, ma non รจ la mia prima scoperta.
Riflettendo sulla sottolineatura di Bevilacqua, qualche settimana dopo l’ultimo colloquio di persona nell’agosto 2017, intuisco come andrebbe letto il messaggio cifrato.
“Ceroso” รจ in corrispondenza delle lettere “lac” del cognome Bevilacqua.
La “lac” รจ la sostanza principale della ceralacca.
Il testo cifrato รจ una parte di un puzzle.

In basso, la probabile fonte del simbolo a forma di ancora. ร un tentativo di traduzione in Brahmi dell’archelogo Alexander Cunningham di un’iscrizione su un sigillo di Harappa in “The inscriptions of Asoka”.
I sigilli venivano usati per imprimere la ceralacca sulle pergamene, le lettere, e altri documenti lasciando un marchio o uno stemma.

La codificazione del nome di Zodiac non รจ stata ottenuta con un cifrario a sostituzione.
I simboli fanno parte di una sorta di puzzle che combina le parti del vero nome di Zodiac con la frase sottostante.
Prediamo le ultime tre lettere del testo cifrato, NAM, che danno anche il titolo al libro che porto con me ai colloqui con Bevilacqua nel 2017.
“Nam” costituiva un termine familiare per i 2 milioni e mezzo di soldati americani che si sono recati in Vietnam a cavallo degli anni ’60 e ’70. Il diminutivo della nazione del sudest asiatico significa “sud” in vietnamese. Ma nella vicina Thailandia con le stessa pronuncia si indica la parola “acqua” mi informa Fabio, un lettore del blog.

La Thailandia, alleato di Washigton durante la guerra, ospitava diverse basi aeree americane ed era uno dei luoghi prescelti per le licenze R&R dei soldati di stanza in Vietnam. Nella foto che ritrae D’Addario e Colombo รจ riconoscibile la bandiera della Thailandia sulla prima asta a sinistra.
NAM รจ il contrario di MAN. Queste lettere potrebbero anche essere state scelte per l’eroe dei fumetti AQUAMAN.

Sia come sia, la combinazione fra NAM e l’ultima parte della parola ACQUA รจ QUA-NAM, traduzione in latino di “in quale modo”, “how”, ultima parola del testo cifrato.

Lo scopo della M, inserita fra ANETHEKE, l’ultimo 8 di Hair e il simbolo del sigillo di Harappa, รจ crittare una lettera B con il ricorso al nome dell’attore Bekim Fehmiu.
Come si รจ visto nel capitolo “Ulisse”, l’interprete principale della serie italiana “Odissea” รจ anche protagonista di un costoso film hollywoodiano, “The adventurers”, in proiezione in diversi cinema di San Francisco e della Bay Area all’epoca della spedizione della lettera con il nome cifrato di Zodiac.

“Mildly” in questo contesto viene tradotto in italiano con moderatamente. Dunque la connessione che riscontra la V di “Bevilacqua”, cognome contente “acqua” piรน diffuso negli Stati Uniti, รจ “bevi – moderatamente”.
Una frase a metร strada fra “io bevo e tracanno” dell’anagramma dello Z408 e il “non bere l’acqua”, titolo dell’opera teatrale di Woody Allen che 50 minuti dopo la rivendicazione telefonica del 27 settembre 1969 va in scena in un teatro di Napa distante 140 metri dalla cabina telefonica usata da Zodiac.
Nella parte iniziale, l’inversione della prima E e della N di ANETHEKE consente all’autore del messaggio di crittare la terza lettera del suo nome, una E, formando la parola ENEA.

Il richiamo รจ a Virgilio, sommo poeta mantovano che condivide il nome con Virgil Starkwell, protagonista di “Prendi i soldi e scappa” impersonato da Zodiac negli attacchi al Lago Berryessa e a San Francisco.

L’idea al serial killer potrebbe essere venuta frequentando l’area a sud del cinema Bridge, dove c’รจ il liceo di Luanne Fordemwalt e il Presentation Theatre dove viene portato in scena il “Mikado” una settimana dopo l’omicidio di Stine e fra il 18 e il 26 aprile 1970, quando invia la lettera con il suo nome cifrato.
Alla fine dell’aprile 1970, nella stessa zona, a Lone Mountain, viene rappresentato il dramma “Didone ed Enea” di Henry Purcell ispirato a una famosa parte del poema di Virgilio.

Un indizio su questo richiamo indiretto al nome del protagonista di “Prendi i soldi e scappa” si trova in fondo alla prima pagina della lettera, quando il serial killer scrive che la sua precedente bomba avrebbe fatto cilecca. E chiosa:
"Sono stato sommerso dalla pioggia che abbiamo avuto poco tempo fa."

Credo che con questa frase Zodiac non si riferisca a un evento reale. Nuovamente, gli serve per identificarsi in Virgil Starkweel.
In una recensione di Stanley Eichelbaum sull’Examiner dell’8 ottobre 1969 si legge:
"Alla fine, Virgil viene mandato in prigione, dove รจ abbastanza astuto da intagliare una saponetta a forma di pistola con un aspetto convincente. Poi, il giorno in cui decide di scappare, รจ colto da un tremendo acquazzone."
La pistola di sapone si scioglie sotto la pioggia e Virgil viene ricondotto in cella.
Questa scena viene richiamata nel finale del film (spoiler), quando Virgil, nuovamente catturato dalla polizia, dice al documentarista che lo sta intervistando:
"Sono molto abile con le mani... sai se fuori piove?"
Per finire, la prima combinazione del testo cifrato, I=JO, รจ probabimente residuale.
Dopo aver spostato la N e la prima E di ANETHEKE per formare ENEA, “Zodiac” non ha molte scelte per una combinazione sensata con le prime due lettere.
Per questo motivo, adotta un escamotage, e sulla seconda pagina della lettera scrive una I simile a una J sopra il segno dell’uguale e a un 10 che, scritto IO, puรฒ significare “I” in italiano, cioรจ “io”.

Da cui: I = IO = JO.

Le coincidenze con il delitto di Alessandra Vanni
Da notare che il riferimento ai “sigilli” รจ presente anche nel delitto del 9 agosto 1997 della taxista Alessandra Vanni trovata nella vettura da lei guidata in via Doccia, davanti al cimitero di Castellina in Chianti, mani legate dietro al sedile con uno spago.
La scena del crimine si trova vicino a un tumulo del periodo etrusco lungo una strada che porta a Firenze (passando da Falciani).
Nel 2018, segnalerรฒ alla Procura di Siena una serie di coincidenze che porteranno all’acquisizione del DNA di Bevilacqua.

I Carabinieri della stazione locale, alcuni giorni dopo l’omicidio, ricevono una lettera anonima con una citazione dell’Apocalisse di San Giovanni in latino.
"Quis est dignus aperire librum, et solvere signacula ejus?"
La traduzione รจ: “Chi รจ degno di aprire il libro e sciogliere i sigilli?”
Forse รจ solo una persona che vuole aiutare le indagini?
Puรฒ essere una coincidenza, per caritร , ma mi insospettisce, oltre all’uso del latino e il riferimento ai sigilli, lo spago con cui la tassista รจ stata legata.
Lo spago viene usato anche per “sciogliere” i sigilli.

Nel 2024, Valeria Vecchione farร notare a me e a Daniele Trinchieri la somiglianza fra il nodo usato per legare le mani di Alessandra Vanni e quello del sigillo della tomba del faraone Tutankhamon, celebre anche per la sua maledizione.
Escludo si tratti di coincidenze. Sembra di trovarsi davanti a una firma del serial killer.

Sotto lo schema della bomba usato per decifrare il nome di Zodiac, c’รจ la parola “string”, che in inglese significa spago.
Se si include anche questa parola quando si sovrappone il diagramma al testo cifrato con il disco solare sulla I, “string” si colloca in corrispondenza dei simboli riferibili al sigillo di Harappa.

Nello stesso caso ci sono:
- Un riferimento al paradiso analogo a quello del caso Lass, dal momento che forse l’omicida รจ salito sul taxi della vittima nei pressi di via del Paradiso a Siena;
- Un riferimento all’acqua, come in tutti i crimini attribuiti con certezza a Zodiac dal momento che la scena del crimine รจ in Via Doccia.
- La tipologia della vittima, una taxista. A Zodiac viene attribuito con certezza il delitto Stine, ma in anni recenti, come si รจ visto, รจ emerso un altro omicidio sospetto di un taxista risalente al ’62.
Il DNA di Bevilacqua non corrisponde a quello estratto dalle unghie della vittima.
A me perรฒ rimane un dubbio.
Legare le mani della vittima con lo spago dietro al sedile puรฒ avere un significato simbolico per l’omicida. Ma dalla foto (in basso) risulta evidente che la posizione in cui legandole le mani si vengono a trovare, dietro al sedile, permetterebbe all’omicida nel sedile del passeggero di manipolarle facilmente, minimizzando il contatto e senza uscire dal taxi.
Negli anni ’90 si era a conoscenza del DNA, e la sfida alla polizia faceva parte del modus operandi di Zodiac.
Non รจ che il colpevole ha di proposito inserito nelle unghie della vittima DNA frammenti di cute di altre persone?

POSTILLA: IL DEPISTAGGIO
Ad oggi spesso si sente dire che c’รจ “un’unica certezza” sul caso Mostro. La stessa pistola ha sparato dal ’68 all’ ’85.
Ma questa non รจ una certezza.
La pistola del Mostro ha sparato sicuramente dal ’74 all’ ’85. Non si puรฒ dire lo stesso del caso del ’68. Ci si ricorderร che il delitto รจ stato collegato ai successivi solo nell’ ’82 e che i reperti provenienti dalla pistola del Mostro non erano nell’Ufficio corpi di reato ma fra gli atti del processo Mele. Da quanto tempo erano lรฌ? Chi li aveva inseriti nel fascicolo?
Non sono domande peregrine perchรฉ chiunque avesse consultato quella documentazione le avrebbe avute sotto mano. E questo in un periodo di tempo indeterminato di ben 14 anni.
Una frase coniata dallo scrittore Lee Child recita:
"La supponenza uccide in un'indagine."
Prove che hanno subito un’interruzione della catena di custodia cosรฌ lunga non danno “certezze”.
La possibilitร che i reperti del Mostro sono stati inseriti nel fascicolo Mele esiste e non รจ remota come puรฒ apparire.
Ho proposto la mia ricostruzione del “depistaggio” in due relazioni (ne parlo qui) consegnate alla Procura di Firenze nel 2020 e 2021, che includono documenti, un consulto con 21 esperti e i risultati di un test balistico che conferma la fattibilitร di produrre repliche credibili dei proiettili e bossoli di Signa con cui sostituire gli originali. Repliche che in questo caso sarebbero state ottenute con la pistola del serial killer.
Ad oggi non ci sono elementi probatori per escludere che il collegamento del ’68 sia un depistaggio. Al contrario, ci sono fatti che la rendono possibile e indizi che portano in questa direzione.
Li elenco.
- La catena di custodia di bossoli e proiettili di Signa รจ stata interrotta per un numero di anni indeterminato e la Procura di Firenze non รจ stata in grado di ricostruire i passaggi delle prove.
- Mancano foto al microscopio in grado di dire che le prove trovate nel fascicolo Mele siano le stesse del ’68.
- I reperti descritti nel ’68 e quelli trovati nel faldone presentano solo somiglianze generiche facilmente replicabili (marca, tipo di arma da fuoco etc.).
- Sono presenti delle incongruenze fra i reperti del Mostro rinvenuti nel fascicolo e le descrizioni del ’68 difficilmente interpretabili come frutto di un errore del perito.
- Le indagini originate dal collegamento sono state inconcludenti nonostante lo sforzo investigativo. ll Mostro ha continuato a uccidere.
- Il delitto del ’68 continua a essere considerato “diverso” dagli altri duplici omicidi, per movente e modalitร di attuazione, e non รจ stata trovata alcun legame concreto con i delitti del Mostro a parte i bossoli e i proiettili nel fascicolo Mele.

La certezza รจ che i proiettili e i bossoli rinvenuti nel fascicolo Mele 14 anni dopo i fatti provengono dalla pistola del Mostro.
Perรฒ non รจ detto che siano gli stessi del ’68.
Andrebbe perlomeno effettuato un confronto tra la perizia del ’68 e i reperti. Se le prove descritte nella perizia balistica del ’68 fossero identiche a quelle trovate nel fascicolo Mele, si potrebbe essere un po’ piรน sicuri. Se qualcosa non quadrasse, invece, ci sarebbe poco da star tranquilli.
In 42 anni, nessun consulente dell’autoritร giudiziaria รจ stato incaricato di effettuare un confronto di questo tipo redigendo un parere scritto.
In anni piรน recenti รจ stato dato per scontato che un accertamento di questo tipo o analogo fosse stato effettuato. L’errore รจ la superficialitร all’inizio dell’indagine sulla pista sarda, quando รจ stato dato per scontato che le prove fossero le stesse del ’68 sulla base di generiche somiglianze.
Quello che conta รจ che, analizzati i fatti, il collegamento รจ basato su un “assunto”, che รจ proprio quello da cui mette in guardia il motto di Lee Child.



Nel 2020 e nel 2021, avevo segnalato questo “buco” alla Procura, evidenziando nella mia relazione riassunta qui la necessitร di incaricare un consulente qualificato per effettuare un confronto tra bossoli e proiettili del Mostro trovati nel fascicolo Mele e le descrizioni nella perizia Zuntini del ’68.
La richiesta di questo accertamento รจ stata avanzata di recente dagli avvocati dei familiari delle vittime, che hanno suggerito di utilizzare per il confronto anche il possibile proiettile ritenuto nel corpo di Antonio Lo Bianco, una delle vittime del ’68.
All’inizio del 2024, le parti offese hanno ricevuto un diniego dai pm Turco e Beatrice Giunti sulla base di una nota del luogotenente Ilardi (non un esperto balistico) che in sostanza definiva il controllo superfluo.


Problemi
Dall’ ’82 a oggi gli inquirenti hanno pensato che le prove fossero le stesse per tre motivi.
- Le pallottole erano Winchester superspeed calibro .22;
- Il segno del percussore era a forma di sbarretta;
- Alcune caratteristiche delle deformazioni dei proiettili erano compatibili.
Ma sono sufficienti queste somiglianze per escludere una sostituzione?
A proposito delle somiglianze dei bossoli, un esperto balistico interpellato nel 2021 mi dirร :
"ร come dire che un'auto ha quattro ruote e un volante."


L’incongruenza del segno dell’espulsore
Bossoli e proiettili trovati nel fascicolo Mele sono simili a quelli di Signa, ma solo in modo generico. Ossia facilmente replicabile, se si volessero sostituire.
Non solo. Presentano varie incongruenze che riscontrano l’ipotesi del depistaggio. Una delle piรน importanti รจ quella del segno dell’espulsore.
"...i cinque bossoli repertati hanno chiaramente impresso il segno dell'espulsore..."
E ancora:
"...sul fondello di ciascuno di essi รจ visibile il duplice segno dell'espulsore rilevabile alle ore 9 e alle ore 7..."


Il segno dell’espulsore viene definito: “rilevabile”, “chiaramente impresso”. Proprio come i bossoli trovati nel fascicolo Mele, che effetivamente sono del Mostro (ma sono gli stessi del ’68?).
Le tracce dell’espulsore della pistola del serial killer sono effettivamente visibili a occhio nudo (in contro luce), riconoscibili anche da una persona poco esperta. La sua arma, come fanno altre, lascia questo segno ben marcato.

Se questi bossoli fossero gli stessi del ’68 dovremmo trovarne riscontro nella descrizione della perizia balistica dell’epoca, firmata dallo stesso Zuntini. I segni dell’espulsore devono corrispondere a quelli sui bossoli trovati nel fascicolo Mele.
Non penso che ci sia nulla da aggiungere alla grave incongruenza che emerge da quanto scrive l’esperto balistico nel ’68.
"Rileviamo ancora che su tutti i bossoli in sequestro sono quasi irrilevabili i segni [...] dell'espulsore (che di norma si rileva sull'orlo del fondello in corrispondenza delle ore 20 circa)."

Stima della probabilitร del depistaggio
Ci sono solo due alternative possibili per spiegare l’incongruenza della traccia dell’espulsore, che si accompagna ad altre di cui parlo nel post sul depistaggio.
- Un errore di osservazione di Zuntini;
- Un depistaggio. I reperti autentici di Signa sono stati sostituti da altri provenienti dalla pistola Mostro.
Trovandomi di fronte a un aut-aut, ho ritenuto utile una ricerca statistica per rispondere a questa domanda:
Quanto รจ probabile che un esperto balistico come Zuntini sia incapace di fare alcune semplici osservazioni (per esempio, indicare dove si trovino i segni dell'espulsore) cosรฌ da escludere un depistaggio?
Dopo aver consultato 11 esperti balistici che hanno tutti saputo indicare dove si trovasse il segno dell’espulsore, ho deciso di effettuare un campionamento probabilistico casuale semplice.
Ritengo che in questo caso Zuntini possa essere assimilato agli esperti balistici odierni perchรฉ le osservazioni incongruenti erano semplici da fare, compresa quella sulla traccia dell’espulsore, e non necessitavano di mezzi tecnologici o conoscenze che lui non aveva nel ’68.
Ho ottenuto un campione di 10 individui estratti a sorte da una popolazione di 263 nominativi di esperti balistici iscritti alle liste di 138 tribunali di Italia degli attuali 140. Nella relazione avevo fatto richiesta /conteggiato alcuni che erano in dismissione, per un totale di 155. Per correggere il numero della popolazione ne avevo aggiunti 1,9 (media di esperti balistici per tribunale) per ogni tribunale. Approssimando in eccesso, si puรฒ dire che la popolazione รจ 300.
Ho imposto come regola di escludere le persone che avevo consultato e chi si era giร occupato del caso Mostro. Dopo il sorteggio, ho dovuto sostituire con una nuova estrazione chi era stato inserito nelle liste per errore (2 nominativi).
Il nome di ogni esperto era scritto su bigliettini che ho estratto casualmente da un contenitore.
Ai 10 esperti sorteggiati, anche loro contattati via email o per telefono, ho mostrato le foto dei proiettili e di un bossolo allegato al fascicolo Mele tratti dalla perizia balistica di Paride Minervini (2016). Ho sottoposto loro alcuni quesiti, senza metterli al corrente del motivo per non influenzarli.
Anche le loro risposte sono state allegate alla relazione consegnata agli inquirenti nel 2021, linkata all’inizio del post sul depistaggio.

Risultati
Sia nella selezione a scelta ragionata sia in quella casuale che mi ha portato a consultare circa il 7% della popolazione di esperti balistici iscritti negli albi dei tribunali, il 100% di loro ha saputo riconoscere e indicare dove si trovasse il segno dellโespulsore, a differenza di Zuntini.
Cโera dโaspettarselo, visto che anche una persona senza particolari conoscenze balistiche รจ in grado di distinguerlo sui bossoli allegati al fascicolo Mele.

Per quanto riguarda, tutte le anomalie, le risposte dei 10 esperti sorteggiati hanno dato questi risultati.
- Zero esperti (a differenze di Zuntini) hanno definito “quasi irrilevabile” il segno dell’espulsore sul bossolo trovato nel faldone, sapendolo individuare correttamente;
- Zero esperti (a differenza di Zuntini) hanno osservato incisioni da impatto sul proiettile A (ma possono essere sul lato nascosto);
- Uno di loro ha definito “sbavatura parallela alla rigatura” la scalfittura del proiettile E;
- Nessuno ha commesso tutti e tre i presunti errori di Zuntini.

A prescindere dal metodo di campionamento (da casaccio a casuale), allโaumentare degli esperti consultati la proporzione di coloro che contraddicevano le osservazioni di Zuntini sull’espulsore, o non facevano la serie completa di errori sulle caratteristiche dei proiettili (di cui alcuni eventuali, come si รจ detto), รจ rimasta invariata (100%).
Visto lโesito di queste 21 interviste, si puรฒ ragionevolmente ipotizzare che nella popolazione complessiva di esperti balistici professionisti in Italia:
- La maggioranza sarร in grado di indicare con sicurezza la traccia dellโespulsore dei bossoli allegati al fascicolo Mele;
- La maggioranza non farร l’ipotetica serie completa di errori di Zuntini nell’osservazione/descrizione dei proiettili.
Ricordo che nella mia relazione consegnata agli inquirenti il calcolo riportato รจ sbagliato, per vari motivi, e che perรฒ puรฒ essere facilmente corretto.
Considerando i 10 esperti sorteggiati, se si usa questo calcolatore online (formula in basso), con un livello di confidenza del 99% e massima variabilitร , si puรฒ essere quasi certi che la probabilitร che lโesito del “sondaggio” NON rifletta correttamente le risposte di tutta la popolazione di 300 esperti รจ pari al 40% (margine di errore).

Siccome le risposte sono univoche, quel 40% puรฒ essere commutato nella stima della probabilitร che un esperto balistico iscritto agli albi, come Zuntini, sia incapace di effettuare correttamente l’osservazione sull’espulsore che giustificherebbe le incongruenze fra perizia del โ68 e le prove allegate.
Lo stesso vale per i proiettili, se le discrepanze fossero accertate.
Questo significa che, attualizzando la perizia Zuntini, la probabilitร che l’esperto del ’68 abbia sbagliato รจ inferiore a quella del depistaggio.
Il depistaggio ha una probabilitร del 60% di essersi verificato.

Il depistaggio del ’68 poteva farlo solo il Mostro
Che dietro al collegamento con il delitto del ’68 ci sia un depistaggio, lo sospettano anche Giuttari e il sostituto procuratore di Perugia Giuliano Mignini, che hanno verificato un’idea del giornalista Tommaso D’Altilia nei primi anni 2000.
Ispirandosi a Mattei, D’Altilia sospettava l’esistenza di una cospirazione a livello istituzionale che avrebbe deciso di attribuire al Mostro il delitto del ’68. Un intrigo che avrebbe coinvolto anche i servizi di intelligence.
In realtร , non รจ necessario teorizzare un “complotto” per spiegare il depistaggio. Questione non di poco conto, perรฒ, รจ che per poterlo fare prima bisognava avere bossoli e proiettili provenienti dalla pistola del Mostro.
Chiunque fosse autorizzato, magistrati, funzionari della polizia giudiziaria, cancellieri, avvocati e altri, ha avuto sotto mano le carte del processo Mele dove sono stati trovati i reperti del Mostro. Ma chi di loro avrebbe potuto avere le “repliche” per la sostituzione?
Solo gli inquirenti e il Mostro.
Le forze dell’ordine avrebbero potuto nascondere alcuni bossoli trovati sulle scene del crimine del Mostro per poi inserirli nel fascicolo Mele, per esempio.
Allegarli facendoli passare per quelli di Signa, non sarebbe stato difficile. Ma a che scopo?
E i proiettili?

A differenza dei bossoli, i proiettili si deformano all’impatto, assumendo caratteristiche peculiari. Dovevano assomigliare alle descrizioni del ’68 e, soprattutto, dovevano essercene abbastanza per una sostituzione.
L’unico omicidio accertato in cui il Mostro abbia utilizzato cartucce ramate prima del collegamento con Signa รจ quello del ’74.
Secondo la ricostruzione ufficiale, รจ stato svuotato un solo caricatore da 10 cartucce (piรน una in canna, forse). Gli inquirenti lo hanno dedotto dal fatto che la ragazza fosse stata ferita dai colpi per poi essere uccisa a coltellate. Sono stati trovati e catalogati 8 proiettili.
Questo significa che, anche ammesso che gli altri 3 proiettili fossero stati nascosti dai Carabinieri, sarebbero mancate 2 repliche per sostituire i proiettili di Signa, che erano 5.
Le forze dell’ordine non avrebbero avuto a disposizione abbastanza proiettili per una sostituzione senza entrare in possesso dell’arma del Mostro.
Se non รจ stata la polizia a sostituire le prove chi puรฒ essere stato?
Il Mostro.
Solo il serial killer, infatti, con o senza l’aiuto di un complice, avrebbe potuto avere bossoli e proiettili per effettuare la sostituzione dei reperti nel fascicolo Mele e accreditarsi falsamente il delitto del ’68.
In effetti, รจ proprio ciรฒ che capita nel romanzo ispirato alle vicende del Mostro “Coniglio il martedรฌ” di Aurelio Mattei, psicologo e consulente dell’intelligence italiana (curiosamente il libro รจ dedicato al “maestro” Ferracuti), a cui viene fatta risalire l’ipotesi originaria del “depistaggio”.

Mattei si immagina il serial killer protagonista del suo romanzo accedere con un escamotage all’ufficio corpi di reato di un tribunale e sostituire bossoli di un vecchio delitto con quelli della propria pistola, ottenuti sparando in un immaginario poligono di tiro “Valle Verde” a sud della cittร .
Il vero Mostro sarebbe stato facilitato rispetto al protagonista del libro di Mattei, se i reperti di Signa si trovavano nel fascicolo del processo Mele, dove poi sono stati trovati i suoi.
Fra la realtร e la storia di Mattei ci sono altre due differenze:
- Il serial killer avrebbe dovuto sostituire anche i proiettili, non solo i bossoli.
- Avrebbe agito prima del delitto del ’74.
Un depistaggio ideato e portato a termine dal Mostro dopo il ’74 implicherebbe che sia una coincidenza l’utilizzo di un’arma compatible e la stessa marca di cartucce nel duplice omicidio del ’68.
In questo scenario, il Mostro avrebbe scoperto l’esistenza di un crimine simile ai suoi commesso in precedenza nella stessa provincia in cui era attivo. Casualmente, in quel delitto, sarebbe stata usata una pistola calibro .22 compatibile alla sua e la stessa marca di cartucce.

Non si puรฒ escludere. Ma appare piรน verosimile che il Mostro fosse giร a conoscenza del delitto del ’68 prima di iniziare gli omicidi a lui attribuiti. Nel ’74, il serial killer sapeva giร quale arma e quali cartucce fossero state usate a Signa perchรฉ aveva giร consultato il fascicolo Mele.
Le somiglianze non sono coincidenze, quindi.
La pistola dei futuri delitti รจ stata scelta di proposito fra quelle adatte a produrre repliche credibili dei reperti di Signa. Solo dopo รจ stata utilizzata negli omicidi delle coppie a Firenze.

Cavallo di Troia
Dove potrebbe essersi verificato il depistaggio?
Nella cancelleria del tribunale di Perugia o di Firenze.
Non รจ necessario ricorrere a elaborati piani criminali per sottrare o inserire oggetti in un fascicolo penale, come quello dove si trovavano i corpi di reato di Signa.
Chiunque abbia esperienza delle sale letture delle cancellerie penali italiane (anch’io) potrebbe concordare che non sarebbe di certo una “missione impossibile” sottrarre o inserire un sacchettino in un fascicolo senza dare nell’occhio, mentre il personale indaffarato si occupa di scartoffie. Tutt’altro.
Non รจ lรฌ che vengono tenuti i corpi di reato, infatti.

Se anche i veri bossoli e i proiettili di Signa, come quelli del Mostro, fossero stati nel fascicolo Mele, sarebbero stati alla mercรฉ di chiunque lo avesse consultato, potenzialmente anche il serial killer.
Una persona con esperienza con armi da fuoco, trovando il saccchetto con i reperti e leggendo la perizia Zuntini, avrebbe immediatamente capito che avrebbe potuto intestarsi quel delitto sostituendo le prove con repliche di una pistola adatta. Una pistola che poi avrebbe successivamente utilizzato per commettere omicidi.
La sostituzione dei reperti avrebbe rappresentato un vero e proprio “cavallo di Troia”. Un motivo piรน che valido per continuare a usare la stessa arma.
Che sia stato proprio il Mostro (il sedicente “cittadino amico”?) a fornire ai Carabinieri l’indicazione per arrivare a Signa?

Sopra un report amministrativo del CID del 24 aprile 1974 denuncia la diffusione di armi non autorizzate nelle installazioni militari statunitensi.
Citando l’estratto di un’indagine in una base si sottolinea come รจ stato scoperto che in un periodo 6 mesi nel ’73 sono state acquistate 165 pistole dai soldati, di cui 84 erano “Saturday Night Special” (pistole economiche e inaffidabili di piccolo calibro).
Gli investigatori hanno appurato che per poterle acquistare bastava dimostrare di avere piรน di 21 anni e presentare un’autocertificazione in cui si dichiarava di essere incensurati.
Un soldato americano di stanza in Italia avrebbe potuto far arrivare la pistola dagli Stati Uniti tramite spedizione militare insieme alle forniture di casa, senza denunciarla alle autoritร italiane. L’unico obbligo sarebbe stato quello di informare il locale Provost Marshall.
Queste informazioni si trovano in un pamphlet del ’74 del Department of the Army, “Italy, facts you need to know”.


All’inizio degli anni ’70, in Italia, “Zodiac” puรฒ aver pensato che senza proteggersi in anticipo la polizia prima o poi sarebbe stata in grado di risalire a lui. Il depistaggio gli avrebbe offerto la possibilitร di aggredire coppie anche a Firenze con maggiore sicurezza.
Inoltre si รจ visto come un tratto tipico di Zodiac fosse il piacere che provava nell’irridere la polizia, come osserva il profiler dell’FBI Ankrom. Il depistaggio gli avrebbe procurato anche questa soddisfazione. Forse รจ il principale motivo per cui non si รจ disfatto della sua famigerata pistola calibro .22, che รจ diventata la “firma” dei suoi delitti.
Bevilacqua, 20 di carriera militare nell’esercito, aveva un alibi per il caso di Signa, trovandosi allโestero nel โ68. Questo spiegherebbe perchรฉ possa essersi inizialmente interessato a quel delitto.
Il futuro direttore del Cimitero Americano di Firenze era giร da qualche anno di stanza a Camp Darby, vicino a Pisa, quando il 1 aprile 1974 il fascicolo Mele (dove anni dopo sarebbero stati trovati bossoli e proiettili del Mostro) รจ stato trasmesso dal Tribunale di Perugia a quello di Firenze.
Bevilacqua avrebbe avuto il tempo, le capacitร e il movente per effettuare il depistaggio.




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